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Cari amici, batteremo la Sla con l’allegria e l’ironia

giugno 5, 2012 Susanna Campus

Hey gente, abbiamo altri amici che ci hanno comunicato la loro solidarietà. Stiamo aumentando! Come al solito, vi farò un riassunto di tutte le lettere arrivate per poter inserire più “commenti”. Mi fa enormemente piacere che il “nostro esercito” aumenti. Stiamo riuscendo ad avvicinare le persone ai malati, e io spero che riusciremo a dare a tanti la forza necessaria per andare avanti con dignità.

Maurizio mi ha scritto: «Sei vitale, divertente e infondi speranza in tutti noi. La vita è un meraviglioso dono di dio e tu, con la tua presenza e la tua testimonianza quotidiana, ci aiuti a ricordarlo. Grazie per quello che fai, per come sei, per quello che impariamo da te». Caro amico, cerco di raccontare con umorismo la vita, perché non credo che piangersi addosso cambierebbe qualcosa. Sono convinta che prendere in giro la Sla mi aiuti a reagire e, forse, possa essere d’aiuto a chi è malato e a chi non lo è. Grazie Maurizio, che sostieni il nostro esercito a favore di tutti i malati.

Anche a Salvatore è piaciuto il fatto che mi piace scherzare. Caro Salvatore, sappi che la mia vita non è facile, anzi è molto complicata, ma bisogna guardare sempre al positivo e non fare una “tragedia” per ogni cosa. Il modo migliore per beffarsi della Sla è l’ironia. Ti ringrazio di essere dei “nostri”.

Michele è il marito di una mia cara amica e compagna di scuola, e mi ha scritto: «Mi faccio portavoce a nome della famiglia per sostenere e incitare Susanna e tutti gli altri che lottano contro le malattie». Grazie caro Michele del vostro sostegno, io cerco di trasmettere la mia forza a tutti i malati in modo che non abbiano paura.

Laura scrive: «Le piccole cose sono quelle che rendono grande ogni cosa». È vero, cara Laura, le piccole cose sono le più importanti perché sono le più essenziali. Noi siamo immersi e circondati da piccole cose. Ognuna di loro custodisce un grande segreto. A noi il compito di svelarlo a tutti.

Maria Grazia dice che infondo «coraggio e serenità». Speriamo, cara Maria Grazia. Io credo sia inutile nascondersi, la realtà (e quindi la malattia) va affrontata per quel che è, non per quello che dovrebbe essere. Cara Maria Grazia, so che siamo sulla stessa lunghezza d’onda: il nostro compito ulteriore è far capire che la dignità di ogni essere umano è la base civile della vita delle persone.

Giuseppina vorrebbe che tutti insieme dessimo una mossa al governo per essere più vicino alla sofferenza delle persone. Questa sarebbe una grande battaglia per dare voce a chi non ne ha. Proviamoci a farci ascoltare anche da chi spesso non vuole sentirci. Ma accettate un consiglio dalla Susy: c’è già troppa gente in giro che urla e strepita e si lamenta. Noi, invece, cambieremo le cose senza tenere il broncio alla vita. Perché quel che muove a fare, cambiare, brigare non è il lamento, ma il fascino. E il nostro non è un esercito di frignoni, ma di spensierati soldatini.

Con Vanni scherziamo tantissimo, e ci prendiamo in giro sulla nostra “bellezza”: chi è il fiore più bello di Sassari? Ovvio, Vanni, sono io (modestamente). Vanni mi ha mandato delle bellissime foto dei dintorni di Sassari, e si è reso disponibile a farmi da Cicerone. Ti ringrazio caro Vanni, ormai hai capito che sono “curriora” (come si dice a Sassari per “girellona”). Dovete sapere che intorno a Sassari ci sono dei posti meravigliosi e che il 2 giugno Vanni mi ha portato a vedere un roseto di rose antichissime a Monte Minerva. Se capitate in questo periodo, andate a vederlo, rimarrete senza parole dalla bellezza di queste rose (e rimarrete anche colpiti dalla gentilezza delle guardie forestali che si occupano di questa meraviglia).

Rosa Maria mi scrive: «Grazie Susanna, abbiamo bisogno delle tue meravigliose parole». Ma cara mia, le mie parole non sono solo mie, sono le parole di tutti voi. Io ho solo dato il “là”, e poi ho trovato tutti voi a darmi man forte. Ti ringrazio di essere al nostro fianco.

