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Celebrate Giovanni Paolo II non solo perché era buono. Ma anche perché era “fissato”

ottobre 22, 2012 Pino Suriano

L’eroe del giorno è un “fissato” che ha dato la vita per una “fissazione”: indicare Cristo come fonte di contentezza e coraggio per la vita.
Da questa fonte ha tratto creatività e forza per aiutare i più deboli, ballare con i bambini, abbracciare gli animali, sostenere le rivolte pacifiche, scrivere poesie e opere teatrali, filosofeggiare, perdonare chi gli aveva sparato addosso, urlare contro i signori della guerra, scommettere sui movimenti cattolici osteggiati, usare i media con genialità, viaggiare tra favelas e terremotati con parole di conforto, affrontare malattia e morte con dignità.
Oggi quasi tutti dicono di stimarlo perché ha abbracciato i bambini e ballato con gli animali, per la sua dolcezza e tenerezza (più o meno quello che può fare anche un orsacchiotto peluches), al massimo per le sue belle parole per i deboli o contro la guerra (più o meno quello che può fare anche Nichi Vendola).
Quasi nessuno lo ricorda per la sua “fissazione”, senza la quale non ci sarebbe stato tutto il resto.
Per fortuna ci pensa la Chiesa, che oggi lo ricorda per questo. Beato Giovanni Paolo II. Beato… e “fissato”.

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