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Ora che il babau Berlusconi fa meno paura, anche la sinistra si accorge che i magistrati le hanno messo i piedi in testa

aprile 15, 2014 Redazione

«Magistratura partitocratica», «processi gogna», «giustizia dimenticata», «garantismo dimenticato». Non lo scrive un giornale di destra, ma il settimanale dell’Unità

left-magistratura«E la sinistra dimenticò la giustizia» è il titolo di un servizio di Left sul tema “giustizia”. L’inserto settimanale dell‘Unità dedica la copertina al rapporto fra sinistra e magistratura, con due pezzi a firma di Donatella Coccoli e Rocco Vazzana. Che cosa dicono? Che la sinistra ha dimenticato la giustizia e che nella magistratura si assiste a una deriva partitocratica.

SINISTRA MANETTARA. Secondo il penalista Luigi Ferrajoli, uno dei padri di Magistratura democratica, una «parte della sinistra» ha rinunciato alla sua «cultura garantista» e «a una tradizione di tutela del più debole nei confronti della repressione, del sopruso, dell’abuso del potere giudiziario e anche di quello poliziesco», arrivando ad assumere, in certi casi, un «atteggiamento subalterno nei confronti del potere giudiziario». La sinistra si è «arroccata» in una posizione immobilista sulla questione giustizia non solo a causa di Silvio Berlusconi, spiega a Left, Salvatore Lupo, docente di storia contemporanea, ma anche di una parte della sinistra «non tanto quella parlamentare, ufficiale, quanto quella di opinione, costituita per esempio dalle dalla rete di organizzazioni per la legalità e l’antimafia», che ha preferito, spiega Coccoli, giornalista di Left, fornire «una sorta di delega al potere giudiziario».

MAGISTRATO MISSIONARIO. Con tangentopoli, «la figura del magistrato per i cittadini – spettatori dei processi-gogna in tv degli anni 90 – assume una funzione quasi salvifica», prosegue la giornalista di Left. «La battaglia legale contro la corruzione – mai combattuta prima di allora in modo così intenso – arriva a fare del pubblico ministero una specie di missionario». Valerio Spigarelli, presidente delle Unione camere penali, dice a Left che in quel periodo,«oltre alla perdita dell’identità garantista ed egualitaria, si fa strada una visione della legalità che per certi aspetti addirittura ricalca il modello della destra». «Cambia l’approccio culturale della sinistra e la parola d’ordine diventa “law and order”, lo slogan dei conservatori».

MAGISTRATURA PARTITOCRATICA. Left denuncia non solo l’immobilismo di una parte della sinistra ma anche quello delle toghe. Fra i magistrati, denuncia il settimanale di sinistra, c’è «un immobilismo “partitocratico” che rischia di ripercuotersi sui cittadini» ed «è sempre più difficile negare che i magistrati rispondano spesso a logiche puramente correntizie». «Chiunque – osserva Left – potrebbe essere giudicato da un magistrato promosso per fedeltà all’area di appartenenza, non per meriti». «È il bello dell’autogoverno – prosegue il settimanale di sinistra – un sistema concepito per garantire autonomia e indipendenza dalla politica. Una prerogativa costituzionale. L’autogoverno, che se mal governata rischia di diventare causa di possibili arbitrii».
Per fare un esempio, il settimanle ricorda la mail del togato Francesco Vigorito, membro del Csm in quota Area (Magistratura democratica) che nel 2012 rese pubblica per sbaglio una mail su una nomina. «In quella mail – ricorda Left – Vigorito si rammaricava per aver promosso una candidata interna alla corrente a svantaggio di un magistrato più esperto e titolato». Da ultimo, il settimanale ricorda il pasticcio della nomina di Franco Roberti a capo della Dna, finita con un ricorso al Tar da parte del concorrente Vincenzo Macrì. Motivo del ricorso? Uno sbaglio grossolano del Csm: le «referenze di uno dei due candidati (Macrì, ndr) scomparse dal tavolo della commissione esaminatrice».

