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Caro Cazzullo, lettera aperta all’editorialista del Corriere della Sera

maggio 25, 2011 Rodolfo Casadei

Il commento titolato “Risposta a don Colmegna: la convivenza proposta da Pisapia è l’opposto della visione cristiana”, apparso sul sito di Tempi nello spazio della rubrica-blog “Il mondo è grigio il mondo è blu” il 13 maggio u.s., ha suscitato in questi giorni molte polemiche strumentali e malevole sulle pagine di diversi quotidiani. Per non lasciarsi sviare da queste interpretazioni interessate, è utile leggere la puntualizzazione che l’autore del pezzo Rodolfo Casadei ha inviato sabato scorso ad Aldo Cazzullo, che nell’editoriale di prima pagina del Corriere della Sera aveva per primo stigmatizzato l’accostamento fra Giuliano Pisapia e l’Anticristo evocato nel commento.

Caro Cazzullo
,
sinceramente non vedo cosa ci sia di poco serio nel mio commento apparso sul sito internet di Tempi sotto il titolo “Risposta a don Colmegna: la convivenza proposta da Pisapia è l’opposto della visione cristiana”. Se ho accostato Giuliano Pisapia all’Anticristo in quel commento, l’ho fatto premettendo un “metaforicamente parlando”, come correttamente anche il Corriere riporta nel relativo articolo a pagina 6. E tutti noi che siamo andati a scuola dovremmo sapere che cos’è una metafora, e non dovremmo mai fingere di non saperlo.

Non che poco serio, il mio discorso è serissimo: Pisapia è certamente una gran brava persona, ma tutte le sue opzioni in materia di bioetica, biopolitica, politiche familiari, diritti dell’individuo, ecc. sono l’esatto opposto di quelle proprie della morale cristiana. La sua antropologia è l’esatto opposto di un’antropologia religiosa: per lui l’uomo è il Dio di se stesso e ha bisogno solo dell’accettazione sociale; per ogni posizione religiosa, compresa quella cristiana, l’uomo dipende da qualcosa che è più grande di lui, e la convivenza civile non può ignorare la creaturalità dell’uomo, nella forma del diritto naturale.

La parola Anticristo descrive l’opposizione fra l’antropologia di Pisapia e quella religiosa. È ovvio che non identificherò mai una singola persona, Pisapia o un altro, con l’Anticristo: delle realtà escatologiche nessuno ha i titoli per parlare. Ti ricordo però che a introdurre il tema dell’Anticristo nella politica italiana non è stato il centrodestra, ma personalità che oggi a Milano si schiererebbero dalla parte di Pisapia. Berlusconi è stato in passato identificato con l’Anticristo.

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2 Commenti

  1. Pietrodn scrive:

    Ma pensate che un sindaco possa prendere decisioni in materia di bioetica/aborto/eutanasia/matrimoni gay? Chiunque segue appena la politica sa che per queste decisioni è competente il Parlamento. E che Pisapia sia l’Anticristo mi sembra un grossa idiozia. Metaforicamente parlando.

  2. Rodolfo Casadei scrive:

    Anche a me pare sia un’idiozia dire che Pisapia è l’Anticristo, e infatti non l’ho detto. Ma la sua visione dell’uomo è anticristica, sì.
    Concretamente come sindaco, Pisapia istituirebbe il registro delle unioni civili, aperto a coppie di fatto e “comunità affettive” di ogni genere (veda il suo programma), e questo è il contributo che può dare come sindaco al movimento politico verso l’istituzione dei matrimoni omosessuali e alla parificazione di trattamento fra famiglie basate sul matrimonio e coppie non sposate. Non mi meraviglierei, poi, se creasse anche un registro dei testamenti biologici: lo hanno fatto molti comuni italiani di sinistra. Sarebbe un modo di appoggiare l’introduzione di una legge per l’eutanasia (che lui ha firmato come parlamentare nel 2002). Più in generale, un Pisapia sindaco di Milano e fautore di posizioni radical-individualiste nelle materie di cui sopra darebbe lustro e prestigio a quelle posizioni. Sarebbe il loro spot vivente.

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