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Belgio, in arrivo il reato di “sessismo”. Ma finirà in galera anche chi dice che i maschi sono sessisti?

marzo 27, 2014 Redazione

L’assurdità del disegno di legge all’esame del parlamento di Bruxelles che prevede il carcere per chi esprime «disprezzo verso qualcuno a causa del suo sesso»

Il parlamento belga renderà il “sessismo” un reato punibile fino a un anno di galera. Il disegno di legge, unico al mondo e pronto a essere approvato entro aprile dalla maggioranza di sinistra, definisce «sessismo» qualsiasi azione intesa «ad esprimere disprezzo nei confronti di qualcuno a causa del suo sesso» e «a considerarla come inferiore» o a «ridurre qualcuno alla sua dimensione sessuale».

“LA FEMME DE LA RUE”. Basterà dire a una donna “bella patata” e rivolgerle una fischiatina per finire in manette? Assolutamente sì. La legge fa parte delle proposte del ministro degli Interni e delle pari Opportunità belga, Joelle Milquet (foto sotto), che già aveva preannunciato l’arrivo della norma sul sessismo all’indomani della pubblicazione del film-denuncia La femme de la rue. Nel documentario, andato in onda nel 2012, la protagonista (una donna che cammina per le strade di Bruxelles) viene raggiunta da oltraggiosi apprezzamenti “sessuali” («bella topa» eccetera). Quale che sia la terribile emergenza da risolvere, secondo l’esperto di diritto nonché editorialista del Washington Post Eugene Volokh, «le capacità di censura della proposta di legge belga sono senza precedenti».

LIBRI ALL’INDICE. Secondo Volokh, le prime a finire nel mirino saranno le religioni. Solo il primo passo, avverte l’editorialista del Washington Post. Poi toccherà ai romanzi. «La legge ha anche il potenziale per decimare gli scaffali delle librerie e biblioteche». Tantissimi sono i libri che potrebbero dar luogo a procedimenti giudiziari. «Non occorre pensare ai soliti sospettati come E.L. James (autrice di Cinquanta sfumature di grigio, ndr) e Stephenie Meyer (inventrice della saga di Twilight, ndr)», spiega Volokh. L’editorialista del Washington Post non cita i classici, sarebbe troppo facile (Aristofane, per fare un esempio, con la commedia Le donne al Parlamento, è già dato per spacciato), ma i comunissimi romanzi che si trovano anche in edicola. «Praticamente ogni libro romantico è essenzialmente costituito da stereotipi sessisti».

MUSICA CENSURATA. Ma la legge oltre a colpire la letteratura metterà la museruola anche alla musica. Che fine faranno, si chiede Volokh, «i rapper che nelle loro canzoni chiamano le donne “femmine”, e i cui video-clip sono caratterizzati da donne in abiti succinti, “ridotte alla loro dimensione sessuale”»? Ma attenzione, prosegue Volokh, la legge è un’arma a doppio taglio: anche ai «gruppi di azione femministi sarebbe vietato raffigurare gli uomini in una luce sfavorevole, “riduzionistica”». E, colmo dei colmi, potrebbe rischiare la galera anche chi definirà gli uomini«sessisti».

PEGGIO DEL RAZZISMO? «Dire che il disegno di legge lascia a desiderare in questo caso è molto più di un eufemismo, è come dire che Gengis Khan sia stato coinvolto in qualche scaramuccia di poco conto», afferma Volokh. L’esperto di diritto sottolinea un altro fatto: «Non vi è una protezione simile nel diritto belga per nessun’altra discriminazione». «Nemmeno  il razzismo è di per sé punibile come concetto», spiega. «Solo specifiche manifestazioni del razzismo sono proibite, come ad esempio l’incitamento all’odio razziale e alla violenza». In Belgio, prosegue Volokh, «una disposizione identica a quella sul razzismo esiste anche per il sesso e il genere», ma il Parlamento, dopo la denuncia partita da La femme de la rue ha deciso che non basta. «Come tale, la nuova legge introdurrà una forma di protezione preferenziale solo per il discorso sessista». Ma, si domanda Volokh, «cosa accadrebbe se anche le altre venti categorie discriminatorie dovessero farsi avanti»? In quel caso sarebbe meglio che il Parlamento «fornisse ai cittadini una breve lista con le cose di cui si può ancora parlare».

