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Belgio. Concessa l’eutanasia al detenuto condannato all’ergastolo. «Ma la pena di morte non era stata abolita nel ’96?»

settembre 16, 2014 Leone Grotti

Condannato per omicidio e stupro, Frank Van Den Bleeken, 52 anni, ha chiesto l’eutanasia per la prima volta nel 2011. Secondo i giudici la sua sofferenza «è insopportabile»

Frank-Van-den-BleekenI giudici hanno autorizzato un uomo belga, condannato all’ergastolo negli anni Ottanta per stupro e omicidio, a porre fine alla sua vita attraverso l’eutanasia, sempre più diffusa in Belgio. L’avvocato dell’uomo ha dichiarato che presto il carcerato sarà trasferito in un ospedale «anche se non posso dire dove e quando succederà».

«SOFFERENZA INSOPPORTABILE». Frank Van Den Bleeken, 52 anni, ha chiesto l’eutanasia per la prima volta nel 2011. È detenuto da 29 anni nel carcere di Turnhout e vuole l’iniezione letale «a causa di una grande sofferenza», giudicata dai giudici «insopportabile». In realtà, secondo il senatore Louis Ide, il primo che ha diffuso la notizia della richiesta nel 2012, i detenuti chiedono l’eutanasia perché sono disperati, rinchiusi in un ambiente dove mancano strutture di accoglienza e servizi sociali.

«SONO PERICOLOSO». Van Den Bleeken ha anche dichiarato nell’ottobre del 2013 di «non voler uscire dal carcere perché sono un soggetto pericoloso». All’inizio era stata paventata l’ipotesi di trasferirlo in Olanda, in una struttura adeguata alle sue esigenze cliniche. Ma la proposta è stata poi respinta mentre è stata finalmente accolta quella dell’eutanasia.

TORNA LA PENA DI MORTE. La “buona morte” sarà somministrata a un carcerato per la prima volta da quando la legge in Belgio è stata approvata 12 anni fa. La decisione dei giudici, che ha spinto già altri 15 detenuti a chiedere l’eutanasia, fa fare al Belgio un salto indietro di 18 anni. Prima del 1996, quando la pena capitale è stata abolita nel paese, Van Den Bleeken sarebbe infatti stato condannato a morte per gli stessi tipi di reato per cui negli anni Ottanta ha ricevuto l’ergastolo. Tra pochi giorni, poche settimane o pochi mesi il detenuto sarà ucciso con il suo consenso.
Una decisione che Leestmans, il giornalista che aveva intervistato Van Den Bleeken nel 2013, aveva commentato così: «Frank chiede di essere ucciso perché malato o perché vive in carcere in condizioni pessime? Non c’è un modo per alleviare la sofferenza di Frank, diverso dal togliergli la vita, magari trasferendolo in un ambiente adeguato? La pena di morte in Belgio non è stata abolita nel 1996?».

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19 Commenti

  1. giuliano says:

    La pena di morte in Belgio non è stata abolita nel 1996? certamente, ma per volere della sinistra è stata reintrodotta in questa forma, e la sinistra ha sempre ragione, quindi l’uomo può crepare

    • yoyo says:

      1996? Comunque tardi per un paese che si vanta della sua presunta civiltà e fa la morale progressista agli altri.

  2. franco says:

    per me deve marcire in carcere fino alla naturale fine dei suoi giorni perchè alleviare le sofferenze tutto sommato psicologiche la sofferenza “insopportabile” lui non si è certo trattenuto dall’infliggerla. niente dolce morte, nessuna facile via d’uscita da una vita in macerie … l’inferno in terra se l’è pienamente meritato.

