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Attenzione: la signora sulle mille lire era la Montessori, non la Montalcini e neanche Montezemolo

gennaio 2, 2013 Correttore di bozze

AVANTO POPOLI. S’è ritrovato il Noi e abbandonato l’Io. Lo insegnavo ai miei giocatori, uno allora mi disse: “Mister, Noi mi fa male una gamba…”. Questa sinistra sarà titolare nella ricostruzione del paese.
Renzo Ulivieri, ex allenatore della Fiorentina, commenta con Francesco Saverio Intorcia il suo successo alle primarie di Sel per i candidati al Senato, la Repubblica

UN PROGRAMMINO PER L’ITALIETTA. C’è un’agenda Ulivieri? «C’è un’agendina Sel».
Renzo Ulivieri intervistato da Francesco Saverio Intorcia, la Repubblica

NOI DALLA PARTE DI VOI. Bersani chiede al Professore di chiarire da che parte sta. «Glielo dico io: sta dalla parte della finanza, mentre Sel sta dalla parte dell’uomo».
Renzo Ulivieri intervistato da Francesco Saverio Intorcia, la Repubblica

NOI MI FA MALE LA PANCIA. L’alleanza Pd-Sel durerà? «Avremo dei fieri mal di pancia, ma dovremo sopportarli».
Renzo Ulivieri intervistato da Francesco Saverio Intorcia, la Repubblica

NON MORIREMO DEMOCRISTIANI. Un patto con Casini l’avrebbe fatto? «Difficile: ci considera retrogradi. Eppure parliamo di giustizia sociale, di eguaglianza, di dignità anche nella morte».
Renzo Ulivieri intervistato da Francesco Saverio Intorcia, la Repubblica

VOI SEI VECCHIO. Lei ha quasi 72 anni e corre per il Senato.
Domanda di Francesco Saverio Intorcia a Renzo Ulivieri, la Repubblica

AH, DANNATI DELEGITTIMATORI! La sistematica delegittimazione dei corpi intermedi della nostra società dalle strutture democratiche dei partiti all’associazionismo solidale fino alle organizzazioni di base del lavoro dipendente – ha lasciato un vuoto di cui oggi avvertiamo i danni. A chi rivolgersi, nel momento della necessità?
Gad Lerner, la Repubblica

E IO CHE PENSAVO FOSSE MONTEZEMOLO. In tanti su Twitter hanno salutato Rita Levi Montalcini come la signora delle mille lire. Ma la donna ritratta sulla banconota era Maria Montessori.
Didascalia di una tweet-gallery del corriere.it

FATTI, NON PUGNETTE. Tutti noi consideriamo importante la lotta alla mafia. Ma c’è chi ritiene che ci si debba dare l’obiettivo di debellarla, e chi, invece, di contrastarla. Ingroia più volte ha detto che vuole distruggerla. Se parti per distruggere un fenomeno, hai un approccio diverso da chi vuole solo contrastarla.
Leoluca Orlando, il Fatto quotidiano

PECCHÉ NUN M’AME CCHIÙ? Caro Beppe Grillo, ti scrivo questa lettera da qui, dal Guatemala, mentre mi preparo a rientrare definitivamente in Italia per partecipare anch’io come te alla campagna elettorale. Ci conosciamo da anni, da quando facevamo mestieri diversi, spesso sullo stesso fronte nella critica radicale di un certo ceto politico e classe dirigente. Venivo a tutti i tuoi spettacoli, e tu più di una volta mi hai citato a Palermo per manifestarmi il tuo sostegno nell’azione giudiziaria contro potentati criminali e politico-economici.
Antonio Ingroia, il Fatto quotidiano

SFANCULIAMOCI A VICENDA. Siamo due “non professionisti della politica” che si sono messi a disposizione degli italiani, ed abbiamo quindi il dovere di praticare sempre il confronto e l’ascolto.
Antonio Ingroia scrive a Beppe Grillo, il Fatto quotidiano

MA CHE SCHIFO. Cosa aveva Einstein sotto ai capelli? Nel suo cervello, sopravvissuto alla cremazione e alla dispersione delle ceneri, da quasi sessant’anni i neuroscienziati inseguono la scintilla del genio. Nella speranza che riveli i suoi segreti, l’organo del pensiero più sublime della specie umana è stato espiantato, fotografato, immerso in formalina, tagliato in 240 blocchi. Blocchi a loro volta affettati in circa duemila sottilissime sezioni, trasformate in altrettanti vetrini, spedite ai principali luminari in una ventina di nazioni del mondo e oggi, alla fine, per lo più disperse.
Elena Dusi, la Repubblica

NON È UN CASO. Non è un caso neanche che sulla corteccia si sia puntato in passato per magnificare un altro cervello illustre, quello di Lenin, tagliato in oltre duemila fette ma almeno conservato al completo dal 1924 nel Brain Institute di Mosca.
Elena Dusi, la Repubblica

ANCHE QUESTO NON È UN CASO. L’analisi della materia grigia del padre della rivoluzione russa fu affidata all’allora pioniere della neurologia tedesca, Oskar Vogt. Il quale concluse che Lenin era «un atleta del pensiero associativo». Ma qualche anno più tardi non disdegnò di lavorare sotto al regime nazista.
Elena Dusi, la Repubblica

IL MIO TESSORO. A differenza di Lenin, sempre ben preservato, frammenti di Einstein restarono dal ’55 al ’78 a casa di Harvey, in due barattoli che originariamente contenevano sidro, all’interno di uno scatolone di cartone. Sopravvissero ai divorzi del medico, ai suoi licenziamenti e ai traslochi.
Elena Dusi, la Repubblica

LE DIMENSIONI NON CONTANO. Sarebbe anche vano dibattere se Ivan Turgenev, con oltre due chili di materia grigia, fosse più dotato di un Anatole France che a malapena raggiungeva un chilo, molto meno della media delle donne.
Elena Dusi, la Repubblica

ADESSO POSSO VOMITARE? Ma chi ne abbia voglia oggi può cimentarsi in prima persona nello studio del cervello di Einstein. I frammenti recuperati sono stati digitalizzati e trasformati in una app per l’ipad.
Elena Dusi, la Repubblica

PREMIO CHISSENEFREGA. Credo di aver letto quasi tutto quello che ha scritto e scrive ogni giorno Lidia Ravera.
Franca Rame, il Fatto quotidiano

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