Google+

L’Associazione inglese delle scuole femminili sconsiglia l’uso della parola “femmine”

giugno 26, 2016 Benedetta Frigerio

È l’ultima trovata dei maggiorenti dell’ideologia gender in Gran Bretagna. Per includere i maschi che si sentono femmine e viceversa, al posto di “ragazze” bisognerebbe usare termini neutri come “alunni”

gender-sh-98453501

La Girls’ School Association (Gsa) ha consigliato agli istituti femminili di non usare più la parola “girl” per riferirsi alle alunne. Il termine, infatti, sarebbe troppo poco inclusivo e sarebbe meglio optare per un linguaggio più neutro, in cui al posto di “ragazze” si usino termini come “alunni” o “studenti”. È l’ultima trovata dei maggiorenti dell’ideologia gender in Gran Bretagna. Oltre a utilizzare un vocabolario politicamente corretto, che tenga conto di eventuali maschi che si sentono o vogliono diventare femmine e viceversa, per cui le insegnanti non potranno chiamare le alunne “signorine”, le scuole dovrebbero anche adottare altre misure come l’apertura di gabinetti e spogliatoi unisex.

LE PRESSIONI. Caroline Jordan, presidente della Gsa, non vuole che «nessuno pensi che le femmine o i maschi siano spinti in un unico senso ad essere maschi o femmine». La “svolta” è arrivata dopo le pressioni dell’associazione nazionale Gender Intelligence, che mira alla «formazione della consapevolezza transessuale». Secondo il suo presidente, Jay Stewart, l’1 per cento della popolazione è transessuale e le nuove linee guida contro gli «stereotipi» aiutano a non sentirsi «strani». E il «fulcro della questione» per Jordan «è che le scuole hanno il dovere di prendersi cura dei loro alunni, inclusi quelli che decidono per il cambiamento di sesso». E siccome «il linguaggio è una parte di questa complessa tematica educativa, la Gsa, che ha una lunga storia di eccellenza nella cura pastorale, è in prima linea nel mostrare la prassi migliore e nell’includere gli alunni transessuali».

LETTERE AI GENITORI. Quella della Gsa è solo l’ultima di una serie di iniziative politicamente corrette nelle scuole inglesi. Ad aprile i Consigli comunali di Brighton e Hove avevano spedito una lettera alle famiglie con figli nella scuola primaria, chiedendo loro di confermare la presenza dei bambini per l’anno successivo e di indicare il «genere con cui si identificano». Alle proteste di molti genitori, hanno risposto: «Riconosciamo che non tutti i bambini e i giovani si identificano con il genere che gli è stato assegnato alla nascita, ma il sistema scolastico (su scala nazionale) registra solo il genere femminile e maschile. In ogni modo, per favore, aiuta tuo figlio a scegliere il genere con cui si identifica di più».

Foto da Shutterstock

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

11 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    Brexit, per fortuna…

  2. Toni scrive:

    Fa venire la pelle d’oca. Gente disturbata con un minimo d potere e vedi cosa ti combinano.

  3. gianluca segre scrive:

    Il gender nelle scuole? è già arrivato. Qui abbiamo l’idiozia del politically correct allo stato puro.
    Tra un po’ dare il nome ai figli sarà un’imposizione, o una forzatura. Arriveremo tra breve alla dicitura anagrafica “nome provvisoriamente attribuito”.. Altro che fiocchi rosa e azzurri alla porta!
    Ero in passeggiata con mia moglie, e avvicinandomi alla panchina dove erano in conversazione una nostra nipote liceale con una bimba di 8 anni, mi sono sentito dire: “Qui facciamo discorsi da femmine”. La bambina non ha ancora interiorizzato i consigli di Caroline Jordan e della Gsa. Ma basterà qualche bel corso a scuola, per raddrizzarla!

    • andrea udt scrive:

      8 anni ed è già eteronormata.

      Si vede che ha fatto troppe feste della mamma e del papà e il pregiudizio eterosessista che struttura l’omofobia sta germinando nella creatura.

      Rimedi possibili:

      1) lettura propedeutica del “piccolo uovo”

      2) studio di “piccolo uovo: maschio o femmina?”

      3) correre all’anagrafe e correggere il nome se e’ di tipo eteronormativo. Esempio: Giorgia va corretto in Giorgi*, Maria in Mari*

      4) consultare uno degli psicologi del comitato scientifico di famiglie arcobaleno.

      Se queste non funzionano la bimba è persa: e’ omofoba! Vai isolata e bannata.