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21 Commenti

  1. beppe says:

    la parlamentare non corre il rischio che qualcuno la apostrofi cominciando la frase con : bella….

    • Su Connottu says:

      Ma sono gli stessi che vogliono ammazzare i bambini malati col semplice avallo dello strizzacervelli?

  2. filomena says:

    Immagino che questo genere di reati sia su querela di parte ovviamente quindi se chi viene “discriminato” non fa denuncia il discriminatore non corre nessun pericolo.
    Del resto non c’è una libertà di offendere o ridurre “al sesso” una persona a prescindere dal genere cui appartiene.
    Di fatto almeno in Italia il maschilismo è sempre stato una piaga sociale e una delle cause che stanno alla base del fenomeno è la legittimazione a differenziare in modo gerarchico i ruoli delle persone in funzione del sesso di appartenenza a partire già dalla famiglia. Non a caso l’uomo è sempre stato (e qualcuno lo considera ancora) il capofamiglia. Questo ha permesso che fosse sempre lui a decidere per tutti i componenti anche in virtù del fatto che i soldi a casa li portava sempre lui.
    Nella costruzione di questi stereotipi di genere la religione cattolica ha giocato un ruolo determinante facendosi scudo con la maternità derivante dal culto mariano dell’accoglienza ecc. ecc.
    In realtà questo è sempre stato un pretesto per far si che a livello sociale il potere rimanesse saldamente nelle mani degli uomini ammantandolo di una sorta di generosità nei confronti delle donne a cui veniva affidato il compito della procreazione come unico destino di vita.
    Di fatto relegandole preferibilmente dentro le quattro mura domestiche e facendole credere di svolgere un ruolo sociale cosí importante da escuderle dalla sfera pubblica. Il dramma purtroppo e qui faccio autocritica essendo una donna, è che noi ci siamo lasciate infinocchiare e molte donne ancora oggi antepongono il fatto di essere mamme al fatto di essere prima di tutto persone con gli stessi diritti a partecipare alla vita pubblica degli uomini.
    E questo non esclude affatto la procreazione ma semplicemente una donna in quanto cittadina nel momento in cui le viene riconosciuto prioritariamente questo ruolo al pari degli uomini è in grado di attendere al ruolo della procreazione.
    In altre parole non si può “dare” quello che prima non si ha avuto in termini di riconoscimento individuale, pena l’emarginazione sociale.

    • Orazio Pecci says:

      Filomena, affinché lei non lo consideri un commento sessista dirò che chiunque scriva cose come “quello che prima non si ha avuto” necessita urgentemente di un ripassino di grammatica e sintassi.

      • filomena says:

        Mi dispiace per l’errore di sintassi ma purtroppo non ho riletto il post prima di inviarlo. Ha ragione a dire che non è questa una offesa, infatti detesto gli errori fatti per disattenzione.
        Detto questo però, avrei preferito che la critica sulla forma fosse stata accompagnata da una replica nel merito del contenuto dimostrando così che si può argomentare senza essere offensivi come il post che precede il suo.

        • filomena says:

          Mi correggo, che precedeva il suo, perché la redazione giustamente lo ha rimosso e per questo la ringrazio.

    • Mirko says:

      bla bla bla, non sei stanca?

      • filomena says:

        Si di te

        • Mirko says:

          uau che battutona, o tu che hai la verità in mano ed insisti a volerla propinare in questo sito che la pensa diversamente da te; o tu che cerchi il confronto vero, non di confutare a priori, vero?

    • Ellas says:

      E dagli con la religione cattolica come fosse a capo di tutto.
      Svegliati bella! Prova ad esplorare le varie culture. Comincia da quelle più antiche.

      Fai un passo verso la cultura nipponica, e osserva. Forse le gheishe sono una figura in calando, ma finchè continuerà ad esistere il mestiere…più vecchio del mondo, è inutile parlare di sessismo.
      Non tutte le prostitute hanno un magnaccia, alcune lo fanno da sole.
      Hai presente quella notizia di madre e figlia che l’hanno fatto per via della crisi?

      Possiamo continuare esplorando il mondo musulmano. In Iraq è passata la legge delle spose a 9 anni? se continua così saranno spose già nella culla.
      Cosa fanno le femministe per questo? Questa gente che viene in Europa viene con il suo bagaglio di cultura, e cambiare…prova!

