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Ciellini omologati. Per don Sciortino non è mica un «durissimo attacco»

agosto 23, 2012 Redazione

A QUANTO PARE È BULLISMO. Per Violante il Fatto, con Idv e Grillo, è reo di “populismo giuridico”. Formigoni lo corregge: “No, terrorismo”. Che fa, ci arresta lui?
Il motto odierno del Fatto quotidiano

TACI PECCATORE. L’ultimo raccontino edificante (di Formigoni al Meeting, ndr) è a sfondo vaticano: «Quando ho incontrato il Papa a Milano tre mesi fa mi ha detto che tutti i giorni prega per me. Sono rimasto sconvolto». Chissà perché: dopo tutto si prega per chi ne ha bisogno.
Silvia Truzzi, il Fatto quotidiano

SEMMAI SI SPIATELLA LA SUA CORRISPONDENZA PRIVATA. In ogni caso le confidenze papali non andrebbero mortificate spiattellandole davanti a cinquemila persone.
Silvia Truzzi critica Formigoni per aver raccontato al Meeting un suo dialogo con il Papa, il Fatto quotidiano

DON FURIO NON PERDONA. Significa un mondo in cui la grande innovazione cristiana che unisce la fede alle opere (le opere di carità, solidarietà e “misericordia”) diventa tra fede e Compagnia delle Opere, conglomerato d’affari che non è esattamente la stessa cosa.
Furio Colombo contro il Meeting di Comunione e Liberazione, il Fatto quotidiano

MIGLIORI UN BEL PÒ. Qualche giovane e fiducioso frequentatore avrà forse qualche minuto da dedicare al caso Formigoni. «Vieni con noi avrai grandi vacanze con persone ricche e intraprendenti». Il resto si vedrà. Resterà un pò di tempo per scegliere esempi e insegnamenti migliori.
Furio Colombo contro il Meeting di Comunione e Liberazione, il Fatto quotidiano

CERTE COSE SGORGANO PROPRIO DAL CUORE. La nostra osservazione (l’accusa di “omologazione al potere” del Meeting di Cl, ndr) si è trasformata in un «durissimo attacco». La dietrologia è andata oltre. Ma non c’è stata premeditazione.
Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, intervistato da Gian Guido Vecchi, Corriere della Sera

SARÀ MICA UN DURISSIMO ATTACCO/1. Ma in cosa consiste l’“omologazione”? «Nella mancanza di capacità critica nel valutare le diversità tra una proposta governativa e l’altra. Nello sminuire o, peggio, giustificare provvedimenti che spesso calpestavano la dignità e l’uguaglianza degli esseri umani (…). E tutto ciò per non perdere fette di potere e vantaggi economici.
Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, spiega a Gian Guido Vecchi le sue accuse a Comunione e Liberazione, Corriere della Sera

SARÀ MICA UN DURISSIMO ATTACCO/2. «Ieri Berlusconi, oggi Monti. Come se Il principe di Machiavelli contasse più del Vangelo». I cattolici non rischiano di tornare a dividersi? «Mi piacerebbe se, con un dialogo franco, trovassero l’unità sui valori di fondo, non asservendo il Vangelo a logiche di potere e discipline di partito».
Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, spiega a Gian Guido Vecchi le sue accuse a Comunione e Liberazione, Corriere della Sera

BRUTTA BESTIA LA NOIA. Non è bastato il caldo agostano né il periodo di ferie per scoraggiare i giornalisti stranieri che, ieri pomeriggio, hanno riempito la saletta della Stampa estera di via dell’Umiltà, a Roma, per assistere alla conferenza stampa del Fatto quotidiano.
Beatrice Borromeo racconta l’incontro la conferenza di Padellaro e Travaglio sulla presunta trattativa Stato-mafia, il Fatto quotidiano

BUM. Mentre la legge tutela deputati e senatori, che non possono essere intercettati, non dice che il capo dello Stato non possa essere intercettato. Nulla di esplicito. E il telefono, tra il 1946 e il 1948, c’era già, segno che i padri costituenti hanno lasciato apposta un’area grigia.
Marco Travaglio spiega il caso della presunta trattativa Stato-mafia ai giornalisti esteri, il Fatto quotidiano

È RISAPUTO COME MINIMO DAL 1946. Grattando la superficie, la parola chiave che emerge è una: intercettazioni. Si tratta di uno strumento fondamentale senza il quale le indagini non si possono fare.
Antonio Padellaro spiega il caso della presunta trattativa Stato-mafia ai giornalisti esteri, il Fatto quotidiano

JURASSIC FATT. «Tutto bene, ma non si tratta comunque di archeologia?», si chiede un cronista danese, uno dei pochi scettici rimasti in sala.
Beatrice Borromeo racconta l’incontro la conferenza di Padellaro e Travaglio sulla presunta trattativa Stato-mafia, il Fatto quotidiano

