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Bertinotti: Cristiani e liberali di tutto il mondo, uniamoci e riprendiamoci la nostra umanità, prigioniera del narcisismo e dell’inidividualismo

ottobre 27, 2014 Laura Borselli

Intervista all’ex leader comunista 25 anni dopo la caduta del muro: «Io colpito dal “pensiero estremo” di don Giussani e dal problema della ricerca della verità»

Il 9 novembre 1989 l’allora dirigente cigiellino Fausto Bertinotti guardava il muro di Berlino crollare come si guarda una storia di cui s’è già dolorosamente intuito l’inganno. «Il trauma vero, quello che produsse una ferita che non si sarebbe più rimarginata, era già avvenuto nel 1968 a Praga», spiega in questa intervista a Tempi. «Allora con i carri armati sovietici che stroncavano quella primavera che così straordinariamente aveva preso corpo la storia aveva sentenziato circa la irriformabilità dei paesi del socialismo reale». Una carriera da sindacalista iniziata tra le cotoniere del novarese, in anni in cui, ricorda, «i vecchi, i bambini e persino i parroci venivano a dirci di non mollare durante le occupazioni», è diventato leader di Rifondazione comunista, è stato il primo presidente della Camera a dedicare la sua elezione «alle operaie e agli operai», fu il comunista che fece cadere il primo governo di sinistra della storia della Repubblica. Rina Gagliardi, grande amica ed estimatrice, scrisse che già da giovane era «un ossimoro vivente: certezze granitiche e dubbio organico». Il suo ultimo libro, Sempre daccapo (Marcianum press), è scritto insieme a un sacerdote e vanta la prefazione del cardinal Ravasi.

fausto-bertinotti-sempre-daccapo-marcianumPresidente, qualche settimana fa il capo della Fiom Landini ha minacciato di occupare le fabbriche contro il Jobs Act di Renzi. Suonavano parole vecchissime. Venticinque anni dopo la caduta del muro questi termini cosa significano?
A me quelle parole parlano del futuro, perché stiamo assistendo a un fatto disarmante e drammatico, un vero e proprio massacro sociale, la distruzione di diritti conquistati con tanta intelligenza popolare grazie alla costruzione del modello europeo di compromesso sociale e democratico, con una complicità totale della politica. In una condizione in cui il capitalismo finanziario impone le sue leggi sulla società e la politica si rivela inglobata in questo processo, io penso che la rivolta pacifica e nonviolenta sia il futuro. Non bisogna arrendersi al furto di lavoro.

Pratiche come l’utero in affitto o la fecondazione eterologa rischiano di essere veicolo di nuovi sfruttamenti? Una nuova forma di oppressione in cui i desideri dei ricchi hanno bisogno del corpo dei poveri?
Ogni conquista, in una società come quella capitalistica, improntata, come dice anche papa Francesco alla idolatria della ricchezza e del denaro, rischia di essere sequestrata dal potere e dalla disuguaglianza. Per questo bisogna vigilare. Ma questo secondo me non deve impedire di utilizzare tutte le pratiche che permettano di realizzare un desiderio come quello della maternità o della paternità.

Società come Apple e Facebook sosterranno le spese per il congelamento degli ovuli delle loro dipendenti che volessero rimandare la maternità per non interferire sulla carriera. È un progresso per le lavoratrici?
È un fatto terribile, repellente. Neppure il tempo della più sacra delle attività umane, cioè la procreazione, ha la preminenza sulla produzione. È una forma ignobile di monetizzazione. Oggi ti pagano le spese, domani potrebbero anche darti un premio se decidi di diventare madre più tardi. È una violenza grave. Una cosa del genere dovrebbe essere proibita per legge. Così come tu non mi puoi licenziare, così tu non puoi decidere quando io devo diventare madre.

