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Al Mak di Vienna il genio di Klimt

maggio 29, 2012 Mariapia Bruno

«Che sia un affresco, un mosaico o un rilievo» pare abbia detto Adolphe Stoclet a Gustav Klimt nel 1905, anno in cui gli commissiona una decorazione murale per la sua sala da pranzo alla Stoclet House. Quale grande industriale e sostenitore della ditta di design Wiener Werkstätte, Stoclet si era fatto costruire, in un quartiere residenziale di Brussels, una villa progettata dalle mani di tendenza dell’epoca, quelle dell’architetto Josef Hoffmann, al cui interno si sarebbe scatenata la fantasia non solo dei designers della ditta, ma anche l’estro del padre della Secessione viennese, che realizza una delle sue più grandi composizioni murali: lo Stoclet Frieze. Questo incantevole fregio riflette completamente la filosofia “secessionista” dell’artista che, fondendo architettura, pittura e design, eleva l’arte applicata allo status di fine art  e persino il disegno preparatorio, protagonista della mostra Gustav Klimt: Expectation And Fulfillment. Cartoons for the Mosaic Frieze at Stoclet, visibile al Mak – il Museo delle arti applicate di Vienna – fino al 15 luglio, può benissimo incarnare la definizione di opera d’arte.

Su uno sfondo paradisiaco che fa pensare a un giardino incantato in un mondo dei sogni, alcune figure – umane e animali – irrompono delicatamente la scena che nell’originale fregio alla Stoclet House si sviluppa su due pareti longitudinali poste frontalmente, mentre al Mak il disegno preparatorio è presentato, suddiviso in nove parti, su un’unica parete. Klimt ha scelto come linee guida gli ancestrali bisogni dell’uomo, palesi nell’abbraccio dei due amanti (Fulfilment, Gustav Klimt, Cartoon, 1910/1911), da svelare nell’elegante figura femminile che incarna il concetto di attesa (Expectation – Dancer, Gustav Klimt, Cartoon, 1910/1911). Centrale l’immagine dell’albero della vita, vegetazione simbolo di rinascita attraverso il corso delle stagioni umane.

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