    • PAOLO2 says:

      Bravo Franco, nessuna pietà!!!
      Ma io sono sempre turbato da un dubbio……
      Ed è questo; della nostra vita su questa terra, piena di piccole maceriucce borghesi che in fondo non danno fastidio a nessuno in confronto a quelle di questo disgraziato e che quindi è così facile dimenticare e vivere come se non esistessero, io temo sempre che Gesù dovrà avere maggiore misericordia.
      Ma è certamente un problema personale, Franco; sono certo che tu da Lui arriverai con la coscienza a posto, non fosse altro che pensando <>.
      In bocca al lupo

      • Paolo2 says:

        mancava l’ultimo pezzo……..
        ……..non fosse altro che pensando “Beh, ma se è stato ammesso questo qui, figurati se non ne HO DIRITTO io”

    • Alessandro says:

      Io non la metterei su questo piano: cristianamente parlando il carcere dovrebbe essere la sua occasione di redenzione come Fra Cristoforo, per trovare nella propria sofferenza Cristo, mettersi al servizio degli altri per rimediare il più possibile ai gravi torti fatti. Ecco che il carcere deve essere luogo di espiazione e ravvedimento

  3. Filomena says:

    Se prima del 1996 sarebbe stato condannato a morte per il reato commesso invece che all’ergastolo e sta scontando la pena dagli anni 80 epoca della condanna come mai è ancora vivo visto che in quegli anni per il reato commesso sarebbe stato condannato a morte?
    Fatta questa premessa doverosa che mette in luce le contraddizioni di questo articolo, per il resto sono d’accordo sul fatto che l’uomo va curato e che l’istituzione totale aggrava i suoi problemi non lo riabilita certo cosa che dovrebbe invece essere l’obiettivo della condanna.

    • Toni says:

      Cara Filomena

      in Belgio, l’ultima esecuzione è stata nel 1950 (addirittura per crimini di guerra). Non era obbligatorio, anche in caso di stupro ed omicidio sentenziare la pena di morte.

      Fatta questa premessa doverosa che mette in luce “il valore di Tempi”, per il resto sono d’accordo sul fatto che l’uomo va curato …………….

      L’episodio comunque la dice lunga sulla qualità della “civiltà” del Belgio.

      Scommetto che non sarà il solo paese dei civilissimi che tanto celebriamo come “fari di luce” che promuoverà questo “nuovo diritto” inventato.

  4. LENA says:

    Ma la pena di morte, se non erro, non è un’eccezione concessa anche dal Catechismo?
    O_?
    2267 L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.

    in questo caso è pena di morte opzionale.

    • Alessandro says:

      Ti sei già risposta da sola: in questo caso è possibilissimo proteggere le vittime anche senza ucciderlo

    • Lena says:

      lui stesso ha detto che appena avrà l’occasione lo farà di nuovo

      • Toni says:

        @ Lena
        Senza offesa, ma dove vuoi andare a parare?
        Lui ha detto che ucciderebbe di nuovo? Resta in carcere …. perché una sentenza ha stabilito che gli tocca l’ergastolo e nell’ordinamento belga non è prevista la pena di morte.
        Ha quell’impulso? …. prova a curarsi…. altrimenti resta in carcere …. con l’impulso!
        La chiesa cattolica è favorevole alla pena di more quando , per esempio (è un esempio… volutamente estremizzato) se in carcere (con l’impulso o no) riesce attentare alla “vita di esseri umani”. Vuol dire che in questa ipotesi ci troviamo a fronte all “unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto”.
        Non mi pare una cosa tanto sbagliata.

      • Cisco says:

        @Lena
        Ma visto che si è beccato l’ergastolo l’ipotesi che avra’ occasione di rifarlo e’ praticamente nulla.

  5. Cisco says:

    Una barbarie incredibile, di questo passo chiunque sia un carcerato “sofferente” (cioè tutti, visto che la pena è sofferenza, almeno psicologica) verrà abbandonato alla morte “liberamente” scelta. Come se un carcerato fosse appunto libero e non invece tentato continuamente dal suicidio, soprattutto se il mondo se ne frega. Ma siccome a prendersi cura di questa gente ci sono quasi solo i preti (oltre che falsamente i radicali quando fa comodo per battaglie politiche patetiche tipo depenalizzazione di questo e quello), allora ecco che il mondo cristianofobo escogita l’eliminazione degli ultimi: per un ateo, infatti, la sofferenza è un fardello senza senso. E deve restare tale.

  6. Sebastiano says:

    Non capisco la meraviglia: per un paese dove si legalizza l’eutanasia dei bambini (anche senza il loro consenso) perché altri hanno deciso che la loro vita “sarebbe una sofferenza insopportabile”, legalizzare anche quella dei condannati all’ergastolo è un passaggio consequenziale logico e obbligatorio.

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