Presentando la biografia di don Luigi Giussani a Caorle lei ha detto che un tempo la limitazione della libertà riguardava solo il corpo, adesso riguarda anche la mente. Che cosa significa?
Un tempo c’erano dei luoghi dove si lavorava e dei luoghi dove si viveva senza lavorare. Questa limitazione che è sopravvissuta in tutto lo sviluppo industriale e che ha avuto il suo apogeo nella produzione di serie per il consumo di massa (cioè nel ciclo fordista taylorista) è oggi scardinata e il lavoro è diventato per un verso un bene scarso (disoccupazione, precarietà) e per un altro verso assolutamente pervasivo: rompe l’argine dello spazio e del tempo. Ma tra queste rotture di argini ce n’è una forse più importante che è la rottura dell’argine che circoscriveva il lavoro come lavoro del corpo. Ora la mente viene chiamata al lavoro sistematicamente. Questo è un mutamento che rischia di diventare antropologico, con un uomo totalmente dipendente dal lavoro e, attraverso la mediazione del lavoro, al sistema.

Presidente, lei ha citato spesso papa Francesco. Però alla fine per il Papa è Cristo che salva il mondo, non la lotta di classe. Fino a che punto la affascina?
Lei avverte bene la differenza tra affascinare e seguire. Io sono cresciuto nel dialogo con i cristiani, in particolare con i cattolici nell’epoca post conciliare. So che non posso piegare il pontefice a “far fronte comune” contro il profitto. Il punto è capire se nelle diverse idee della vita e del mondo ci siano elementi che giustifichino il camminare insieme. Io mi interrogo su come il fatto che uno crede che sia Cristo a salvare il mondo generi una visione del mondo stesso, una Weltanschauung. Ecco, io al mondo cui appartiene papa Francesco non appartengo. Ma mi interessa. E mi interessa la possibilità di un cammino insieme. E mi interessa dialogare con chi pensa che la salvezza stia in Cristo e capire come e perché accada per lui nell’oggi.

In questo suo interesse cosa c’entra don Giussani?
Io sono della generazione che a scuola ha conosciuto Gioventù Studentesca. Erano dei rompiscatole, con quelli dell’Azione Cattolica era più facile. La ragione di questa mia preoccupazione e insieme attrazione che risalgono ad allora è, in qualche modo, l’estremismo. Lo so che potrei usare un termine più educato, come “radicalità”. Ma vorrei farmi capire. È l’estremo quello che mi affascina. È per questo che sono così legato dalla figura di Paolo di Tarso. Voi mi portate sempre in situazioni estreme…

E però lei un po’ se le cerca: va a Caorle a presentare la biografia di Giussani!
Sì perché prevale l’interesse! La cosa “fuori dalla grazia di Dio” è che in quell’estremo pensare c’è la ragione prima del successo della costruzione di una presenza nel mondo. Non si capirebbero altrimenti a Caorle ragazzi di 13-14 anni che vanno la sera a distribuire volantini per l’incontro con un miscredente…

Cosa la attrae di quei ragazzi?
Mi rivedo in un certo senso. Perché se tu non pensi che puoi cambiare il mondo non fai organizzazioni durevoli e non costruisci identità. Col pensiero leggero non costruisci niente. Il pensiero leggero ti evita in partenza il rischio di fondamentalismo, ma elude il problema della ricerca della verità. E se non affronta quel problema l’uomo è morto. Nietzsche dice che per capire la modernità bisogna pericolosamente affacciarsi sull’abisso del nichilismo. Ecco, quello che mi affascina in Giussani è che lui non ha paura di affacciarsi sull’abisso dell’uomo.

Cosa rivede di sé nei ciellini che volantino per un incontro?
Mi rivedo in loro dal punto di vista dell’ordine motivazionale. Ma le pare che altrimenti i compagni potessero tutte le mattine salire le scale dei condomini per vendere l’Unità, un giornale che magari a molti non piaceva neanche? Io stesso andavo davanti alle fabbriche tessili con 50 volantini per 600-700 lavoratori e già era tanto se ne trovavo 50 che lo prendessero in mano, non dico che lo leggessero, ma che lo prendessero in mano! Ma cosa ci spingeva ad andare lì tutte le settimane? L’idea che quelli a cui ti rivolgevi, quale che fosse il loro momentaneo livello di coscienza di classe, avrebbero acquisito quella coscienza necessaria alla loro liberazione prima o poi. E quanto fosse lontano il poi non ce ne poteva fregare di meno. Per questo quando vedo quei ragazzini, li sento come appartenenti alla mia stessa specie.

