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Casamonica. Il parroco: «Ma dovevo arrestarlo io?»

agosto 21, 2015 Don Giancarlo Manieri


Dopo l’incredibile messinscena seguita ai funerali di Vittorio Casamonica, don Giancarlo Manieri, il parroco che ha officiato il rito nella chiesa di Don Bosco a Roma, ha scritto sul sito della parrocchia per spiegare il suo comportamento e il suo punto di vista. 

Molte le e-mail pervenutemi sul funerale al boss dei Casamonica. Alcune con domande altre con insulti… Provo a dire la mia.

Credo di aver fatto solo il mio dovere. Sono un prete, non un poliziotto e nemmeno un giudice. Se una persona viene da me chiedendo di confessarsi, lo confesso; se un’altra si accosta alla comunione gli porgo l’ostia, non gli chiedo la fedina penale, se un signore mi chiede di celebrare il funerale di un suo congiunto lo celebro; non è scritto da nessuna parte che debba indagare chi è, tanto più che l’addetto di sagrestia, compilando il foglio per il funerale, sotto dettatura della persona venuta a prenotarlo, alla voce “notizie che si desidera tenere presenti nella celebrazione eucaristica” ha scritto: “ praticante cattolico”.

Personalmente non conoscevo il nome del boss dei Casamonica per me poteva essere il più lontano dei parenti.

Tanto per rispondere a certe insinuazioni sui soldi. “Quanto devo?”. “Può fare un’offerta, se vuole”. L’offerta è stata di € 50,00 (cinquanta non cinquemila). Molti colleghi giornalisti hanno insistito per sapere quello che è successo in chiesa. Nulla è successo. Quando sono arrivati con circa tre quarti d’ora di ritardo sull’orario, [e solo allora ho saputo della carrozza con relativo contorno e anche dell’identità del defunto], sono entrati in chiesa. Un po’ di confusione c’è stata, come sempre, ma esortati a prendere posto (erano circa quattro o cinquecento persone) hanno immediatamente obbedito, in perfetto ordine e silenzio.

Hanno seguito la cerimonia, alcuni si sono confessati, molti hanno fatto la comunione e molti hanno risposto alle preghiere della messa, ben più numerosi di altri in altre consimili occasioni.

Predica… Avevo sottomano, come sempre, qualche semplice appunto. Nei sette o otto minuti di omelia ho ribadito il concetto che la morte è la compagna inseparabile di tutta la nostra esistenza: addii e malattie, dolori e delusioni, distacchi forzati, rovesci affettivi, improvvise tragedie ne sono i segni premonitori. La morte tuttavia resta per l’uomo un mistero profondo, un mistero che perfino i non credenti circondano di rispetto. Ebbene, essere cristiani cambia qualcosa nel modo di considerare la morte e affrontarla? Sì, certo! Poiché per il cristiano la morte è, secondo l’espressione diventata famosa di san Francesco di Assisi, “sorella”, sorella morte: non è cioè il risultato di un gioco tragico e ineluttabile da affrontare con freddezza, e nemmeno con disperazione. La morte del cristiano è nel solco della morte di Cristo… L’icona è questa: un Padre/Dio che al di là della soglia ci attende con le braccia spalancate nel gesto dell’accoglienza. In definitiva per il cristiano la morte è una vittoria vestita da sconfitta.

Molti mi hanno rimproverato di non aver bloccato il funerale a un boss che ne ha combinate più che Bertoldo. Ma se era così fuori norma, perché mai era a piede libero? Hanno aspettato la sua morte sperando che lo… “arrestasse” il parroco? Mio dovere è distribuire misericordia, m’insegna Papa Francesco. Ed è quello faccio.

Quanto al paragone con Welby non è non congruo. In quel caso è intervenuto il Vicario del Papa, assumendosene la responsabilità e ordinando al parroco di non celebrare il funerale. Welby, se non vado errato, era non più considerato cattolico. A me nessuno ha detto nulla. Pregare per un morto, chiunque esso sia, non è proibito. Anche per Welby, del resto, i salesiani hanno pregato e molto e la chiesa è rimasta aperta tutto il giorno.

