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“A di Alice”. Se un ristorante promette meraviglie, bisogna provarlo

novembre 8, 2015 Tommaso Farina

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Pubblichiamo la rubrica di Tommaso Farina contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

A di Alice. Con un nome così, è ampiamente lecito attendersi meraviglie. E Iddio lo sa se a Monza, capoluogo brianzolo, non ci sia la necessità di una ristorazione che finalmente possa dirsi degna della storia della città.

L’Alice di Lewis Carroll, in ogni caso, non c’entra niente: Alice non è altri che la figlioletta di Andrea Mauri, quarantenne chef e patron del ristorante che manda avanti a Monza dal 2011, e da non molto tempo nel piano interrato dell’Helios Hotel.

Mauri sarà anche un uomo di famiglia, ma ama osare, azzardare. Il ristorante è diviso in due: da una parte, lo sportivo Bistrot, più veloce e sbarazzino; dall’altra, il cosiddetto Gourmet, più formale e ricercato nello studio delle portate, ove la linea culinaria di Mauri si esprime compiutamente. L’ambiente è da ristorante di classe moderno, con un tocco di freddezza ma senza formalismi, dunque non preoccupatevi.

Vi arriveranno anzitutto piccoli aperitivi come dei micro panini al salame e delle focaccette casalinghe; poi, un preantipasto, ad esempio un’umorosa e amorosa tempura di ostrica. D’antipasto, un piatto che fa capire tutto: lumache di vigna con Franciacorta, funghi pioppini, mais croccante a pop corn e crema di aglio dolce. Un piatto che parrebbe modernista, e in effetti lo è, giocato su sensazioni rarefatte e lontane.

ristorante-adialice-monza-foto-tommaso-farina-2Vogliamo provare un primo? Gli spaghettoni del pastificio Mancini qui sono conditi con animelle, cannolicchi (li avevamo mangiati poco tempo fa Da Balan, ricordate?) e limone candito. Davvero interessante l’incastro di tutti questi ingredienti in una salsa intensa e corposa.

Davvero curioso, però, il gioco tra amaro e salato di un piatto forte: foie gras, cubi di pera, fave di cacao e gamberi di Mazara. Il tutto, con presentazioni estetiche coraggiose, per certi versi stranianti. E lasciate un posto per i dolci, tipo il tiramisù scomposto.

Da bere, avrete a disposizione una cantina adeguata a una cucina di tali ambizioni. E i prezzi? Circa 65 euro a testa, con almeno quattro menù degustazione a prezzo più basso.

Per informazioni
A di Alice
www.adialice.it
Presso Hotel Helios
Viale Elvezia, 4 – Monza
Tel. 039 9162219
Chiuso sabato a pranzo e tutta la domenica


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