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Perché don Marco non ha sposato Belen e Stefano (una lezione per tutti sul mistero dell’amore più vero)

settembre 10, 2013 Redazione

Un giovane sacerdote messo al centro dello show, ha detto no. Ma lo ha detto senza cattiveria e spiegando i motivi del suo gesto. Parole che andrebbero lette ai corsi fidanzati

Don Marco Pozza avrebbe dovuto celebrare il matrimonio tra la showgirl Belen Rodriguez e il suo fidanzato Stefano de Martino, invece ha rinunciato. Di seguito riportiamo la lettera che il giovane sacerdote ha scritto sul blog sullastradadiemmaus e un passaggio della lettera che lo stesso ha inviato ed è stata pubblicata su Il Mattino di Padova. Al di là della vicenda in sé, infatti, è interessante il richiamo del sacerdote al valore del matrimonio. Un richiamo che vale per la simpatica Belen, ma anche per tutti gli altri (coniugati compresi).

A seguito del clamore mediatico seguito alla notizia della mia possibile partecipazione al matrimonio di Belén Rodríguez e Stefano de Martino del 20 settembre prossimo, specifico quanto segue:

a) Non ho mai dato per certa la mia presenza, ma ho semplicemente dato la disponibilità a don Roberto Cavazzana – parroco e amico che ha seguito il loro cammino di preparazione – di celebrare questa cerimonia al posto suo. La mia disponibilità, come ho fatto presente telefonicamente alla signora Giorgia Matteucci (organizzatrice del matrimonio) era legata a una semplice condizione: poter incontrare i due fidanzati personalmente prima del giorno del loro matrimonio. Tale richiesta, fatta nella giornata di giovedì, non ha ottenuto risposta ma solamente rimandi. Sono venute dunque a mancare le condizioni per fare in modo che un sacramento non venga triturato dal gossip. Capisco gli impegni dei futuri sposi (ai quali ho assicurato di venire incontro), ma ritengo anche serio celebrare il matrimonio con uno stile che sia uguale e rispettoso per tutti, soprattutto per quei giovani che in questi anni ho seguito nel loro percorso di fidanzamento e di matrimonio.

b) La mia scelta è dunque una questione di stile, laddove per stile intendo un modo di vivere il sacerdozio che sia all’altezza di una scelta fatta per amore nove anni fa. Le migliaia di ragazzi e ragazze che ho incontrato quest’anno nelle scuole, nelle piazze e nelle chiese mi raccontano di una sete ardente di ideali forti e di gesti imbevuti di significati profondi: quasi un desiderio che l’eroico diventi quotidiano e il quotidiano diventi eroico. Io vorrei essere ricordato, semplicemente, come un prete che ha fatto di tutto per servire Dio nei poveri, al fianco dei quali mi sta chiedendo di camminare. Magari non riuscendoci appieno, ma tenendo sempre vivo il mio desiderio di provarci. Per quanto mi riguarda, non sarò dunque io a celebrare il matrimonio di Belén e Stefano.

Questa decisione, presa dopo aver celebrato oggi il matrimonio di Marco e Valentina (e ieri quello di Silvia e Alberto), non giudica la scelta che i due prossimi sposi hanno fatto: don Roberto è un sacerdote capace di parlare al cuore della gente. La mia decisione ribadisce semplicemente una convinzione: non ho la pretesa di cambiare il mondo e nemmeno di insegnare la vita a nessuno, ma cerco di comportarmi in modo che un certo tipo di mondo non cambi me. Agli sposi auguro una vita all’altezza dei loro sogni. A tutti i giovani che guardano a loro come dei modelli auguro di essere sempre protagonisti in prima persona della propria esistenza.