ANCHE I FOSSILI NEL LORO PICCOLO SI INCAZZANO. «Se si tratta di archeologia, perché il presidente Napolitano reagisce così?».
Beatrice Borromeo racconta l’incontro la conferenza di Padellaro e Travaglio sulla presunta trattativa Stato-mafia, il Fatto quotidiano

URGE UNA TRATTATIVA FATTO-MAFIA. La seconda Repubblica sta finendo, che strada prenderemo ora? E che ruolo giocherà la mafia in vista delle prossime elezioni?
Marco Travaglio spiega il caso della presunta trattativa Stato-mafia ai giornalisti esteri, il Fatto quotidiano

L’AREA CHIC. Piste ciclabili, verde e spazi culturali. Ora Ikea diventa anche un quartiere. I primi progetti a Londra e Amburgo: «Per una vita chic alla portata di tutti».
Titolo e sottotitolo della Repubblica

PER FORTUNA IO NON SONO MALIGNO. Più idee getti sul mercato e in pasto ai media, direbbero i maligni, più rimuovi tra l’altro memorie di simpatie giovanili per il Reich millenario di cui Ingvar Kamprad, il patron del gigante del design abitabile, è accusato
Andrea Tarquini sui nuovi “quartieri chic” creati da Ikea, la Repubblica

UN ANNO E MEZZO CON IBRA LASCIA IL SEGNO. All’Inter ho ritrovato il sorriso. Finalmente sono arrivato nella squadra per cui ho sempre fatto il tifo.
Antonio Cassano, la Repubblica

DA GRANDE FARÒ L’ONESTO. Simone Farina va in Inghilterra, a Birmingham, a fare un mestiere curioso: l’insegnante di fair play ai ragazzini dell’AstonVilla, più tardi chissà. Da noi, evidentemente, non serviva.
Luca Cardinalini, il Fatto quotidiano

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1 Commenti

  1. Don Simone Riva scrive:

    Il Meeting degli sguardi

    C’è un Meeting che non appare sui giornali, di cui non si parla nei telegiornali e che non si sente alla radio mentre sei in coda al casello dell’autostrada, ma che pure esiste, vive e si può incontrare: il Meeting degli sguardi.
    Come quelli che incontri alle 9.00 del mattino in una chiesa di Torre Pedrera piena zeppa di ragazzi per la S. Messa e che osano ancora cantare in gregoriano. O quelli che ti aspettano appena entri in fiera alle 11.00 per prepararti un ottimo caffè e darti il giornale del mattino fresco di stampa. Il Meeting degli sguardi vive dell’imprevisto e lo può vedere solo chi è attento ai particolari.
    Entri in sala per un incontro e trovi le sedie perfettamente allineate e non puoi non pensare a chi le ha preparate così prima che tu arrivassi, vai al ristorante a mangiare e trovi le tovaglie e le stoviglie perfettamente pulite e in ordine, vai ai servizi e non devi tapparti il naso come capita in certi autogrill, esci a prendere una birra al bar vicino alle piscine e vedi l’acqua sempre pulita, cammini di corsa perché ti stanno tenendo il posto a una mostra e noti la divisa stirata e ordinate delle hostess (anche se la loro bellezza colpisce certamente più della divisa), vai a trovare degli amici che stanno lavorando come volontari e li trovi, dopo il turno di lavoro, a parlare della vita e del senso delle cose, mentre si concedono qualche carota e fetta di melone per rinfrescarsi… e poi i sorrisi, al Meeting gli sguardi sono lieti, e questo semplicemente commuove!
    Sono sguardi lieti quelli dei ragazzi che dedicano una settimana delle vacanze a lavorare lì, sono lieti gli sguardi di quelli che hanno il faticoso compito di far parcheggiare le macchine sotto il sole e che del Meeting vedono solo la scritta all’ingresso della fiera, sono lieti gli sguardi di quelli che si incontrano e si abbracciano, anche se si sono visti la settimana prima altrove, perché vedersi lì non è la stessa cosa, sono lieti gli sguardi delle guide delle mostre che fanno di tutto perché si senta e si capisca… questa letizia può venire solo da una certezza, quella di essere abbracciati da Uno ai cui occhi siamo unici. Certezza che si respira tra i padiglioni della fiera, come Martedì sera, durante la serata di canti con diversi ragazzi delle superiori, accompagnati dalle note di canzoni della storia italiana che ormai anche tanti adulti hanno dimenticato. O come Giovedì quando sono tornato a casa con altri amici e prima di andarcene abbiamo recitato l’Angelus e cantato il “Non nobis” davanti agli occhi stupiti di chi passava e vedeva questo cerchio di ragazzi all’uscita ovest della fiera. O come la sera a bordo piscina in hotel intenti nel raccontarci le cose più grandi capitate durante la giornata, anche se era già mezzanotte.
    Questo è il Meeting, non anzitutto i politici, non anzitutto i numeri, non anzitutto l’organizzazione, ma gli sguardi, lieti perché certi. Solo che gli sguardi vanno visti e osservati, e chi scrive gli articoli ascoltando gli applausi, non vede proprio nulla, perdendosi il meglio.

    Don Simone Riva

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