  4. Giannino Stoppani scrive:

    Ubi bischerata ibi Galasi.

    • giovanna scrive:

      Pensa, Giannino, che ,quando ero incinta , una conoscente, che credeva avessi già partorito, mi chiese per telefono il sesso del figlio e quando le dissi che non si sapeva, ci rimase secca !
      Ora, non si stupirebbe più di tanto !
      Ma il figlio sempre maschio o femmina è !
      Persino la trollona, quando ventilai l’ ipotesi che fosse maschio , per la freddezza e il distacco con cui trattava temi femminili ( non si sapeva ancora della sua problematica psichica ), si seccò tantissimo.
      Le ci vorrebbe una bella rieducazione dal Galasi , il pedagogo cui tutti affideremmo i nostri figli.

      Gianluca Segre, questa è gente, forse, in minima parte, anche in buona fede, che non vede bambini da anni, che non ha figli, che è favorevole all’a borto, che non capisce niente di bambini, né di cosa sia l’ uomo o la donna : invece di cercare di aiutare i pochi bambini problematici o traumatizzati o con situazioni familiari disastrate, seminano confusione su tutti gli altri .
      Come se noi, per aiutare la trollona, per farla sentire normale, cominciassimo a postare con decine di nick, inventando storielle su storielle !

  5. lucia scrive:

    non so voi ma io sono davvero stufa di questi cialtroni.Sono quattro gatti e riescono a rompere le scatole a tutti.Hanno importanza perchè trovano sempre qualcuno che parla di loro,o nel bene o nel male.

  6. Cisco scrive:

    C’è da chiedersi perché la “Girls’ School Association (Gsa)” non abbia ancora cambiato nome…

  7. Rolli Susanna scrive:

    Io, che sono un vero genitore dei miei figli (a noi non piacciono gli inciuci -le manovre poco chiare) con la carta delle lettera di cui nell’articolo ci farei degli aeroplanini da gettare giù dai bagni dei piani superiori -delle scuole,ovviamente ; oppure opterei per un riciclo, sempre delle suddette lettere, attinente l’uso dei bagni -sempre loro: mi è venuta così.

    • Rolli Susanna scrive:

      ..perchè la carta si ricava dagli alberi, che diamine!!, ci scrivessero lettere d’amore o poesie….niente!, ci scrivono scempiaggini!, si potrà offendere così un povero albero innocente? No, dico sul serio stavolta!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Audi accelera sulla strada dell’elettrificazione della gamma. Dopo la presentazione della nuova A8, proposta al lancio nelle configurazioni V6 3.0 TFSI e TDI “mild hybrid”, vale a dire con impianto elettrico a 48 volt, ora anche le famiglie A4 e A5 beneficiano d’inedite motorizzazioni mHEV che portano in dote tutti i vantaggi fiscali e di […]

L'articolo Audi A4 e A5, è tempo di micro ibrido proviene da RED Live.

Arriva in gruppo tra gli ultimi, guarda tutti dritto negli occhi, mostra i muscoli e fa subito la voce grossa. E no, non è un bullo. Parliamo, piuttosto, della SUV Volkswagen T-Roc. Destinata a scendere in lizza nel segmento di mercato più frizzante, combattuto e attraente del momento, vale a dire quello delle sport utility […]

L'articolo Prova Volkswagen T-Roc proviene da RED Live.

In KTM hanno le idee chiare: il futuro della mobilità è elettrico. Ecco perché la nuova KTM Freeride E-XC, rinnovata da cima a fondo, è solamente un punto di partenza

L'articolo KTM Freeride E-XC, l’enduro green proviene da RED Live.

Prima erano una cosa sola. Ora sono divise. O meglio, in futuro avranno specializzazioni e target diversi. Volvo e Polestar, quest’ultima sino a ieri divisione ad alte prestazioni del brand svedese, si sono separate e vivranno di luce propria. Polestar, oltretutto, cambierà pelle, passando dall’elaborazione ufficiale dei modelli della Casa nordica alla realizzazione di vetture […]

L'articolo Polestar 1: il nuovo mondo proviene da RED Live.

Il progetto Émonda è nato per dimostrare che Trek era non solo in grado di costruire la bicicletta di serie più leggera al mondo, ma di renderla anche capace di offrire elevate performance. I confini della ricerca sembrano essere fatti perché li si possa superare e ciò che è successo con il MY 2018 lo dimostra: […]

L'articolo Nuova Trek Émonda 2018, la leggerezza non ha limiti proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download