Con una preghiera sincera e un abbraccio.
don Marco Pozza, Padova

Ed ecco un passaggio dell’articolo apparso oggi sul Mattino di Padova, e intitolato “Il no di don Marco: «Ecco perché non sposerò Belen»”

(…) Solo alla sera giunge una chiamata gentile dalla wedding-planner del matrimonio alla quale confermo la disponibilità e chiedo, con altrettanta gentilezza, una condizione: poter incontrare i due sposi prima del matrimonio, per evitare un duplice rischio: che la celebrazione perda il suo significato religioso e, preoccupazione mia, che il sacerdote non finisca per essere una banale comparsa dentro la sceneggiatura di un film dalla trama già scritta. La risposta non arriva e richiamo nel pomeriggio di venerdì: mi chiameranno entro breve. Nel frattempo il cellulare esplode di chiamate: vogliono sapere cosa dirò nella predica, come vestirò, parlano di don Roberto come dell’Escluso, di me come del Ripescato. La cosa m’infastidisce: non è facile costruire discorsi sul vuoto. Nella serata di sabato, di fronte al silenzio, sento don Roberto e assieme decidiamo: una semplice telefonata tra due amici preti – che si stimano e si vogliono bene – per fare in modo che anche la nostra vita di sacerdoti non diventi uno show.

Essere preti giovani non significa automaticamente essere preti disponibili a qualsiasi cosa. Il tutto senza nulla togliere alla scelta d’amore e di stile di questi due ragazzi. Una volta deciso, scrivo dieci righe sul mio sito, preciso la questione ed esco dalla scena. E tale voglio rimanerci. Una scelta che ha una sua motivazione: quella, da sacerdote, di tenere alta l’idealità di una proposta e della sua delicata simbologia. La celebrazione di un matrimonio (nel suo aspetto di fede) non è l’organizzazione di un evento o di uno show: il prete non “tratta” con gli organizzatori, non parla con i procuratori, non ha “diritti” o esclusive da concedere a giornalisti. E non può nemmeno essere letto con la grammatica dello showbiz fatta di esclusioni e di ripescaggi, di tweet e di rivelazioni. Laddove le notizie rischiano di fare la fine della marmellata: meno ne hai e più la spalmi. Ciò che intriga di quel frangente liturgico è invece quel parlarsi al cuore, quell’imparare a leggere uno sguardo, quella sana complicità con gli sposi che quel giorno t’aiuterà ad addentrarti in un mistero che nessun scoop riuscirà a tradurre: quello di un Dio che irrompe dentro una storia e si dimostra capace di sorprenderla eternamente. Fin quasi a farla inabissare dentro il mistero dell’Amore più vero. Non lo nascondo: mi sarebbe piaciuto poter fare tutto questo con loro. Quando, però, ho avvertito la mancanza delle condizioni, ho preferito tirarmi in disparte: certi “no” difficili alla lunga si dimostrano più fruttuosi di qualche “sì” detto in troppa fretta. Questa mia scelta nulla toglierà a questi due ragazzi. Da parte mia non ho la pretesa di cambiare il mondo e tanto meno di insegnare la vita a nessuno: cerco, non sempre riuscendoci, di fare in modo che un certo tipo di mondo non cambi me. Augurando a tutti i giovani che nessuno firmi mai la vita al posto loro.

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17 Commenti

  1. ciccio scrive:

    mandare il “wedding-planner” dal prete… ma che idiozia.