Simona mi fa i complimenti (hey, basta!, mi fate arrossire) per le cose che scrivo in questo mondo egoista. E poi dice che «essendo io juventina» (qui i complimenti non bastano mai: esagerate pure) le piaccio proprio. Vedi cara Simona, non voglio essere presa ad esempio, perché ci sono tante persone molto – ma molto – migliori di me. Io voglio solo raccontare la mia esperienza, cercando di trarne tutto il buono possibile. Questo basta, il resto verrà da sé. Un abbraccio.

Giovanna ha letto il mio ultimo articolo ha detto che è meravigliosa la descrizione che ho fatto di Sassari. Dice che suscita meraviglia e stupore soprattutto in chi la vede tutti i giorni eppure non ne sa gustare appieno la bellezza. Bingo. Era il mio intento e mi conforta che tu l’abbia colto. Spero che anche altri malati che sono nella mia condizione si ricredano e capiscano che là fuori c’è un mondo che li attende. Cara Giovanna, grazie che sei al “nostro” fianco.

Stelios mi scrive dalla Grecia: «Grazie per il bellissimo giro che mi hai fatto fare per Sassari». Prego Stelios, ma mica era gratis. Adesso ti do gli estremi bancari per farmi un bonifico (scherzo!). Dice che la descrizione e le foto l’hanno fatto proprio passeggiare per la città e mi ringrazia per averlo riportato per un attimo a Sassari. Caro Stelios, ma tu c’eri. Perché io non esco mai da sola. I miei amici sono sempre con me, anche quando non ci sono. Insomma, non ero solo io lì, davanti a tutte quelle cose a fare “ohhhh!”. C’eravate anche voi.

Anche Mariella ringrazia per il giro per Sassari, e per aver visto tutto con gli occhi di un bambino che ancora sa apprezzare le cose semplici, gli odori, i colori, i suoni…. Grazie cara, hai sempre il potere di restituirmi la voglia di ridere: prima o poi ti dovrò dare i diritti d’autore. Cara Mariella, voi state vivendo queste esperienze con i “miei occhi”, che sono di meraviglia per ogni cosa che riscopro. E poi, perché dovrei farvi piangere se tutto questo mi dà gioia? Ti chiedo: non è bello vivere? Anche se ho la Sla provo gusto a uscire, a scrivere, a fare qualsiasi cosa. Non voglio perdere neanche un SECONDO. E col vostro aiuto anche altri malati non sprecheranno secondi. Grazie cara Mariella che sei con me (scusa, con noi!).

Francesco mi scrive: «Non ci conosciamo di persona, almeno non credo (ma perché sei di Sassari?). Colgo comunque l’occasione che mi dà Tempi per ringraziarti. Il tuo strabiliante racconto della passeggiata sassarese è molto più che una lettera, è molto più che un brano di diario: è un inno. Alla gioia, al creato, all’essere». Che dire? Caro Francesco, grazie. Spero che il mio “inno” arrivi a tutti! Ti ringrazio del tuo sostegno.

Ora mi devo fermare. Mi dispiace tanto non poter aggiungere altre testimonianze dei tanti amici che mi hanno scritto. Vi prometto che cercherò di fare di meglio, ma abbiate pazienza: non sono una giornalista, ma un semplice orafo a “riposo”. Vi ringrazio che siete sempre in maggior numero a tampinarmi.
Vorrei solo fare un piccolo appunto alle persone che ci vedono come dei “deficienti”. Lo ripeterò fino alla noia: non guardateci come “disabili”, ma come “persone”. Siamo proprio come i cosiddetti “normali”. Ricordate i miei amici paparazzi che mi fotografavano per le vie di Sassari? Alcuni hanno pensato che quei miei amici mi sfruttassero. A parte che, casomai, ero io a sfruttare loro, e poi, scusate, ma pensate che io non sia capace di intendere e di volere? E poi, dovrebbe bastarvi come prova la mia faccia: la faccia di una persona felice circondata da amici che le vogliono bene. La disabilità non sta in chi è seduto in carrozzina, ma nella testa di quelli che non riescono a vedere “oltre” quella carrozzina; sforzatevi un po’ e vi si aprirà un mondo!

Bacioni,
Susanna

Per scrivere a Susanna Campus, mandare un’email a redazione@tempi.it, specificando nell’oggetto: “Susanna Campus”. Sarà cura della redazione far pervenire ogni vostra lettera alla nostra rubrichista.

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