Parce sepulto, dicevano gli antichi romani (cfr Virgilio, Eneide III, 41), che pure non erano così teneri con chi rompeva loro le scatole. Oggi pare non sia più di moda. Pazienza!!!


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22 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    E bravo don Giancarlo Manieri.
    Peraltro, i vocianti di oggi assomigliano tanto a quelli che DOPO le disgrazie vanno argomentando che “si potevano prevedere”, ma nessuno di loro ha mai detto nulla PRIMA.
    Ovviamente ritirare in ballo Welby fa tanto figo a certa cultura, alla quale dei funerali cristiani non gliene è mai importato una pippa.

  2. Giannino Stoppani scrive:

    Caro Don, l’unica cosa di cui sei corresponsabile (insieme a tutti noialtri cristiani) è la de-evangelizzazione di questo sciagurato Paese, che porta gli ignoranti a fare certi discorsi a nafta.
    P.S.: per un funerale con carrozza cinquanta euro sono un’offerta da morti di fame.

  3. giuseppe scrive:

    La famiglia Casamonica ha dichiarato che per lo scandalo dei funerali del boss loro “chiedono scusa solo al papa”.
    Per la proprietà transitiva delle scuse, ora toccherebbe al papa chiedere scusa a tutti gli italiani.
    E comunque, da queste dichiarazioni emerge lampante il fatto che tra mafia e chiesa esiste un legame saldo e indissolubile.

    • Giannino Stoppani scrive:

      C.V.D.

      • giuseppe scrive:

        Rilevo – senza sorprendermene – che per lei l’unico problema di tutta la vicenda è la (presunta) esiguità dell’offerta elargita alla parrocchia.
        Cristianesimo e malaffare.
        C.V.D.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Veramente mi pareva di aver rilevato, assumendomene pure parte della responsabilità, che il problema vero risiede nella de-evangelizzazione della società attuale la quale comporta, come conseguenza indiretta, che vi sia, rispetto persino i rudimenti della fede cristiana, il livello di ignoranza e superficialità che tu hai voluto qui esemplificare con tanto zelo.
          La questione del’obolo miserabile in rapporto al resto della cerimonia, invece, l’ho messo solo in un poscritto e il fatto che, per poter meglio inveire, tu lo abbia elevato a “unico problema” significa che oltre a “cristianesimo e malaffare”, possiamo tranquillamente sdoganare anche il binomio “ateismo e stupidità”.

          • giuseppe scrive:

            Non ho inveito, solo constatato.
            Per il resto, è questione di punti di vista: il mio è che solo la de-cristianizzazione (la de-evangelizzazione non è sufficiente) della nostra società può renderla più equa, onesta e solidale.
            Quanto ai suoi binomi, la patente di stupidità conferitami da un cristiano per me equivale a una medaglia sul campo. Domattina vado a vantarmene con gli amici. Grazie.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Caro mio, una constatazione, se consiste in una stupida menzogna strumentale, diventa un’invettiva.
              Non dubito che a te garbi la de-evangelizzazione e tutte le sue conseguenze, visto che dove non trottano i cavalli corrono i ciuchi.

              • Orazio Pecci scrive:

                Per rifarsi la bocca…
                «Al termine del rito, il corteo funebre muoverà attraverso il centro storico fino alla chiesa dei Cappuccini, nel Neuer Markt, nella cui cripta sono custoditi i sarcofaghi degli Absburgo dal 1633 a oggi. L’araldo busserà con la mazza alla porta della chiesa. “Chi vuole entrare?”, chiederà dall’interno un cappuccino. Lui risponderà: “Otto d’Asburgo, erede al trono d’Austria e d’Ungheria, dei regni di Boemia, Croazia, Dalmazia, Slavonia, Galizia, delle contee di Gorizia e Gradisca…”. “Non lo conosco” risponderà il cappuccino. L’araldo busserà di nuovo e questa volta risponderà soltanto: “L’erede al trono di Austria e Ungheria”. Ma di nuovo il cappuccino negherà l’ingresso. Solo al terzo tentativo, così vuole la tradizione, alla domanda sull’identità del defunto, l’araldo annuncerà semplicemente: “Otto, un povero peccatore”. E solo allora il portone della chiesa si aprirà lasciando entrare il feretro.»