Lei ha detto, sempre durante la presentazione della biografia di Giussani, che il movimento operaio nel «terribile Novecento ha percorso l’idea che il “noi”, cioè l’eguaglianza, fosse l’alfa e l’omega del processo di liberazione e che la libertà fosse una variabile dipendente dall’uguaglianza». Questa “lezione” è stata interiorizzata? Bisogna ripartire dall’individuo?
Io continuo a pensare che nella scalata al cielo iniziata con la nascita del movimento operaio alla fine dell’Ottocento e culminata con l’ottobre del ’17 ci siano state tappe necessarie e grandi nella storia di liberazione. Questa storia ovviamente è stracarica di sconfitte. Tutte le ragioni del fallimento e della sconfitta di quella storia non cancellano la memoria di quelli che Benjamin chiama “i vinti giusti”. Ma quel tentativo non è stato ripensato criticamente. La politica che è erede di quella storia non ha elaborato un lutto, ha cancellato la storia. Con un procedimento del tutto analogo a chi pensasse di poterla proseguire come se non fosse stata sconfitta, cioè i paesi dell’Est. I partiti che formano ormai il centrosinistra europeo disinvoltamente hanno cancellato quella storia consegnandola al regno del male, abdicando così al confronto non con quella storia, ma con le ragioni che l’hanno originata. Ora in un certo senso siamo ritornati a “prima” di quella storia, al primato del mercato e delle merci. È tempo che la sinistra si confronti, insieme a tutti coloro che si interrogano sulla aridità del modello di persona che viene proposto in questa società, narcisista e individualista. In questo senso sì, bisogna ripartire dalla persona, dialogando con la tradizione cristiana e anche con quella liberale.

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28 Commenti

  1. Ale scrive:

    Da Forza Nuova ad ex Comunisti fate un bel minestrone…

    • Raider scrive:

      Quello che vorrebbe farci ingurgitare la cucina dove lei sarà di casa, Ale, è molto, ma molto peggio e a quanto pare, a lei non fa un bell’efffetto. E Bertinotti, comunista o ex o, rimane una persona molto più seria dei suoi buffoni di riferimento, fra cui abbondano voltagabbana di ogni genere, di cui farebbe bene a accorgersi: quanto ai nuovisti, non sono molto meglio. E a questo punto, lei farebbe bene a preoccuparsi per chi gli va dappresso.

      • ochalan scrive:

        Non è mai troppo tardi, poi, per percorrere la via di Damasco. Bertinotti è uno che mi sembra seriamente in ricerca.

        • Shiva101 scrive:

          Bertinotto, che fino a prova contraria non è mai stato serio in politica, è serio per i cattolici come chiunque li riverisca e dia loro ragione incondizionata su tutto..

          • Raider scrive:

            Agli amici del blog: ignoratelo. Per uno come Shiva101, che si chiama così proprio perché gli unici numeri che conosce sono quelli che si è dato da solo, gli altri li dà soltanto, rispondere alle sue follie significa rispondere delle sue follie.

            • Filippo81 scrive:

              Comunque hai ragione Raider, dare retta a shiva è solo tempo sprecato

            • Toni scrive:

              Ciao Raider,
              hai ragione e seguirò il tuo consiglio impegnandomi di ignorarlo anche perché, lo ammetto, dopo che rispondi…. hai una brutta sensazione, come se ti fossi rotolato con lui nel …..
              Certo è che Tempi qualcosa per questo imbecille potrebbe farla. Non si tratterebbe di censura perché credo che sia sul piano degli argomenti imbarazzante per tutti. Se la redazione non si vuole spingere a tanto, almeno anche non gli si permetta di irridere sacramenti .

