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Adozioni gay? Dibattito inutile: ddl Cirinnà già superato dai giudici

dicembre 11, 2015 Redazione

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IL CASO
«Il caso riguarda una coppia di lesbiche italiane, sposate in Spagna, che poi avevano deciso di divorziare contando sulla legge zapaterista. Con la coppia anche una bambina, nata con il ricorso alla fecondazione eterologa, per la quale il giudice spagnolo aveva stabilito una forma adottiva per garantire collocazione abitativa e mantenimento. Lo scorso anno le due donne si erano rivolte all’ufficiale di Stato civile di Pavia per avere la trascrizione dell’adozione. Richiesta che era stata bocciata, visto che nel nostro Paese non esistono norme che regolano l’adozione legittimante. Nell’ottobre scorso la Corte d’appello di Milano ha invece dichiarato l’efficacia del provvedimento con cui una delle due donne aveva adottato la figlia della sua ex “moglie”. Una sorta di “stepchild adoption” in salsa iberica».
Luciano Moia, Avvenire

A TUTTI GLI EFFETTI
«I giudici sottolineano come la bambina, ora dodicenne, abbia vissuto con entrambe fin dalla nascita. Da loro è stata “allevata, curata e mantenuta e ha costruito stabili e forti relazioni affettive”. Con il divorzio i diverbi e le incomprensioni non sono mancate. Ma con le stesse dinamiche che contraddistinguono le coppie di genitori che si lasciano. La sentenza di divorzio spagnola, come del resto quella di matrimonio, non viene riconosciuta. Ora però la piccola, anche in Italia, ha a tutti gli effetti due mamme riconosciute dallo Stato».
Tiziana De Giorgio, la Repubblica

OLTRE
«L’anno scorso il Tribunale dei minori di Roma aveva riconosciuto la seconda mamma, cosiddetta “sociale”, di una bambina nata da una coppia di donne grazie alla fecondazione eterologa. Ma lì si trattava di un’adozione più limitata, quella “in casi particolari”, che ha molte restrizioni rispetto alla filiazione naturale, non garantisce la parentela (il bambino acquista il secondo genitore, ma non nonni, zii e cugini dalla sua parte) ed è subordinata al vaglio di un giudice che deve esaminare il rapporto tra l’adulto e il bimbo. È questa lo stesso tipo di adozione ristretta prevista nel disegno di legge Cirinnà in discussione in Parlamento (nota come stepchild adoption). Nel caso di Milano invece i giudici sono andati oltre e con un’adozione “legittimante” hanno garantito la genitorialità piena alla madre non biologica, trascrivendo un atto redatto in Spagna (dove le donne risiedono). La mamma sociale acquista così uno status uguale a quello della madre naturale».
Elena Tebano, Corriere della Sera

ADOZIONE PIENA
«La decisione arriva a stretto giro dopo le due sentenze del Tribunale per i minorenni di Roma, che nei mesi scorsi aveva già suscitato clamore riconoscendo l’adozione di due bambine nate grazie alla procreazione assistita da parte delle compagne delle mamme biologiche. In entrambi i casi, i giudici avevano fatto ricorso all’articolo 44 della legge 184 del 1983 che contempla l’adozione in casi particolari. Mai un’adozione piena. “L’unica che crea legami familiari per i bambini non solo con i genitori adottivi, ma anche con i loro parenti, come nonni e zii”, spiega Marco Gattuso, giudice di Bologna e direttore di Articolo 29, portale specializzato in studi giuridici sulla famiglia, l’orientamento sessuale e l’identità di genere».
Tiziana De Giorgio, la Repubblica

APERTO CONTRASTO
«”La sentenza – spiega l’avvocato Anna Galizia Danovi, presidente del Centro per la riforma del diritto di famiglia – fa richiamo sia ad una serie di pronunciamenti internazionali, sia alle indicazioni della nostra Consulta, ma poi va molto al di là perché si connette ad un impianto normativo inesistente”. L’osservazione è chiara: “Come è possibile riconoscere qualcosa che le nostre leggi non prevedono, anzi che appare in aperto contrasto con queste norme?”, si domanda l’esperta. “In questo caso il dato che è alla base delle nostre leggi sulle adozioni viene completamente superato e addirittura sostituito da un’adozione legittimante che non sembra giustificata da alcuna norma del nostro ordinamento”».
Luciano Moia, Avvenire

PERFETTAMENTE COERENTE
«La Corte d’Appello di Milano rompe un argine e sancisce la possibilità di adozione “legittimante” da parte di una coppia di mamme. Ancora una volta, mentre la politica si avvita su se stessa in discussioni ideologiche puntando a limitare i diritti, un tribunale svela come sia perfettamente coerente col nostro ordinamento giuridico un’adozione piena da parte di due genitori dello stesso sesso».
Sergio Lo Giudice, senatore del Pd

INUTILE DISCUTERE
«È inutile che in Parlamento si discuta di unioni civili e “stepchild adoption” se i giudici scavalcano e si sostituiscono al legislatore».
Luca Sequeri, deputato di Forza Italia