INGROIA VS FIANDACA. Anche il senatore Pd, Luciano Violante, ha ribadito ieri in un’intervista al Corriere della Sera, che sulla giustizia, «in questi 20 anni c’è stato un blocco ideologico, anche alimentato da una pressione elitario-borghese esterna al Parlamento, che ha teorizzato: “Con Berlusconi non si fa nulla”, “con la destra non si tocca nulla”». La polemica fra sinistra garantista e sinistra “manettara”, si interseca a quella su Giovanni Fiandaca, giurista penale, candidato alle europee dal Partito Democratico e accusato da Antonio Ingroia, ex pm e leader di Rivoluzione Civile, di essere un «uno dei principali giustificazionisti della trattativa stato-mafia».

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15 Commenti

  1. piedi in testa says:

    Mamma mia che paura questa magistratura komunista e manettara.
    Prendete il povero e perseguitato Berlusconi; dopo 7 o 8 processi che riesce a mandare il prescrizione, per una volta non ci riesce e tre tribunali diversi lo giudicano colpevole di frode fiscale.
    Gli danno 4 anni, roba che in qualsiasi paese civile gliene davano 20.
    Uno dice: Però , insomma, quattro anni di galera sono pur sempre quattro anni di galera.
    Macchè, chissà perché la giustizia komunista gliene condona tre.
    Bè, però anche un anno non è poco.
    Macchè, per qualche altra gabola l’ anno diventa nove mesi.
    Di galera? No, Domiciliari dove poverino non saprà come passare il tempo nel’ appartamentino di Arcore? No, ai servizi sociali.
    Va bè, nove mesi a fare lavori umili non è poco. Macchè, andrà a trovare una comunità per anziani mezza giornata la settimana, giusto il tempo per rallegrarli con qualche canzoncina e barzelletta.
    Poi, tre o quattro giorni la settimana, potrà andare a Roma a fare l’ indispensabile Padre della Patria come è stato in questi ventanni.

    Però non è escluso che dopo qualche settimana si stufi e chieda un altro sconto “di pena”.

    Coraggio, bravi Giornalisti, ci vuole proprio una bella campagna di stampa contro la sinistra manettara e la magistratura, suo braccio armato.

    • giuliano says:

      amico, tu sei messo proprio male, tu la testa non ce l’hai proprio e forse neanche i piedi. Ti è rimasta solo la bile

      • piedi in testa says:

        Ah si? C’ è qualche virgola fuori posto? Dove ho sbagliato?
        Tu che invece hai la testa e pure i piedi, illuminami!

  2. michele says:

    Il giustizialismo ha inacidito la sinistra. Leggasi il qui sopra esempio e l’Unità. la cosa triste sono i cattolici adulti, che si sono fatti irretire nella medesima ideologia. Per loro tutti hanno diritto alla misericordia, tranne Berlusconi.

    • piedi in testa says:

      Allora Michele, ricapitoliamo:
      – 7 processi annullati per prescrizione
      – l’ unico che è riuscito ad andare avanti, lo ha visto condannato da 3 Tribunali diversi ad una pena (4 anni) risibile rispetto a quello che avrebbe avuto in qualsiasi Paese civile
      – i 4 anni, dai e dai, sono diventati 9 mesi
      – la pena detentiva è diventata una risibile passeggiata di 4 ore settimanali in un istituto vicino a casa.

      Conclusioni:
      Avete trasformato l’ Italia in un Paese da operetta dove basta avere tanti soldi per scansare qualunque dovere.
      Dove oltre vorreste portare questo povero Paese???

      Di quale altra “Misericordia” avrebbe diritto il Divino Silvio???
      In un Paese dove, se rubi 10 Euro per necessità, una condanna effettiva non te la toglie nessuno, rubare 300 milioni di Euro dovrebbe essere invece da encomio?
      Che giustizialismo c’ è nel dare 4 ore settimanali di presenza in un Istituto a uno che ha evaso 300 milioni?
      Ti rendi conto che, in qualsiasi Paese civile, gli avrebbero dato ventanni di effettiva galera?
      Ti rendi conto a cosa vi ha ridotti il culto della personalità???

      • Su Connottu says:

        Nel primo intervento mi eri piaciuto, adesso ti sei rivelato bigottone come e peggio di Filomena.
        50 e 50, ti do fiducia e ti chiedo:
        Perché il relativismo va bene su tutti e su tutto, mentre quando sale in cattedra un qualunque pretore tu e Filomena vi sdraiate come qualunque beduino, prostrato col cranio verso la mecca e il culo verso le Baleari?

