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Benedizione a scuola. Il Consiglio di Stato “congela” la (poco laica) crociata anticattolica bolognese

marzo 8, 2016 Redazione

Sospesa la sentenza del Tar che ha annullato l’autorizzazione al rito in un istituto della città. La preside: «Lo rifarei, e stavolta non nel marciapiede dove ci avevano sbattuto»

benedizione-shutterstock_20361532Via libera, almeno temporaneamente, alle benedizioni pasquali nelle scuole. Il Consiglio di Stato ieri ha infatti sospeso la sentenza del Tar dell’Emilia Romagna che un mese fa aveva annullato la delibera con la quale il Consiglio di istituto di una scuola di Bologna aveva autorizzato i sacerdoti della parrocchia a impartire agli alunni – in orario extrascolastico – la benedizione per la Pasqua dell’anno scorso.

LE TAPPE. Il caso, diventato addirittura internazionale (a un certo punto ne ha parlato perfino il New York Times), è scoppiato nel 2015 all’Istituto comprensivo 20 del capoluogo emiliano, e il casus belli è stata appunto la decisione da parte dei dirigenti della struttura di autorizzare la celebrazione di un rito cattolico. Infastiditi dalla cosa, un gruppo di insegnanti e genitori della scuola elementare Fortuzzi, afferente all’istituto, hanno fatto ricorso al Tar. Ricorso «firmato anche dall’ex assessore alla Scuola della giunta Cofferati» (nota del Corriere della Sera). A febbraio di quest’anno il tribunale amministrativo ha dato ragione a loro, ma adesso il Consiglio di Stato, interpellato dal ministero dell’Istruzione, ha congelato tutto fino al prossimo 28 aprile, data in cui è prevista la prossima udienza in camera di consiglio a Roma. Se ne riparla dopo Pasqua, insomma.

«LAICITÀ DA LABORATORIO». Come sanno i nostri lettori, si tratta di una vicenda ad alto tasso di ideologia, tanto che dopo il verdetto del Tar l’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, amareggiato, non ha esitato a criticare in una intervista la «laicità da laboratorio» che mira a ridurre la separazione tra Stato e Chiesa a «un’avversità» nei confronti di quest’ultima, «un fattore anti-religioso». Dalla cronaca della redazione locale di Repubblica emerge chiaramente, in effetti, il tentativo di trasformare il caso in una trionfale crociata anticattolica. Basta leggere le reazioni del Comitato Bolognese Scuola e Costituzione, promotore dell’appello al Tar, per rendersene conto.

LA LETTERA AI DIRIGENTI. In una nota l’associazione ammette che «non conosciamo la motivazione del decreto», tuttavia non rinuncia a rimproverare «la tracotanza del ministero» per aver coinvolto il Consiglio di Stato in merito a una sentenza del Tar, «cosa che si può fare solo in caso di estrema gravità e urgenza», mentre qui secondo Scuola e Costituzione «l’urgenza è solo politica». E che sia una questione più «politica» che scolastica lo conferma proprio il comportamento del Comitato, che subito dopo aver incassato la vittoria presso il Tar ha pensato bene di inviare una lettera a tutti i dirigenti scolastici dell’Emilia Romagna – questo Repubblica non lo scrive – per spiegare loro il valore “universale” (cioè per tutte le scuole) della sentenza contraria alle benedizioni pasquali, sottolineando che «la celebrazione di un rito religioso all’interno della scuola, anche fuori dell’orario scolastico» rappresenta un atto di «discriminazione» nei confronti dei non credenti e dei fedeli di religioni diverse.

TUTTO CONGELATO MA… Repubblica comunque precisa che «la decisione del Consiglio di Stato in realtà non è un via libera alle benedizioni pasquali. Ma se le scuole volessero riproporle (e quest’anno i parroci della zona avevano richiesto nuovamente la disponibilità dei locali scolastici) ora potrebbero farlo riunendo il Consiglio di istituto per una nuova delibera», anche perché, come osserva indignato sempre il Comitato Scuola e Costituzione, il Consiglio di Stato ha fissato «la udienza di discussione della sospensiva per il 28 aprile, cioè dopo Pasqua».