              • Raider scrive:

                Hallo, Toni. hiaro che certi fanatici del Pensiero Unico, genderisti e gay sono inarrivabili, quanto a belluina ottusità, ferina volgarità e matta bestialità. E ribadisco, quello che gli si risponde li autorizza a darsi il credito di cui non hanno bisogno, tutt’altro, nuocendio al loro equilibrio senza giovare a una discussione seria.
                D’altra parte, si vede chiaramente quanto i fan del genderismo siano subdoli e cercano di “delegitittimare” chi polemizza con loro, portando ben pochi, frusti e contraddittori argomenti. E se qualcuno come Giorgio, gay e Sentinella In Piedi, non condivide i programmi e gli insulti in programma, lo fanno a pezzi: poi, gli danno del “leprotto iscritto all’Arcicaccia”, mentre i leprotti iscritti al’Arcigay che vorrebbero sentirsi conigli, essendo iene, agnelli essendo lupi, padri essendo femmine, mamme essendo maschi, nulla da insultare.
                Saluti da una zona della Sicilia ultra Salsum: e grazie per la Fortezza nel difendere le ragioni della vita.

                • Toni scrive:

                  Grazie Raider e ricambio il saluto da quella parte della Sicilia che quasi tocca con mano le isole, o meglio, le sette perle di Eolo.

                  • Raider scrive:

                    Beato te, Toni, che ti godi ogni giorno lo spettacolo di queste perle/Pleiadi marine, a due passi dai Nebrodi che amo!

          • Filippo81 scrive:

            Non dire sciocchezze shiva, fino a 5 anni fa era uno dei vostri idoli

      • Ale scrive:

        Peccato che c’era lui, Bertinotti, sulla scena politica fino a pochi anni fa, insieme a gente che avete votato voi e poi rinnegato perché ora ha Dudu..e peccato che loro ci hanno portato a questa scena politica, destra e sinistra teatrino ma tutti uguali, ed a un mondo di apparenza, egoismo e individualismo, non certo io che li ho visti già vecchi al potere e quindi non li ho mandati io “al potere” quando lo avevano. Ora che non se lo fila più alcuno ha trovato Dio?! Bene per lui. Non abbiamo più bisogno di minestre riscaldate in politica. Se vuole darsi alle missioni, alla catechesi , a scrivere un libro sulla propria redenzione che faccia..ma politicamente.. Le mangi Lei Raider..se vuole, i minestroni riscaldati, con roba indefinita tutta insieme , a me non piacciono . E mi piace la coerenza . Non nasci comunista per morire alle feste della Roma Bene. Forse l’ipocrisia di dire una cosa e farne un’altra ha stancato la gente?!

        • Raider scrive:

          Peccato che, proprio per non rinnegare le proprie idee, c’è gente che lascia perdere B. e chiunque altro rinneghi – barattandoli con assoluzioni in tribunale o legittimazioni che la gente che ha votato B. non ha mai avuto da chi l’ha sempre considerata “antropologicamente inferiore” – e tradisca mandato elettorale, programmi e/o principi irrinuciabili e valori non negoziabili.
          Alle feste della gente “in” e nei salotti di ogni genere, la Sinistra conunista c’è sempre andata, è sempre stata di casa, anzi. Ma Bertinotti e altri comunisti leali, non fanatici, non settari sono stati sempre visti con rispetto dalle mie parti. Vale anche per gli ex comunisti. Ma chi ha sempre mandato giù tutto quello che passava il convento ovvero la sezione o la cellula di Partito, non può capirlo. E nessuno ouò farci nulla e neppure rammaricarsi per loro.

        • Toni scrive:

          Stai facendo , e non poco, del qualunquismo. Tu dici “non li ho mandati io al potere quando lo avevano”. Cosa facevi politicamente ….meditavi?
          Io ho votato centro destra, in maniera oculata, sapendo i rischi che prendevo, ma speravo. Non potevo sapere che finiva con Dudu sulle gambe e per portavoce la Carfagna e la Pasquale (non sono le donne delle cene galanti che lo hanno rovinato).

          Oggi sul chi votare in futuro mi trovo in difficoltà, voterei Putin , ma il sistema non lo consente.

          Bertinotti ha sicuramente l’errore di essere stato un comunista… il fatto che oggi scopra altre cose (che sicuramente con l’aria che tira non gli porteranno vantaggi) lo trovo…”alto”.

