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5 stelle a Palazzo Chigi? Non succede, ma se succede… Preparativi

aprile 20, 2017 Alessandro Giuli

Pubblichiamo la rubrica delle “lettere al direttore” contenuta in Tempi n. 15 (vai alla pagina degli abbonamenti). Per scrivere ad Alessandro Giuli: direttore.giuli@tempi.it.

È vero, occorrerebbe riscoprire il comune senso del civismo italiano come lei ha scritto nell’editoriale di Tempi n. 13, e più in generale la tradizione, i nostri princìpi, quelli cristiani in particolare. Impresa non facile quando siamo noi stessi a non crederci più di tanto, e questo «i nuovi nati dai nuovi venuti» lo vedono e lo sanno molto bene. Il nocciolo della questione è qui e non riguarda solo l’Italia bensì tutta l’Europa com’è noto. Sì, ci vorrebbe un’Europa delle patrie che non vuol dire rinchiudersi in se stessi ma neanche essere tout court globalisti, senza frontiere a senso unico. Anche una politica dell’immigrazione non può non avere regole chiare, compatibili con le proprie possibilità e dovrebbe accogliere chi è più disponibile a integrarsi e ad accettare i nostri valori, anche se bistrattati. 
Pasquale Ciaccio via internet

Giro l’invito al mio caro Cav.

***

roma 5 stkkkelleSto seguendo i sondaggi settimanali di un’agenzia collegata con La7 riguardanti l’orientamento poltico degli italiani. Mi sorprende e mi preoccupa l’andamento ascendente, settimana dopo settimana, del Movimento 5 Stelle, diventato ora il primo partito nazionale, nonostante le cantonate che registra in città in cui governa. A Roma per il rapido avvicendarsi di assessori che non ha prodotto alcuna miglioria nella raccolta dei rifiuti e nella chiusura delle tante buche nelle strade; a Torino, col taglio ideologico dei finanziamenti alle scuole paritarie; a Genova, con l’esclusione immotivata della candidatura a sindaco della persona proposta dalla “base”. Ma il fatto più clamoroso è la proposta di introduzione della cosiddetta “democrazia diretta”, ossia del voto col clic elettronico, che ci esporrebbe al più totalitario dei regimi. Modello già in atto all’interno del M5S attraverso la Casaleggio & C, società proprietaria del database a cui affluiscono i voti di ciascun militante, di cui perciò si può ricostruire l’andamento nel tempo. Addio voto segreto. Questo rischio va divulgato ai troppi disinformati che appoggiano il “grillismo”.
Bruno Mardegan Milano

Concordo, gentile signor Mardegan. E aggiungo qualcosina. Uno degli aspetti più interessanti del Movimento 5 Stelle è che mantiene un consenso generalista abbastanza stabile nonostante la specchiata prova d’inadeguatezza al governo offerta coram populo dai suoi sindaci. Il caso Roma vale come paradigma di scuola, ma se ne potrebbero citare altri, da ultimo il pasticciaccio genovese. Stando poi ai sondaggi (ormai sono poco più che cabala for dummies, d’accordo, ma ancora non c’è alternativa per farsi un’idea di prospettiva), il M5S rischia perfino di rimanere escluso dai pricipali ballottaggi delle elezioni comunali in arrivo. Un segnale di sgretolamento? Nient’affatto, ci dicono. E allora? Allora dobbiamo ammettere che le ragioni per le quali i grillini hanno raccolto e conservano i loro consensi non sono venute meno. Il che dovrebbe indurre i competitori di centrodestra e di centrosinistra a sfoderare il meglio delle rispettive culture riformiste. Ma sopra tutto dovrebbe suggerire ai custodi della ragion di Stato l’elaborazione d’un piano di medio-lungo periodo: nell’eventualità di un governo a 5 stelle (non succede, ma se succede…), quel poco che resta della classe dirigente istituzionale e non soltanto politica dovrebbe attivarsi per reggere l’urto, ma più ancora per predisporsi a raccogliere gli effetti di una tonitruante e molto prevedibile implosione dei grillini chiamati alla prova di Palazzo Chigi. Ne riparleremo a breve.

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Bentornata Marina, un abbraccio forte.
Donata Seregni via internet

E non ci lasceremo maiiii…

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Ho letto su Doppiozero la recensione di Michela Dall’Aglio del libro La vita non è il male di Caramore e Ciampa, e sono rimasto colpito dalla conclusione, per me sorprendente: «Ma nonostante la speranza che pervade tutto il libro, io fatico a credere che il bene conquisterà questa Terra se il suo fondamento è soltanto nel cuore umano. Certo non sarà mai sconfitto, estromesso dal mondo, ma sarà sempre a rischio, in lotta contro il male, se non può trovare sostegno e radice in un altrove metafisico e spirituale, se non può contare sulla forza e la fedeltà di un altro più grande di noi. Temo, e spero di sbagliarmi, che gli uomini saranno sempre quello che sono sempre stati: alcuni buoni, altri no; talvolta buoni, talvolta no. E non credo che i miti arriveranno a governare la Terra, però spero sinceramente che la erediteranno».
Felice Ciccioli via internet

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La rassegna stampa di Tempi
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