LA PRESIDE FESTEGGIA. Dunque la preside della scuola trascinata in tribunale, Daniela Turci, non può ancora cantare definitivamente vittoria, ma festeggia ugualmente: «Vale ciò che il Consiglio di Stato ha sempre dettato su come fare le benedizioni: delibera del Consiglio di istituto, convenzioni sui locali e rito non obbligatorio e fuori dall’orario scolastico. Ora le riproporremo, in due settimane entro Pasqua io le farei: viene chi vuole, nessuno è obbligato. Così evitiamo di fare le benedizioni sul marciapiede dove ci avevano sbattuto».

Foto benedizione da Shutterstock


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39 Commenti

  1. Franco N. scrive:

    ” Così evitiamo di fare le benedizioni sul marciapiede dove ci avevano sbattuto”

    Perchè non in chiesa?
    Perchè proprio dentro l’edificio scolastico? Potete spiegare?

    “Dopo Pasqua”
    una paraculata in classico stile italo-cattolico.

    Come da manuale ogni volta che si chiede alla chiesa di rispettare le leggi, questa si rifiuta urlando di essere attaccata.
    Se non fa tutto ciò che vuole allora non è libera.

    Pretendere la laicità delle istituzioni in nome della separazione tra Stato e chiesa è ideologia,
    mentre le benedizioni sacre nelle scuole di quello Stato non è ideologia.

    In nome di che cosa a scuola si devono fare dei riti magico/religiosi pretendendo di non invocare l’indipendenza delle istituzioni dalla chiesa?

    Cosi come le scuole cattoliche pretendono i soldi dallo Stato nonstante esistano ma senza oneri per lo Stato.

    Come mai le leggi dicono una cosa e voi pretendete sempre di fare l’opposto?

    • Giannino Stoppani scrive:

      Se nella scuola ci sono cristiani che desiderano essere benedetti senza oneri per lo Stato, a te che te ne cale?
      Mica avrai paura di un po’ d’acqua santa?!

    • underwater scrive:

      Fin dal concilio di Trento nel Rito romano in Quaresima (per noi ambrosiani in Avvento) si benedicono le case come momento di preghiera domestica e di incontro del pastore con le sue pecore. Sulla stessa linea, si benedicono i luoghi di lavoro, dove il gregge fatica, compresi gli edifici pubblici.

      • Giovannini scrive:

        Nella scuola in orario extra-scolastico non ci dovrebbe essere nessuno..
        e perchè farsi benedire dentro una scuola invece che dentro una chiesa?

        L’acquasanta come ogni altro mezzo di soggezione psicologica è un’arma pericolosa.

        L’edificio è fatto di tanti appartamenti andate a benedire gli appartamenti dei cristiani, e rispettate la sensibilità e la religione di chi non è cristiano, non avete nessun diritto di imporre i vostri riti a tutti, siete peggio dei Testimoni di Geova.

        Altrimenti accettate di subire i riti delle altre religioni sulle vostre case.

        Il gregge di pecore siete solo voi cristiani, pertanto andate a pascolare da un’altra parte.

        • Sebastiano scrive:

          “…L’acquasanta…è un’arma pericolosa…”

          A cosa vi siete ridotti…

      • Bob scrive:

        “Il gregge”…
        Mai termine fu più appropriato…

        • underwater scrive:

          Noi abbiamo un Buon Pastore, che sogna di pascere anche voi. Invece insistete ad essere le capre di Mt. 25, preferendo terre brulle ai pascoli ubertosi. Contenti voi.

          • Bob scrive:

            La libertà di religione e di autodeterminazione però è anche questo: non tutti vogliono essere trattati da pecore, molti vogliono pensare e decidere con la propria testa. 😊

            Per correttezza, comunque, se si vogliono fare le benedizioni nelle scuole pubbliche, allora si facciano per tutti i culti: cristiani, musulmani, ebrei, induisti, dridi, buddisti, wikka, scientology, satanisti, cultori dell’invisibile unicorno rosa, testimoni di geova, mormoni, protestanti, jedi, shintoisti, zoroastristi, Raeliani, sikh, conducibilità, etc…
            Non trovi?