      Pensiamo alla vecchia cara tradizione nativa americana: ammiro quei popoli, ma verso le loro donnea volte si dimostravano un po’ chiusi, anche se poi potevano lasciare il loro uomo in un modo molto semplice. Ma senza tradirlo.

      Pensiamo alle culture animiste in giro per l’Africa, quelle che non si sono piegate al cristianesimo. L’uomo sta seduto a non fare una benemerita, mentre la donna porta otri pieni sulla testa.

      Mi fa ridere come proprio la religione che non bistratti le donne, sia proprio quella che viene attaccata.
      Del resto è comprensibile: si sta lavorando per un pensiero unico, una religione unica (che non dovrebbe essere nessuna di queste note), e una moneta unica, tutto mondiale.
      Se è fattibile o no, chissà…però è questa l’intenzione.

      Ma nel reato di sessismo poi una donna non potrà dire ad un uomo che è stupido, giusto? Se no è una legge fatta a metà.

      • filomena says:

        Io capisco che bisogna spostare il problema su altro perché dei danni che ha fatto la chiesa non si può parlare, però qui si stava parlando di quelle famose radici cristiane che vi piacciono tanto. Poi è verissino che altre religioni discriminano le donne ma prima di guardare agli altri guardiamo in casa nostra. Inoltre il principio per il quale la donna non è considerata nella sfera pubblica al pari dell’uomo è insito praticamente in tutte le religioni quindi direi che intanto parliamo di quella più vicina a noi e che ci tocca direttamente, poi se ritieni che per esempio l’islam sia peggiore, con me….sfondi una porta aperta.

    • giovanni says:

      Parlare di sottomissione della donna nel cristianesimo è una bischerata. Il primo miracolo, Gesù Cristo lo ha fatto controvoglia, inizialmente si è rifiutato, poi sua madre troncando ogni discussione ha fatto portare dei contenitori con dell’acqua e poi sappiamo come è andata a finire…..Se questa è sottomissione !?

    • Anonimo says:

      Di primo impatto, si potrebbe essere d’accordo con la tua opinione, tranne un po col giudizio che la religione cattolica ha giocato un ruolo determinante nella costruzione degli stereotipi, perche’ non spiegherebbe se cosi tanti casi in cui la religione ha favorito la coscienza del valore della donna (non e’ stata un’universita’ cattolica la prima a dare la laurea ad una donna?)

      A parte questo… ma hai capito che metteresti in galera una persona perche’ pensa “che gli uomini sono superiori”? Ma ti sembra normale mettere in galera per questo? Puoi dargli dello scemo, se vuoi! ma metterlo in galera!?!

      DEL RESTO, sono gia previste leggi e sanzioni che proteggono il diritto all’integrita’ morale della persona, (per esempio, ma e’ solo un esempio italiano, mediante le norme che puniscono l’ingiuria (art.594 cod. pen.) e la diffamazione (art. 595 cod.pen. ),)

  3. Augusto says:

    Poveri belgi, che finaccia…..

  4. Carmelo says:

    Hai masculi siciliani il belgio vietato è!!!

  5. Mappo says:

    Gli opposti estremismi alla fine si toccano, con questa legge il Belgio raggiunge o forse supera persino l’Afghanistan dei talebani.
    Come per l’ideologia del gender mi convinco sempre di più che alla base di questi deliri autodistruttivi ci sia un’ispirazione diabolica nel senso letterale del termine.

  6. giovanni says:

    Queste mi…..te mi stanno stressando i maroni!!!! Poi, come diceva il grande Toto, “si lamentano se la gente si butta a destra”

  7. D.R. says:

    Ma attenzione, prosegue Volokh, la legge è un’arma a doppio taglio: anche ai «gruppi di azione femministi sarebbe vietato raffigurare gli uomini in una luce sfavorevole, “riduzionistica”». E, colmo dei colmi, potrebbe rischiare la galera anche chi definirà gli uomini«sessisti».

    Ma che dite?? Questa legge verrà applicata a senso unico. La violenza e il “sessismo” infatti vengono considerati solo a senso unico. Non abbiamo avuto noi in Italia la legge sul “femminicidio”?

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