                • xyzwk scrive:

                  Peccato che alla povera moglie del peccatore Welch, non è stato concesso di portare dentro quella Chiesa il marito e ha dovuto far eseguire i funerali sulla piazza antistante!!!
                  Certo, i mafiosi buoni praticanti vengono sempre accolti critistianamente, gli altri…dipende!!

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    La moglie del peccatore “Welch”?!?
                    Ma chi?
                    La famosa Raquel Welch?!?
                    Ah, ah, ah!
                    Ah, ma forse ti riferisci alle esequie di quel tale Welby che fece della sua morte uno show mediatico di propaganda politica dell’eutanasia in aperta e smaccata polemica con la Chiesa Cattolica e i suoi principi più elementari sul rispetto della vita umana?

                    • Sebastiano scrive:

                      Gianni’ ma, secondo te, tutti i mentecatti stile xyz o adolfo, che non vanno oltre la lettura delle prime cinque parole degli interventi, che presagiscono alla nostradamus gli sviluppi del sinodo e che attribuiscono al Papa la tessera del partito radicale, sono tutti qui perché è ancora estate o perché altrove nessuno se li fila?

                    • Sebastiano scrive:

                      Ho capito, era buona la seconda

                    • SUSANNA ROLLI scrive:

                      Forse ha capito….

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Leggendo solo ora questa conversazione ho la vaga sensazione che ci sia qualcosa di anomalo.
                      Forse qualcuno è stato cassato?

                  • Orazio Pecci scrive:

                    Peccatori lo siamo tutti. Alcuni sono peccatori cattolici, sanno qual è l’insegnamento della Chiesa anche se non riescono a seguirlo e chiedono il funerale religioso. Altri sono peccatori non cattolici, agiscono scientemente in modo contrario all’insegnamento della Chiesa e dimostrando che della Chiesa non gliene importa nulla. Welby era della seconda categoria e di certo fargli il funerale religioso sarebbe stato fargli un dispetto.

                  • Orazio Pecci scrive:

                    Peccatori lo siamo tutti. Alcuni sono peccatori cattolici, sanno qual è l’insegnamento della Chiesa anche se non riescono a seguirlo e chiedono il funerale religioso. Altri sono peccatori non cattolici, agiscono scientemente in modo contrario all’insegnamento della Chiesa e dimostrando che della Chiesa non gliene importa nulla. Welby era della seconda categoria e di certo fargli il funerale religioso sarebbe stato fargli un dispetto. Col caso Casamonica, Welby c’entra come il cavolo a merenda.

                  • To_NI scrive:

                    Poi ti lamenti che ti cassano e che qualcuno ti manda a quel paese. Scrivi un concentrato di stupidaggini.
                    Dovresti ringraziare

    • Orazio Pecci scrive:

      Suppongo che le “scuse al papa” riguardino l’inqualificabile gigantografia in cui il caro estinto vestito da similpapa galleggia nel cielo sopra il Colosseo. Effettivamente sarebbe bene che si scusassero. Da questa dichiarazione, in ogni caso, emerge che occorre pregare il beato Ceferino Giménez Malla affinché si adoperi perché i suoi protetti (sinti, gitani, siamo lì) si diano una regolata…

  4. Orazio Pecci scrive:

    In questo caso vedo un parroco che ha fatto quello che un parroco deve fare. Ha benedetto un morto, di cui non conosceva i trascorsi. Quello che il morto aveva sulla coscienza è affare suo e di Dio e possiamo stare certi che Dio lo tratterà come si merita. Chi ha montato la “incredibile messinscena”, invece, ha dei gravissimi problemi spirituali e materiali.Dal punto di vista spirituale ci vorrebbe un parroco col coraggio per dirgli “Pentitevi! Verrà il giorno della giustizia di Dio”. Ma dal punto di vista materiale, a chi appellarsi contro un tale abisso di cafoneria? Dopo i tronisti e i famosi isolani ci toccano pure i burini catafalchisti?

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