    • Giulio Dante Guerra says:

      Una domanda: ma chi ha avuto per primo l’idea di chiamare “giustizialismo” l’ideologia di questa “giustizia manettara”? Una volta era il nome – e, magari, in Argentina lo è ancora – dell’ideologia di Juan Domingo Perón! Immagino come “ammattiranno” gli storici futuri a cercare “elementi comuni” fra due ideologie chiamate con lo stesso nome, ma di natura, e di origine, completamente differente.

  3. filomena says:

    Che voi cattolici ortodossi così ligi alla dottrina vi mettiate a difendere un pregiudicato che per giunta frequenta minorenni solo perché si dichiara anticomunista, è proprio il massimo dell’incoerenza.
    Se questa non è ideologia non saprei, o meglio non voglio dire come la si può definire….mah

    • Giulio Dante Guerra says:

      Qui non si difende Berlusconi, ma il diritto ad avere una rappresentanza politica, purtroppo assai spesso solo “approssimativa”, per quella realtà – sociologica, non ideologica – definibile come “centro-destra”. Quella che voi veramente odiate, non un individuo ormai ridottosi ad un non-ente politico. Non tanto per le sue intemperanze sessuali, ma per avere tradito politicamente l’elettorato che aveva avuto fiducia in lui.

      • Su Connottu says:

        Filomena odia B perché, più unico che raro, ha impersonato sulla sua pelle la realizzazione degli ideali libertari, in materia sessuale, del 68. La cosa peggiore che fa imbufalire i kommunnisti è che viene fuori un ’68 borghese e capitalista. Berlusconi per loro ha reso privatistico ciò che doveva essere collettivizzato: il corpo delle donne.

        • Giulio Dante Guerra says:

          Giusta osservazione. SB ha il torto, agli occhi di questi c.d. “giustizialisti” – fantasma di Juan Domingo Perón, se ci sei batti un colpo! – di fare, privatamente da oraziano “porco del gregge d’Epicuro”, quello che loro, nel lungo “Sessantotto” nostrano, hanno sempre fatto collettivamente in nome della “rivoluzione sessuale” e della “filosofia” di Wilhelm Reich.

  4. michele says:

    E’ un fatto che la sinistra, pur di vincere B., anche in via extraparlamentare, abbia tollerato le pegiori incursioni giudiziarie, anche in altri ambiti. In bioetica, ormai, si è allo strapotere della magistratura ed all’annichilimento del parlamento.

    • Giulio Dante Guerra says:

      Mi sembra che l'”ormai” sia superfluo, perché questo strapotere è di vecchia data: la 194 non fu altro che l’attuazione, da parte di una “maggioranza anomala” formatasi nel parlamento d’allora, d’una scandalosa sentenza della Corte Costituzionale. Scandalosa, perché, all’epoca, la Corte era presieduta da un sedicente “cattolico”, Francesco Paolo Bonifacio, più esattamente definibile come “malefaciens judex”.

  5. Giorgio says:

    Piedi in testa, hai scelto il nick giusto: è esattamente quello che hai in testa, i piedi.
    Se non riesci ad ammettere che, colpe o no, la persecuzione, l’accanimento della magistratura è SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, sei solo in malafede !
    Drogati meno e frequenta siti più adatti a te

    • piedi in testa says:

      L’ accanimento è SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI … QUELLI COME TE.
      Quelli come te che fanno i moralisti sempre sui più deboli e giustificano sempre il più forte. Che fanno i giustizialisti con i poveri diavoli e gli innocentisti ad oltranza con uno solo.
      Quelli come te che sono incapaci di contraddire nemmeno un punto di quello che uno come me dice e credono di cavarsela dando del drogato.
      Perché non provi a confutare i processi prescritti, l’ assurdità da paese delle banane di quello che gli hanno dato a fronte di quello che ha rubato, la ridicolaggine, sconto dopo sconto, della mezza giornata a settimana all’ istituto vicino a casa, dove si presenterà, povero martire, con il consueto codazzo di macchine al seguito, e le televisioni a immortalare il perseguitato della Magistratura comunista.

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