            • Bob scrive:

              *confuciani,

              • underwater scrive:

                No, perché la festa è Pasqua. E chi segue Cristo regna con Lui, mentre i veri schiavi stanno fuori dal recinto. Infatti siete schiavi delle vostre depravazioni e pure la vostra ragione si è obnubilata, fino a non riconoscere il bene.

            • Rolli Susanna scrive:

              Santa pazienza, siamo in un Paese ancora cattolico -almeno fino ad ora, fra un po’ non te lo saprò garantire…Mica si chiede di benedire le moschee, si chiede di benedire i cristiani in luoghi frequentati dai cristiani, fatti costruire da cristiani in Paese cristiano, mannaggia! Ci vuole la scala?

              • Francesco Fava scrive:

                No: sono luoghi NON religiosi pertanto NON cristiani frequentati da NON cristiani e costruiti (che importanza ha?) anche da NON cristiani, i cristiani hanno luoghi specifici (le chiese) x fare i propri riti
                pertanto non invadete gli spazi altrui.. se ti serve una scala prendila..

                • Rolli Susanna scrive:

                  Francesco, tutto il mondo è potenzialmente un luogo religioso….Non si tratta di invadere proprio nessuno -se non ti interessa la benedizione ti scansi, avresti dei problemi a farlo?. A me non interessava per i miei figli alcune cose e li ho “scansati” (i genitori hanno diritto di priorità sull’ educazione dei propri figli -almeno fino ad oggi, anche se fan di tutto per); ma dov’è veramente il tuo problema! Entrano nelle scuole ad insegnare come si fa a fare sesso orale etero-omo e mi vieni a fare la manfrina per una benedizione cattolica in Paese a maggioranza cattolica? Invitano gli imam (con tutto il rispetto) a parlare e dicono “tutto ok”, passa il prete e “fuori tutti”? Qualcosa non mi quadra.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Trollone in versione “nome omen” non esiste un luogo “non religioso” se non ne vieti l’accesso a chiunque sia seguace di una religione.
                  La religione la fanno gli uomini, non i mattoni.
                  Ci hanno provato in tanti prima di voialtri scalzacani a far diventare le religioni un fatto privato, e tutti, dico tutti, erano più cattivi e determinati di voi, visto che avevano ben altri ideali che il vostro ridicolo pizzicore rettale.
                  Eppure anche a loro è andata buca.
                  Ora non ti resta che aspettare con pazienza che vada buca, anzi buco, anche a te.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Tu confondi le pecore coi pecoroni.

          • Rolli Susanna scrive:

            ..contenti tutti!!

        • diabolik scrive:

          e la pecora più tonta sei tu, “bob ! !

  2. recarlos79 scrive:

    infatti io vorrei la piena parità scolastica. quella che i sinistri non si ricordano mai essere tra quella cose che ci chiede l’europa. hanno paura perché dopo le scuole statali chiudono.

  3. angelo scrive:

    Bene quello che è successo. Però è assurdo essere nelle mani dei giudici, che si inventano leggi e divieti e che si combattono fra di loro. E’ come essere in LIbia in mano alle bande un contro l’ altra armata.
    Il contrario esatto dello Stato di Diritto.

  4. carlo gargaglia scrive:

    Se la dirigenza di un istituto scolastico multiculturale invita un imam a tenere una lezione ai ragazzi, tutto bene, è un ampliamento delle proprie conoscenze, e quindi nessun accenno al sentimento religioso di chi non è di quella fede. Se si invita un sacerdote cattolico, apriti cielo, e l’autorizzazione viene negata per non offendere (come per il presepe) il sentimento religioso degli studenti non cristiani.
    Tutto ok?

    • Bob scrive:

      Tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado invitano già tutte le settimane un sacerdote cattolico a fare lezione.
      Si chiama IRC.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Gli insegnanti di religione non son certo tutti sacerdoti.
        E poi ti ci voglio vedere a far capire a un bimbo cinese “La Divina Commedia” senza avere idea di cos’è l’inferno (o “I promessi sposi” senza sapere che è la Provvidenza).
        Ragliare meno e pensare di più.

