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Bergomi: «L’Inter sta imparando a difendersi, non serve lo spettacolo»

dicembre 16, 2011 Daniele Guarneri

«L’Inter deve migliorare in difesa e Ranieri lo ha capito bene. Ora vedo una formazione più solida. I giovani nerazzurri hanno talento ma vanno aspettati, anche se da Alvarez mi aspettavo più continuità». Beppe Bergomi risponde alle domande di Tempi.it

Ha indossato la maglia dell’Inter 519 volte, la maggior parte delle quali con la fascia da capitano al braccio. Beppe Bergomi, una vita con i colori nerazzurri addosso. Da giocatore e oggi da allenatore della Berretti dell’Atalanta che guida da quest’estate. Dopo un avvio complicato la sua formazione ha ingranato e ora, con 22 punti in classifica, è tra le squadre che guidano il campionato giovanile. Alle domande di Tempi.it sull’attuale situazione dell’Inter risponde schietto, con un’analisi tecnica tipica di chi il calcio lo conosce davvero. «Non è certo bello vedere i nerazzurri lottare nelle parti basse della classifica. Ma certamente la situazione cambierà, anzi è già migliorata».

Quali sono i problemi dell’Inter? Dove deve migliorare per riconquistare fiducia e posizioni in classifica?
«In difesa. E credo che Ranieri lo abbia capito bene. In questi anni l’Inter ha vinto tutto perché era una squadra solida, che sapeva difendersi, anche soffrendo. Era difficile fargli gol. Poi davanti aveva grandi campioni che alla prima occasione buona la buttavano dentro. Oggi fanno più fatica, ma non è certo colpa di Ranieri se Milito e Pazzini non segnano o se Forlan si è fatto male».

Quindi il problema è rappresentato dagli attaccanti?
«No, il problema dell’Inter è che prende troppi gol. Adesso vedo che la squadra sta diventando a poco a poco più solida. Ranieri applica un 4-4-2 molto bloccato, molto difensivo. Ha rinunciato a qualcosa davanti, ma l’importante per lui è non subire reti, poi il gol a forza di creare occasioni arriva. E per vincere una partita ne basta uno se la tua porta rimane inviolata».

Addio spettacolo.
«Però vinci. Ranieri è dovuto ripartire da zero. Con una squadra che in campionato aveva perso due partite (Palermo e Novara) e pareggiata una (Roma), e in Champions era stata sconfitta dai turchi del Trabzonspor. Una situazione complicata, che adesso sta migliorando. Non gli si può chiedere tutto subito. L’importante è ricominciare a vincere. Poi ci penserà la società a decidere se a gennaio servirà inserire nuovi elementi per rinforzare la rosa. Probabilmente lo farà, ma ora servono punti per accorciare la classifica».

Che cosa pensa dei giovani su cui l’Inter sta puntando?
«Intanto penso che Ranieri li stia gestendo bene. Non bisogna insistere troppo sui giovani quando la squadra è in un momento difficile. Bisogna dargli fiducia ma non caricarli troppo di responsabilità. E Ranieri in questo è molto bravo. Coutinho contro la Fiorentina aveva fatto vedere ottime cose, poi col Genoa si è seduto in tribuna. Non è sbagliato: intanto non sovraccarichi i muscoli del talento brasiliano, lo fai riprendere per averlo fresco la domenica dopo e poi dai possibilità agli altri di mettere minuti nelle gambe. L’unico da cui mi aspettavo di più è Alvarez. Lui è un classe ’88, dovrebbe avere più esperienza ed essere più continuo, ma per il momento non è stato così. Ma è giusto aspettare anche lui, qualcosa di buono lo ha fatto già vedere. Diamogli tempo, vedrete che l’Inter si riprenderà. Quando tutti gli infortunati torneranno a disposizione, i nerazzurri cominceranno a vincere con continuità, anche se con colpevole ritardo».

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