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“Battaglia dei 70 giorni” in Nord Corea: sveglia ideologica all’alba, lavori pesanti e regali a Kim

aprile 10, 2016 Leone Grotti

In questi mesi in Corea del Nord non sono ammesse distrazioni, perché è in atto la “Battaglia dei 70 giorni” e i nordcoreani devono vincerla. La guerra dichiarata dal regime comunista non è convenzionale, non ha niente a che vedere con la bomba atomica e non si combatte con le armi, ma con il sudore della fronte.

BATTAGLIA DEI 70 GIORNI. A maggio si terrà il settimo Congresso del partito dei lavoratori, convocato eccezionalmente dal “Brillante leader” Kim Jong-un. Per quella data tutto deve essere perfetto, dalle strade all’ideologia del popolo, ecco perché è stata annunciata la Battaglia dei 70 giorni, che va dal 23 febbraio al 2 maggio. La «mobilitazione è incessante», spiega una fonte interna al paese al DailyNk. Che cosa significa?

«LEALI GOCCE DI SUDORE». Tutti i giorni, ciascun membro di un’azienda statale o di un inminban, cioè le unità di quartiere delle quali fanno parte tutti i cittadini nordcoreani che non hanno un lavoro fisso in un’azienda statale, devono scendere nelle strade o recarsi nei siti storici per «sistemare ogni cosa fuori posto e pulire tutto». Altri devono recarsi nelle miniere di Hyesan per «contribuire agli sforzi dello Stato per la costruzione di una nazione forte». A tutti viene chiesto di «versare leali gocce di sudore in vista del Congresso del Partito».

SVEGLIA ALLE 5 DEL MATTINO. Ai nordcoreani, bambini compresi, è chiesto anche di prepararsi dal punto di vista ideologico. Ecco perché, sempre all’interno della Battaglia dei 70 giorni, fino a maggio tutti devono recarsi ai quotidiani «raduni di fedeltà». Che cominciano alle 5 del mattino. Anche queste riunioni, che possono durare fino a due ore, fanno parte dei «compiti rivoluzionari impartiti da Kim Jong-un».

SESSIONI DI AUTOCRITICA. Nessuno può arrischiarsi di mancare perché, ha annunciato il regime, dopo il Congresso si terranno «sessioni di autocritica», una velata minaccia che indica che tutti coloro che non parteciperanno, o che lo faranno in modo poco convincente, verranno puniti. «Non ci avevano mai costretto a partecipare a riunioni così mattiniere», continua la fonte. «Per me vogliono solo farci iniziare a lavorare prima. Nessuno però può mancare [a causa delle minacce]: trovatemi una sola persona che manterrebbe un simile livello di devozione altrimenti! L’unico modo per tenere la gente fedele al regime è la paura delle punizioni».

TANTI AUGURI ETERNO PRESIDENTE. Non è finita purtroppo. Alla Battaglia dei 70 giorni infatti si aggiungono i «doveri patriottici» in vista del compleanno dell’Eterno presidente Kim Il-sung, nato il 15 aprile 1912. Oltre ad essere «svegliati all’alba dai leader dei diversi inminban per sistemare strade, ripulire gli argini dei fiumi e curare le aiuole», ogni famiglia deve pagare 50 mila won nordcoreani (circa 6 dollari) in più rispetto al solito per comprare l’intonaco dei muri da rifare, le pitture, le decorazioni, eccetera. In molte città, tutte le case devono essere ridipinte di fresco e ovviamente sono i cittadini a dover pagare 10 mila won a famiglia.

MERCATI CHIUSI. Sono cifre importanti se si considera che una famiglia in media guadagna ufficialmente il corrispettivo di 1 dollaro al mese (senza lavori illegali) e di 30-40 dollari, se si considerano i lavori illegali che quasi tutti svolgono. La maggior parte di questi riguarda o confluisce nei mercati. Che però, in occasione della Battaglia dei 70 giorni, sono stati chiusi al mattino.

Foto Ansa/Ap


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