        • Luca scrive:

          Ci vuole un prete per spiegare cosa sia l’inferno?
          Secondo lei, Stoppani, chi studia l’Iliade dovrebbe prima seguire un ciclo di lezioni tenute da una sacerdotessa di Atena?

          • Giannino Stoppani scrive:

            E da chi te lo vuoi far spiegare il cristianesimo? Dal Dalai Lama?
            E quando ai vostri figli comprati con l’utero in affitto faranno imparare il Corano in arabo, cosa farete?
            Semplice, vi metterete a buco ritto ogni venerdì che Allah manda in terra, pregandolo che non vi impicchino con le gru.

            • Bob scrive:

              Che tradotto vuol dire: “va bene che siamo invadenti e poco democratici, ma loro sono peggio quindi vi conviene tenervi noi”

              • Giannino Stoppani scrive:

                Com’era prevedibile non hai capito una mazza.
                In realtà il discorsetto vagamente allegorico di cui sopra vuol dire che chi per ragioni sfinteriche anela a conculcare la libertà altrui di esprimere pubblicamente le proprie idee più prima che dopo sarà ricambiato con la stessa moneta.
                Capito ora, o ti devo fare un disegnino?
                Eppure era facile…

                • Bob scrive:

                  No, no, ho capito benissimo e non é neanche la prima volta che usate lo spauracchio dell’integralismo islamico per giustificare le vostre ingerenze nella vita pubblica.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Lo spauracchio islamico non serve a giustificare le “nostre” ingerenze, ma a descrivere compiutamente il tipo di società anti-umana che tu pretendi di realizzare.

      • Rolli Susanna scrive:

        Bob
        Lezione facoltativa.

        • Bob scrive:

          Susanna,
          No, é una lezione integrata nell’orario scolastico per cui è necessario chidere esplicitamente l’esenzione e per cui spesso non ci sono corsi in alternativa.
          Sarebbe facoltativa se prevedesse invece l’esplicita adesione, dando invece per scontata la non partecipazione e se fosse fatta fuori dall’orario scolastico, come tutte le lezioni facoltative.

          Per chi ha scritto sopra che serve per capire Dante: sarebbe vero se fosse un’ora di filosofia delle religioni, ma purtroppo non lo è.
          IRC sta per insegnamento della religione cattolica.
          Quindi catechismo a spese dello Stato fatto da un insegnante scelto non dal ministero come tutti gli altri ma dalla curia.

          • underwater scrive:

            Bob, sei fermo al 1983. Dal 1984 esiste l ora alternativa, e se essa non ha contenuti è colpa dei presidi, non del Irc e della Chiesa.

            • Bob scrive:

              No. È colpa del concordato: lo stato é tenuto a pagare i catechisti della IRC (tra l’altro senza possibilità di accorpare le classi per risparmiare) ma non è tenuto a pagare eventuali docenti di materie alternative.
              I presidi fanno quello che possono con i fondi che hanno.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Se la scuola statale è stata ridotta a uno stipendificio clientelare che aspira quattrini come un’idrovora la colpa è del concordato…
                Non fa una grinza.

    • Rolli Susanna scrive:

      Davvero, Carlo, ottima osservazione!

      • giovanna scrive:

        Trollona triplice, oggi :
        nick simil shiva : franco n
        secondo nick simil shiva con nick scopiazzato da nome lettore tempi : giovannini
        nick stupidotto : bob

        E mai che facesse per sbaglio un commento men che superficiale e insulso e fotocopia e piatto, con un pizzichino di mezza partecipazione… manco con tre horror-nick.
        Certo, se non si moltiplicasse, col cavolo che troverebbe qualcuno che le dia ragione, oltre se stessa…persino Galasi si guarda bene di far comunella con una tizia così squallida e squilibrata.
        Manco ti rendi conto , trollona, che con questa calata di horror-nick raccapezzi solo pietà.
        Ma è più forte di te, una specie di dipendenza…curati !

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