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Applausi a Oio e alla sua pajata alla cacciatora. Viva la cucina romana (anzi testaccina) in porzioni come si deve

ottobre 19, 2014 Tommaso Farina

ristorante-da-oio-a-casa-mia-roma-foto-tommaso-farina-1Carbonara, pajata, Totti e De Rossi. Più romani di così, si muore. È una bella idea, quella di andare a mangiare a Testaccio, quartiere tra i più popolari di Roma, un tempo terra di macellai oggi destinazione di movida giovanile. Al limite del quartiere, in via Galvani, pranzare o cenare Da Oio a Casa Mia è sempre una festa. È un prototipo dello spiritaccio e dell’allegria romana, quella che sorge attorno a una bella tavola con una buona cucina.

Nella piccola sala, coppe, coppette e soprattutto cimeli giallorossi: gagliardetti, manifesti, ricordini, foto della Maggica. Decisamente, qui sono romanisti. Ma vi daranno da mangiare anche se siete laziali o juventini: al timone c’è un’intera famiglia, che ha fatto del sorriso, della battuta e del professionismo il suo credo.

Cucina strettamente romana, anzi testaccina. In quest’ottica, non deve sorprendere un antipasto come il misto di lingua salmistrata, nervetti e fagioli: è la cucina del mattatoio, quella che oggi i gourmet riscoprono con giubilo, mentre una volta era pura sussistenza.

ristorante-da-oio-a-casa-mia-roma-foto-tommaso-farina-2Di primo, avrete ottimi rigatoni alla carbonara, con buon guanciale e uovo mantecato al punto giusto. L’alternativa è per i rigatoni all’amatriciana, alla pajata o al sugo di coda; per i tonnarelli cacio e pepe; per la pasta e patate; per gli gnocchi, solo al giovedì.

Proseguite con la coda alla vaccinara, il pollo alla cacciatora o la trippa alla romana, in porzioni non proprio piccole. Ma l’applauso scatta con la pajata alla cacciatora, l’intestino d’agnello (quello bovino è per ora bandito) brasato col vino bianco, l’aglio e il rosmarino: capolavoro assoluto. Tra i contorni, da sottoscrivere la buonissima cicoria ripassata con aglio e peperoncino. Chiusura con torta della nonna (ai pinoli), tiramisù o sbriciolata.

Vini? “Pochi ma boni”, dice la relativa carta: credeteci. Prezzi amichevoli: 35-40 euro a persona. Il servizio mette a disposizione grandi bavaglioni per non sporcarsi alle prese con la pasta. Peccato sia chiuso la domenica.

Per informazioni
Da Oio a Casa Mia
Via Galvani, 43 – Roma
Telefono 06.5782680
Chiuso la domenica

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1 Commenti

  1. Brigida scrive:

    che bontà!

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