  2. SILVIO scrive:

    Non so nemmeno come commentare, non commento mai ma oggi sto poltrendo e sono in vacanza…. e mi sono imbattuto per caso in questa storia. La Chiesa Cattolica, (detto con tutto rispetto perché io credo di essere cattolico), riserva, nei confronti di alcuni sacramenti, una sostanziale schizofrenia. Ad esempio, sposa quasi tutti, ma proprio quasi tutti quelli che chiedono di essere sposati in chiesa, (di conseguenza complimenti al giovane sacerdote che, tardivamente, ha detto di no…. -maddai!!!!, pensava forse di avere a che fare con la responsabile degli Animatori dell’Oratorio???? ma andiamo!!!! ma dove vivi???-), con la conseguenza, poi, di ingabbiare una percentuale sempre più alta di quei quasi tutti in una serie di briglie e di pastoie sfrenate una volta che si arriva alla separazione.
    Un giovane sacerdote, al quale facevo notare questa cosa, mi rispose: “ma chi sono io per dire di no?”. Peccato poi che si senta sacerdote del tutto autorizzato a dire di no (per interposta persona con una attiva raccolta di firme) al padre di Eluana ENGLARO, che si senta autorizzato a negare la comunione a un separato che convive e che si “congiunge carnalmente” con il compagno o la compagna, che si senta autorizzato a condannare l’uso della contraccezione chimica (per manifesta contrarietà alla volontà procreativa) e approvi i metodi naturali che dice essere sicuri (ma allora hanno anche loro esclusione di volontà procreativa).
    Per la chiesa cattolica due giovani innamorati, che si vogliono bene, che si desiderano, non debbono desiderarsi…anche a costo di mortificare il loro reciproco interesse. Non debbono cadere in peccato…. -maddai!!!!! ma quante coppie arrivano vergini al matrimonio????.
    Di conseguenza, purtroppo, proseguendo in questa modalità reazionaria e sessuofoba di intendere gli affetti e le relazioni, si scivola su un crinale pericoloso e paradossale, che contempla solo le ali estreme della media delle persone, ovvero gli integralisti e i cosiddetti “grandi peccatori” che poi di solito son persone noiose…senza considerare le persone normali, che lavorano, amano, piangono, ridono, si impegnano, (con virtù e difetti) , per costruire un mondo migliore.
    Forse è effetto del nuovo Papa. Poco tempo fa sarebbero stati sposati da un alto prelato, invitato al matrimonio, e questi avrebbe avuto la possibilità di spiegare che “la misericordia di Dio non esclude nessuno”, indipendentemente dai contratti, dalle scadenze e dagli spettacoli e comparsate che si debbono onorare…
    Buona giornata.

    • Paolo2 scrive:

      Sarò sicuramente ritardato io, ma di quello che ha scritto ho capito ben poco.
      A parte la solita serie di giudizi un po superficiali su come la Chiesa è e come invece dovrebbe essere secondo SILVIO (parlo di Lei naturalmente), non si capisce bene se secondo Lei questo prete ha fatto bene o ha fatto male a fare come ha fatto?
      A me sembra che Lei sia talmente pieno di pregiudizio contro la Chiesa da considerare le parole di questo prete false ancora prima di cominciare a rifletterci sopra….. come probabilmente considera “falsa” la Chiesa prima di averne fatto una vera esperienza.

    • giovanni scrive:

      Mi sembri il vero silvio, spari cazzate come lui!!!

      • Piero scrive:

        Eh che !!! Vuoi avere l’esclusiva solo tu della marea che ne spargi in questo sito …………….

        • giovanna scrive:

          Caro Silvio, ma secondo te è logico mettere sullo stesso piano per un sacerdote il dire di sì a chi chiede il sacramento del matrimonio e dire di no a chi vuole uccidere la figlia?
          Poi, in generale, rispetto ai discorsi che fai, i precetti di morale sessuale non sono inventati dalla Chiesa, sono una conseguenza dell’amore di Dio per noi, almeno un cattolico dovrebbe saperlo, ma evidentemente a non conoscere il significato profondo dei sacramenti sono in tantissimi, non solo Belen.

  3. THE JACKAL scrive:

    Sarebbe opportuno spiegare a noi beoti come mai gli stessi preti che si scandalizzano per belen non si sono fatti nessuna domanda quando hanno sposato camorristi/mafiosi/’ndrini, durante la latitanza…..
    quando hanno battezzato i loro figli…sempre durante la latitanza
    li avete confessati dei loro delitti? li avete perdonati? quante volte?
    hanno portato la morte tra le persone oneste, oggi tanti sono in galera ma nessuno di loro è pentito.
    Un dubbio angosciante: CHE SIANO TUTTI IN PECCATO MORTALE?
    E per costoro nessun rigetto?