          • Ale scrive:

            Toni , mi sembra di essere in buona compagnia con tanti tuoi amici qui nel fare ” qualunquismo”. Raider ,uno individualista come Berlusconi , che quando è stato lassù ha solo fatto leggi ad personam ..che ci ha innondato di tv spazzatura, dove veniva premiato il più narciso ed il vuoto pneumatico..beh avete impiegato vent’anni a capire che non era propriamente l’icona politica, che meglio rappresentava i vostri valori. Bertinotti a me piaceva all’opposizione poi una volta accasato a presidente ,non ricordo se camera o senato..non ha più convinto. Non solo me visto che politicamente è sparito. Ora se si ricicla come opinionista vostro , se va bene a voi, a me non importa. La gente che li manda lassù poi se deludono non li rivota e loro si riciclano in altro , tanto lassù, nella Roma bene, ci sono e continuano a far salotto. Bla bla bla . Quello usato per arrivare e per campare. Cambia solo il contesto del bla bla bla e forse i toni , perché non deve più svociarsi. Cisco lascia perdere Gesù con Bertinotti.

            • Raider scrive:

              Ale, noto con dispiacere per lei che non vede l’ora di qualficarmi come le fa comodo, senza stare tanto a sottilizzare che l’accusa di individualismo (lancoata addosso a uno che mette la famiglia prima dell’individuo: ma è solo un esempio della sua mancanza di riseptto delle persone e delle idee) abbia nulla a che fare con la persona che così lei gratifica. Visto quello che scrive di Bertinotti – che, fra l’altro, ha scelto di lasciare la politica, come ogni persona perbene dovrebbe fare dopo un certo numero di anni, senza per questo rinunciare a un ruolo pubblico da cui viene facile datgli del traditore -, non ho nulla di cui lamentarmi riguardo il suo fanatismo, i suoi preconcetti e la lungimiranza infallibile a cose fatte.
              Tanto per non lasciarle credere che esista solo il convento in cui lei si è rinchiuso o l’hanno rinchiuso a sua insaputa e dove lei può sorbirsi nutrienti minestrine e tisane che non fanno bene né ai suoi nervi attaccati allo stomaco né al suo giudizio, sarebbe meglio lei lasciasse perdere le favole sul “berlusconismo corruttore” dei sani costumi dell’Italia d’un tempo, corrotta e più che dispostissima a esserlo ancora di più al miglior offerente di illusioni mediatiche, senza aspettare le tv di B. e senza scordare i nuovi media accanto a quelli collaudati, oltre che a essere spacciata da chi spaccia fattori di dissoluzione ideologica ovunque e vorrebbe farlo anche nelle scuole: come quelli che rappresenta, non al meglio, chi viene qui a osannare il Pensiero Unico, il politicamente corretto, il gender, l’omosessualità insegnata ai bambini poco più che infanti.
              Prenda esempio da Bertinotti. o se non ce la fa, rispetti chi è più libero, coraggioso o dubbioso o per usare una parola che le farà piacere sentire, rispetti anche in Bertinotti chi è diverso da lei.

              • Ale scrive:

                @Raider , uno sono donna, e l’ho detto in più di un’occasione , non sono gay, non sono trans, sono nata femmina, quindi quando mi risponde usi il femminile, anche se non son “rinchiusa” in alcun convento. Non rinchiuso , al maschile. Non sono iscritta ad alcuna lobby di gay o lesbiche, non sfilerei mai ad alcun corteo né sosterei in alcuna piazza , per manifestare in silenzio e tanto meno urlando o spintonando. Potrei dire di essere individualista , perché per un singolo , che conosco, mi spendo e cerco di aiutarlo , per quel che posso. Riguardo ai due B. della politica italiana, anzi ex politici, non sento il bisogno di accettar consigli da loro.

