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Berlusconi, confermata condanna a 4 anni. Interdizione di 5 anni dai pubblici uffici

maggio 8, 2013 Redazione

La corte d’appello di Milano ha confermato la condanna a 4 anni per Silvio Berlusconi al processo per i diritti Tv Mediaset.

La corte d’appello di Milano ha confermato la condanna a 4 anni per Silvio Berlusconi al processo per i diritti Tv Mediaset.
Insieme alla condanna a 4 anni, confermata per l’ex premier Silvio Berlusconi anche l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici.

La sentenza con cui i giudici della Corte d’Appello di Milano hanno confermato la condanna a quattro anni di carcere per Silvio Berlusconi è “totalmente al di fuori di ogni logica”. Lo ha affermato Niccolò Ghedini, uno dei legali dell’ex premier, lasciando l’aula dove i giudici hanno appena letto il verdetto. “La forza della prevenzione dei giudici di Milano è nota – ha aggiunto – tanto è vero che avevamo presentato una istanza di rimessione alla Cassazione che però non ha creduto a problematiche che erano reali e alla forza della prevenzione che va al di la della forza dei fatti”.
Ghedini contesta che “non sono stati ascoltati alcuni testi che avevamo richiesto, non si è tenuto in nessun conto i nuovi documenti che avevamo presentato, non si è deciso di aspettare la Corte Costituzionale, la cui decisone è stata addirittura giudicata irrilevante”.
A questo punto, Ghedini spera nella Cassazione e nella Corte Costituzionale che nei prossimi giorni dovrà decidere sul conflitto di attribuzione tra poteri in relazione ad un vecchio legittimo impedimento negato a Silvio Berlusconi. “In qualsiasi altro tribunale non avremmo mai avuto una sentenza di questo tipo – ha detto ancora Ghedini – se l’imputato non si fosse chiamato Silvio Berlusconi”.
A chi gli ha domandato se questo verdetto metta a rischio la stabilità politica del governo, Ghedini ha ribattuto: “non credo ci sia una correlazione, quello che viene messa a rischio è la stabilità del diritto che èuna cosa che a me, in quanto avvocato, preoccupa di più”.

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9 Commenti

  1. giuliano says:

    farà la stessa fine di Andreotti. I rossi non perdonano chi li ostacola, essi sono divorati dall’odio e se non bastano 20 anni di persecuzione tramite i PM manutengoli, ci penserà qualche volenteroso dei centri sociali a provvedere con pistola, bomba o coltello

  2. Enrico says:

    Le sentenze del palazzo d’Ingiustizia di Milano non hanno alcun valore legale ma solo politico, per chi sta con la loro fazione. Hanno perso la faccia da mo’, non sono attendili nè autorevoli.

    • pikassopablo says:

      sig Enrico, veda sopra la risposta al sig Giulano: i complimenti sono anche per lei!!

  3. pikassopablo says:

    in un sol giorno mandato a giudizio per Firmigoni e condanna in appello per il pedonano: che procura comunista che c’è a Milano che se la prende con i poveri innocenti….bhè poveri….si fa per dire…innocenti?

    • viccrep says:

      Intanto berlusconi è stato assolto ben 27 volte e formigoni 11, chi non vede bene è lei.
      La procura di milano è così rossa che si è incaponita a processare chi non doveva andando contro il segreto di stato.
      I soldi spesi per far fuori il berlusca li avessero impegnati per ricercare veri delinquenti, forse era meglio.
      Comunque i giudici rossi, quelli di magistratura democratica è evidente che usino la giustizia come arma politica, la storia comunista nel mondo lo certifica.
      quelli che in tutti modi perseguono berlusconi sono di mag. democ.
      A roma per lo stesso processo è stato prosciolto.

      • Gi_Gi says:

        vediamo di nn confondere la prescrizione con l’assoluzione che sono duo cose ben diverse….

        • Q.B. says:

          Il noto penalista gigi (a la francaise) ancora non vuole capire – nonostante gli sia stato ripetuto piu volte su altri post e lui non sia stato capace di argomentare in senso contrario e pertinente – che prescrizione equivale ad assenza di giudizio poichè il processo si arena causa il venir meno del rilievo penale dei fatti imputati.

          Prescrizione è diversa da condanna perchè la seconda è il risultato di un giudizio , la prima è un silenzio. In diritto penale la distinzione è fondamentale: nessuno puó dirsi colpevole fino a quando non sia stato pronunciato un giudizio e la sentenza sia diventata definitiva.

          (Nd.r. ma quanto è difficile e frustrante scrivere da un cellulare)

      • pikassopablo says:

        giudice rosso sarebbe Alessandra Galli presidente della corte che ha condannato il vostro pedonano, figlia di Guido Galli ucciso da Prima linea il 19 marzo ’80? vergognatevi, ma vergognatevi fino al midollo!!

        • Charlie says:

          Ma, dopo il modo con cui sono stati assolti Errani e Vendola, avete ancora il coraggio di sostenere che non ci sono magistrati rossi e che Magistratura Democratica non svolge una distorsione della giustizia, come braccio politicamente armato della sinistra ?

          Ma bisogna avere la faccia come il culo !

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