    • Il cavaliere oscuro scrive:

      Sono molto sicuro che il prete che ha detto di no a Belen lo avrebbe fatto anche con camorristi/mafiosi/’ndrini e compagnia cantante! I preti non hanno tutti la stessa testa, sono liberi di pensarla e di agire come vogliono e di sbagliare magari (proprio come me e lei)… fare di tutta l’erba un fascio è quanto di più infantile e sbagliato ci possa essere!

      • THE JACKAL scrive:

        MA COSA STAI SCRIVENDO….
        MA COSA CREDI CHE QUALCUNO SIA INDENNE?
        MA TI SEI MAI CHIESTO CHI SONO QUELLI CHE SI FUSTIGANO DURANTE LE PROCESSIONI?
        O QUELLI CHE PORTANO LA STATUA DEI SANTI PATRONI?
        MA DOVE VIVI, QUELLO DESCRITTO E’ LA NORMA IN ITALIA E NON IN UNA DETERMINATA REGIONE!!!
        SVEGLIA IO FACCIO DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO PERCHE’ MAI NESSUNO HA DENUNCIATO LA CONNIVENZA CON LA MALAVITA ORGANIZZATA.
        E CHI L’HA FATTO O SI E’ RIFIUTATO E’ SOTTO TERRA!

        NB QUESTO QUI SOTTO RINGRAZIA……….QUINDI VANNO BENE I MATRIMONI DEI MAFIOSI PURCHE’ NESSUNO SAPPIA NULLA, ASSASSINI CON LE MANI SPORCHE DI SANGUE CHE VANNO ALL’ALTARE E RICEVONO CORPUS CRISTI…..SPACCIATORI DI MORTE, USURAI, RICATTATORI….VANNO TUTTI BENE,,,
        PERO’ NON SPOSATE BELEN!!!

        • Il cavaliere oscuro scrive:

          Cerca di darti una calmata, prima di darti una ripassata al latino (Corpus Christi) che è meglio. Io per tua informazione vivo in una regione dove non ci sono né mafiosi né gente che si fustiga alle processioni: è così! Questo io intendo per “non fare di tutta l’erba un fascio”… ma tu, genio, continua pure a vivere nel tuo mondo fatto di intrighi, complotti e fustigazioni! Saluti

  4. luna scrive:

    Anch’io ringrazio i sacerdoti per non aver ceduto alla mentalità del mondo dello gossip.Il matrimonio religioso è un sacramento, non uno spettacolo. Se vogliono questo, si sposino civilmente

  5. laura scrive:

    Sono soddisfatta per la decisione di don marco. Ma posso aggiungere una cosa? Ma chissenefrega delle nozze di belen!!

    • DONATELLA scrive:

      Io mi sono stufata di vedere la faccia di Belen su qualsiasi settimanale! Possibile che non ci sia mai una donna comune sui settimanale, con la cellulite, con le orecchie a sventola, con il naso aquilino, e chissà con quale difetto fisico, ma sempre donne bellissime? Boh…

  6. Nicola scrive:

    Qualcuno mi può spigare la differenza tra il matrimonio di Belen e quello della Marini e perchè oggi il Papa sulla Repubblica risponde al laico non credente Scalfari.

    • mauro scrive:

      Caro Nicola,
      la differenza sta nell’uomo e nella scelta personale di libertà, che è quella che impedisce di capire una scelta bellissima come quella di questo prete; e poi, lei sa che cosa ha fatto la Marini? solo perchè è una persona dello spettacolo non vuol dire che non abbia visto il prete e cercato di capire, chi è lei per giudicare?
      Questo prete non ha detto di no a Belen perchè è una persona di spettacolo, ma perchè ha deciso di mandare la weeding planner a chi avrebbe dovuto celebrare un sacramento.
      Certo che è un po’ difficile capire le scelte di un uomo come don marco se si guarda tutto con la lente del pregiudizio e dell’ideologia.
      M

  7. Nicola scrive:

    Qualcuno di Tempi mi può spigare la differenza tra il matrimonio di Belen e quello della Marini e perchè oggi il Papa sulla Repubblica risponde al laico non credente Scalfari.

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