                • Raider scrive:

                  Uno, non sono tenuto a sapere di che sesso è lei anche se lei ha tenuto a specificarlo più volte, senza che io avessi la fortuna di trovare la sua autocertificazione di genere fra i post qui allineati. Comunque, quanto saranno contenti i genderisti a sentirle dire che lei è ancora così suscettibilmente gelosa del sesso o dello stereotipo di genere in cui si è fissata.
                  Non avrei altro da aggiungere perchè lei non ha nulla da dire e ai rilievi che le sono stati fatti non ha nulla chiosare: bene. Devo, tuttavia, farle osservare, per ricambiare una precisazione come quella relativa al genere cui appartiene lei – e cui tiene giustamente, secondo me – che il consiglio ero io a darglielo, nessuno dei due B., come amabilmente lei accomuna nella stessa lettera persone differenti almeno quanto un Ale maschio lo è dalla Ale femmina. Le ho portato a esempio Fausto B., che nulla potrebbe fare suppore reprobo quanto Silvio B.: ma, evidentemente, cara signora, anche lei comincia a rivalutare il Caimano: e peggio di un Bertinotti in via di revisionismo e di un B. in fase di riabilitazione e legittimazione causa genderismo, sarà d’accordo anche lei che, restando graniticamente fermi al suo punto di vista, sono peggio quanti si rimangiano tutto e fanno marcia indietro.
                  Ulteriore puntualizzazione: da come lei scambia gli esempi per i consigli e i consiglieri per B. 1 e B. 2 senza indovinarne neppure uno, forse, lei avrebbe bisogno di altri consigli e esempi: che non le darò, sapendo di farle un favore, che sono lieto di fare a una signora di cui non ho mai sostenuto che fosse iscritta, né che marciasse né urlasse e spintonasse nemmeno quando la ritenevo un vero signore.

            • Toni scrive:

              @ Ale
              Permettimi di dirti che il “qualunquismo” è un’altra cosa e non lo si può attribuire a chi fermo in una posizione per quanto attiene a dei principi non esita a cambiare il proprio orientamento elettorale quando verso chi ha posto fiducia …. tradisce .
              Su B resto dell’idea che non sono le leggi a personam che lo hanno rovinato : la politica nazionale oggi non chiede grande genialità (purtroppo), ma piuttosto una obbedienza a direttive di stampo europeo. Sei bravo, per l’Europa, se hai fatto i compiti a casa che ti hanno assegnato. E purtroppo per lui, B, ha presentato tratti anarchici non perdonabili. Pensare che i nostri politici possano fare una “politica”, anche “sbagliata”, ma di stampo nazionale, significa che ci sopravvalutiamo data la nostra , atavica ed effettiva, sovranità limitata.
              Su Bertinotti, ti invito a riflettere su di un aspetto: Ha un passato comunista, non è nel fiore degli anni, se cerca plauso si è rivolto alle persone sbagliate (siamo bigotti, retroguardia, omofobi e …… chi più ne ha più ne metta), baserebbe questo, anche aldilà del suo passato, a farti tenere in considerazione, come più probabile, che le ragioni che lo mobilitano siano “genuine”.
              Gesù Cristo c’entra sempre …, con Bertinotti …. e con tutti, come il Buon Ladrone abbiamo il paradiso a portata di mano, non è mai tardi se sappiamo pentirci (ma non per finta).

    • Cisco scrive:

      @Ale
      Gesù Cristo e’ venuto per tutti, e infatti dialogava con tutti.
      Per questo i farisei lo criticavano come fai tu.

    • Toni scrive:

      Quando si invecchia si perdono di vista le fesserie, gli slogan, e ci si può permettere il lusso di essere veramente liberi di non mediare, di non assecondare linnee di partito, di non essere un ingranaggio. Prende forma la consapevolezza delle poche cose che contano nella vita.

      • Shiva101 scrive:

        Esatto, proprio come Margherita Hack..

        .. forse non tutti, magari i più illuminati, come Bertinotti…..

        • Toni scrive:

          Shiva101 ….. l’astronomo
          L’ Hack non è un buon esempio per te…. ma poi… che stai ha dire… ignorante al cubo . Come scienziata per sua ammissione non scopri nulla. L’unico titolo che la portava in Tv, a differenza di altri, che avevano meriti..forse più di lei, era che parlava male delle Chiesa.
          Era nell’ingranaggio.

    • Filippo81 scrive:

      Meglio un bel minestrone che morire di fame grazie all’euro e alla troika..

      • Leo Aletti scrive:

        Carissimo Fausto, don Giussani dà tutto per l’eternità, questo lo Chiede anche a noi.

    • Filippo81 scrive:

      tu invece per chi voti ale, per i fratelli mussulmani ?

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