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Buon compleanno Alex Del Piero, sei un grande (te lo dice un interista che hai fatto soffrire)

novembre 9, 2012 Pino Suriano

Non sapete quanto mi costa. L’eroe del giorno di oggi non è stato per me un idolo, ma un’ossessione. Che volete? Sono interista.

Nel 1997, per esempio, sogno per un anno lo Scudetto con Ronaldo, e chi arriva a rovinare tutto con un golletto? Lui. Il 5 maggio del 2002 io in lacrime all’Olimpico di Roma dopo il famoso 4-2, lui in festa a Udine per l’ennesima beffa. Poi, per fortuna, è arrivato Mourinho per la redenzione di tutto, ma questa è un’altra storia….

Prima di tutto ciò, devo ammetterlo, mi aveva incantato come solo i campioni sanno fare. L’apoteosi dei campioni, infatti, non accade quando fanno quella cosa che non ti aspetti, ma quando fanno proprio quella che ti aspetti. Fu così per la “delpierata”, il suo personalissimo tiro a giro all’incrocio del palo opposto. Fatta la prima volta, era sempre un’attesa. Ogni volta che toccava il pallone in quella posizione scattava in cuore una previsione che era insieme una speranza: “ora lo rifà”. E infatti che gioia, per tutti i tifosi del mondo, quando riaccadeva. Successe la prima volta con il Borussia Dortmund, poi ancora in Coppa, poi più volte in Campionato. Che incanto ripetuto.

La cosa più bella, però, l’ho vista dal vivo al San Nicola di Bari. In settimana viene a mancare suo padre, il sabato è da lui per l’ultimo saluto, per la domenica gli dicono che può evitare di giocare ma lui sceglie di esserci. A pochi minuti dalla fine Bari-Juve è una partita scialba ferma sullo zero a zero, quasi mi pento di essere andato allo stadio. A un certo punto, però, entra in scena lui. È tutto così puro e semplice, sembra quasi che il pallone stesso chieda essere addomesticato. E allora dribbling sul difensore, pallonetto delizioso, gol. Classe pura, occhi che si gonfiano di lacrime, sguardo al cielo e dedica al padre: la morte, il dolore, l’umanità più viva scaraventati sul prato verde. Con stile e tatto.

Alessandro Del Piero non ha mai avuto l’ossessione dei gesti eclatanti, come tanti geni del calcio da Maradona a Cantona, ma neppure la protervia dello scolaretto di college che si sente migliore degli altri. È stato semplicemente se stesso. I migliori eroi sono quelli che non cercano ossessivamente di esserlo. Oggi Alessandro Del Piero compie 38 anni. È stato un grande. Ora che non è più della Juve finalmente lo posso dire.

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