STATO DI DIRITTO
«La Corte d’appello di Milano (…) non solo ha accettato la trascrizione nel nostro Paese di un’adozione all’interno di una coppia di lesbiche decisa in Spagna, ma ha addirittura preteso che l’adozione fosse “piena e legittimante”, creando una possibilità che, su questo punto specifico, non trova riscontro nel nostro codice. Altro che sentenze fantasiose, qui siamo alle norme immaginarie. Eppure, la decisione ha una sua, paradossale e ulteriore efficacia. Aiuta a capire che l’ultima frontiera del far west che si annuncia non potrà che essere un divieto esplicito e insuperabile – con l’impossibilità di avere il figlio così ottenuto – per l’utero in affitto e il commercio di gameti umani. E poi è tempo di rispondere una volta per tutte a una domanda: ma davvero in uno Stato di diritto, i giudici possono trasformarsi in legislatori?».
Avvenire

Foto stepchild adoption da Shutterstock


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10 Commenti

  1. Daniele scrive:

    Questo è ciò che avviene quando la politica rinvia una decisione da lungo tempo dovuta: a un certo punto si impone quasi per forza propria.
    E poi finiamola col luogo comune che “i giudici si sostituiscono al legislatore”: nel vuoto legislativo, i giudici non possono fare altro che ricavare la norma applicabile al caso concreto desumendola dalle norme preesistenti e dai principi generali, anche non scritti, italiani ed europei.

    • To_Ni scrive:

      Questo avviene quando la democrazia è moribonda e salta l’equilibrio tra i poteri. In questo caso si impone la prevaricazione pericolosa del potere giudiziario che invece di applicare la legge la inventa e l’applica a piacimento. A te piace per immaturità di giudizio al punto che scrivi “non possono fare altro che ricavare la norma applicabile al caso concreto desumendola dalle norme preesistenti e dai principi generali, anche non scritti, italiani ed europei.” L’Ordinamento italiano non consente in nessun caso questi salti interpretativi stante che del resto non esistono ” norme preesistenti e dai principi generali, anche non scritti” in Italia . Anzi le norme che esistono sono di direzione opposta.

      • pallo scrive:

        E quindi ? io concordo con Daniele tocca alla politica creare leggi semplici e chiare e ai giudici farle applicare. E’ inutile che vi strappiate le vesti, mi spiegate cosa avrebbe dovuto fare il giudice secondo il vostro “illuminato” punto di vista ?
        Mi piacerebbe capire praticamente quale doveva essere il comportamento “corretto”

        • To_Ni scrive:

          Sono contento che concordi con Daniele. Perdona il tono, ma trovo che entrambi sostenete l’idiozia che se la politica non fa le leggi , la magistratura le può inventare. Chiusura mentale , derivante a mio avviso nel odierno culto ombelicale (il c.d. “ma a me piace !!!”), che offre la soddisfazione di vedere appagato un proprio desiderio (nel caso specifico che consente a dei tizi ad accampare, con un espediente, proprietà su dei bambini…che si dice di amare), ma rende ciechi sul principio pericoloso che riconosce alla magistratura il potere oggi di dare in uso bambini, ma che domani può decidere qualsiasi altra cosa (anche il c.d. “ma a me non piace!!!”). Capisci allora dove è la cosa “scorretta”? Capisci che è una cosa scorretta a prescindere anche dal come la si pensa? Che la scorrettezza sta nel prevaricare di un “ruolo” (non applicare, ma inventare la legge)?

        • To_Ni scrive:

          Non capisco perché non è stato pubblicato il mio post

  2. Sebastiano scrive:

    “…davvero in uno Stato di diritto, i giudici possono trasformarsi in legislatori?…”

    In uno stato di diritto, no.
    In italia, si.
    E a chi si azzarda a dire che non è compito dei giudici fare le leggi ma applicare quelle che ci sono, e che fare le leggi è compito del Parlamento, se gli va bene si becca come minimo un deprimente (e ignorante)pistolotto pseudoargomentativo di Daniele er pipparo e dell’arcobalenato di faccialibro.
    Va da sé che i due tipi sono probabilmente gli stessi che nei giorni pari vanno magnificando la Costituzione Italiana (nella quale è appunto previsto quello che ho indicato sopra) e nei giorni dispari la vanno dileggiando, sostenendo lo strapotere dei loro comparuzzi togati (sempre che emettano sentenze che fanno loro comodo, giacché quando qualcuno, applicando la legge, si discosta dal mainstream è subito messo alla gogna).

  3. gianluca s. scrive:

    Ma sì, invitiamo questi giudici, e i loro colleghi romani, ad uno dei tanti incontri sulla legalità – di cui ci si riempie la bocca. Da tempo ormai, non solo in Italia, una parte della magistratura detta l’agenda alla politica, cosicché l’applicazione dell’ordinamento giuridico vigente viene sostituita con l’ordinamento “desiderato”. E’ la creatività! Smettiamola, però, di parlare di vuoto giuridico. La legge non consente quel tipo di adozione, punto. Cosicché alla legge si sostituisce l’arbitrio, ed è gravissimo.

  4. Carla scrive:

    Caro Daniele, niente è dovuto a chi con meri marchingegni legislativi pensa di poter essere davvero la madre di una bambina che di fatto non ha neanche una sua caratteristica genetica. Follia! questa è solo follia che le future generazioni pagheranno cara. I BAMBINI HANNO DIRITTO A UN PAPA’ E UNA MAMMA. Povera ragazzina.

    • Nino scrive:

      Pensa Carla che ogni giorno dei giudici avallano la follia di dare in adozione dei bambini a dei genitori che non hanno in comune con i bambini neanche una caratteristica genetica.Hai ragione, è proprio una follia!!!

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