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Bill Gates: 100 mila dollari a chi sviluppa il goldone del futuro. Io qualche idea ce l’avrei

marzo 26, 2013 Correttore di bozze

Il Correttore di bozze visita spesso il sito del Corriere della Sera, e non solo per guardare le donne nude con la scusa del tenersi aggiornato. A volte, infatti, il Correttore di bozze sul corriere.it legge anche qualcosina. Ad esempio, l’altroieri il corriere.it ha scritto che «la Bill and Melinda Gates Foundation, l’organizzazione messa in piedi dal cofondatore di Microsoft insieme con la moglie, assegnerà un finanziamento iniziale di 100.000 dollari a chi svilupperà “preservativo di seconda generazione”». A quanto pare infatti, spiega il sito, dopo aver «in precedenza scommesso sull’invenzione del wc “hi-tech”, una toilette a energia solare che ricicla l’acqua e trae energia riutilizzabile dalla degenerazione dei rifiuti organici umani» (in pratica una centrale elettrica alimentata a cacca fermentata, medita il Correttore di bozze), Bill Gates si getta ora filantropicamente nella sfida del «preservativo del futuro», individuato come «undicesima prova del programma “Grand Challenges Explorations” che si è prefisso di “migliorare la vita di milioni di persone”». E allora miglioriamola, ‘sta vita. Lanciamoci nell’avveniristica tenzone.

Secondo la sintesi del Corriere, il punto è «inventare il preservativo che fa venire voglia di usarlo». E per un attimo il Correttore di bozze, carico come un coniglio in primavera, ha creduto di avere già la vittoria in pugno. Bè, se il problema è semplicemente «far venire voglia di usarlo», ha riflettuto, niente di più facile: distribuiamo nelle farmacie delle gnocche-tester e la gente farà la coda per «usarlo». Geniale. Ma purtroppo per il Correttore di bozze, la questione è più complessa. Culturale quasi.

Il fatto è che, nonostante la sua «indubbia utilità», troppe volte il prezioso cappuccetto non ottiene il posto che gli compete. Come scrive il corriere.it, infatti, «l’idea di un uso regolare del profilattico in lattice viene spesso scartata a priori: molti uomini sostengono che riduca il piacere sessuale, un pensiero diffuso soprattutto tra i più giovani». Senza contare che spesso il mancato utilizzo è dovuto anche alla foga (sempre viva la foga), dal momento che «la decisione di usare il preservativo viene presa pochi istanti prima del rapporto sessuale». Ah, riflette, il Correttore di bozze, come sarebbe bello invece un mondo al contrario in cui la gente, casomai, nella foga di mettere il profilattico si scorda di fare all’amore! Perché sogniamo ancora di accoppiarci quando avremmo tutti quei preservativi a cui pensare? E perché nessuno ha inventato il preservativo che ti scopa da per lui? Tapino di un goldone, che gli hai fatto di male agli uomini tu?

Spinto probabilmente da simili considerazioni, Bill Gates si è dunque imbarcato in questa nuova gommosa avventura. «Di preservativi, oggi, ne esistono di ogni tipo e genere: dai classici ai ritardanti, dagli ultrasottili agli aromatizzati, dagli aderenti agli anallergici e via elencando», spiega il Corrierone nazionale. «Tuttavia, negli ultimi decenni ci sono stati pochi miglioramenti dal punto di vista tecnologico». Dunque adesso, per il bene dell’umanità, è tempo di creare il profilattico definitivo. Il profilattico universale. Il profilattico che entra in tutte le case. Potremmo chiamarlo il “profilattico Windows”. In effetti, forse, si potrebbero produrre profilattici con già installato il bigolo dentro. Sì mai poi sai che multe l’Antitrust?

Insomma è chiaro che per prendersi tutto il mercato non bastano i trucchetti commerciali, la gente vuole la qualità. «È possibile – si domanda il corriere.it insieme con Bill Gates – sviluppare un preservativo di prossima generazione che aumenti il piacere e il comfort?». Magari sì, risponde il Correttore di bozze, purché non infilino anche lì l’assistente automatico di Word che salta fuori all’improvviso e fa: “Mi sembra che tu ti stia preparando alla copula, hai bisogno di aiuto?”.

Ancora: è possibile, si interroga il corriere.it, inventare un profilattico «che gli uomini utilizzano con più acutezza?». Certo che sì, decreta il Correttore di bozze, basta scrivere grosso grosso sulla scatola: “Usalo con la testa ma in senso figurato”.

Che vinca il migliore dunque. Chiunque egli sia, il Corriere si aspetta dalla gara finanziata dai Gates «enormi benefici per la salute globale, in particolare nei paesi dell’Africa e dell’Asia». Centomila dollari per risolvere a priori i problemi dei bambini poveri del Terzo mondo. Viva il profilattico del futuro per i piccoli africani. Un domani potrebbero pure giocarci a gavettoni. Se trovano l’acqua.

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