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The Affordable Art Fair – La fiera dell’arte low cost a Milano

febbraio 7, 2011 Mariapia Bruno

Si è conclusa ieri a Milano (nella sede di  Superstudio Più in via Tortona) con risultati entusiasmanti la prima edizione italiana della principale fiera internazionale per l’arte contemporanea low cost “The Affordable Art Fair” (AAF).  L’evento, che già da dieci anni riscuote un grande successo tra Londra, Parigi, New York, Bristol, Amsterdam, Bruxelles, Sidney, Melbourne e prossimamente anche Singapore, si basa sul concetto di rendere l’acquisto delle opere d’arte contemporanea più accessibile a quelle fasce di potenziali compratori che non possono affrontare le cifre delle più tradizionali e spesso proibitive battute d’asta (come quella tenutasi pochi giorni fa nella sede newyorchese di Sotheby’s dove un misterioso acquirente si è aggiudicato per la modica cifra di 16 milioni di dollari una monumentale “Sacra conversazione” di Tiziano).

 

AAF propone invece una grande varietà di dipinti, sculture, scatti fotografici e stampe provenienti da diverse gallerie d’arte di artisti viventi con prezzi che vanno dai 100 euro sino a un massimo di cinque mila euro. Ed è soprattutto il pubblico più giovane e dinamico, amante o esperto, ad apprezzare questo genere di iniziativa, anche se non mancano i collezionisti veri e propri in cerca di giovani talenti su cui investire o di nuove gallerie. Queste ultime, sia italiane che straniere, erano più di sessanta (tra cui la Fondazione HangarBicocca e la Forma Gallery di Milano) e molte di esse hanno già chiesto di poter partecipare alle prossime edizioni di AAF in Italia e all’estero.

 

Il debutto di The Affordable Art Fair è stato dunque positivo fin dagli inizi, nonostante coincidesse, avendo luogo solo una settimana prima, con la bolognese Artefiera (fino a oggi la più grande fiera d’Italia). Lo stesso direttore dell’iniziativa Marco Trevisan ha dichiarato che «senza nulla togliere ai numeri raggiunti in termini di opere d’arte vendute e agli oltre 10mila visitatori, quello che ha fatto la differenza è stata l’atmosfera: le molte facce sorridenti, sia dei visitatori sia dei collezionisti». E per quanto riguarda le vendite, un esempio di come l’iniziativa abbia fruttato anche a livello economico ce lo fornisce lo stand Apice che offrendo un servizio di Wrapping Station ha dichiarato di non aver mai smesso di imballare opere d’arte acquistate e portate direttamente a casa.

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