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Asia Bibi scrive a papa Francesco: «Ho fiducia nel progetto che Dio ha per me. Solo Lui può liberarmi»

dicembre 31, 2013 Redazione

La madre pakistana di fede cattolica ingiustamente condannata a morte in Pakistan per blasfemia e in prigione da quattro anni scrive una lettera al Papa: «Non so quanto potrò andare avanti»

«A Sua Santità papa Francesco: nel nome del Signore nostro onnipotente e glorioso, io Asia Bibi vorrei esprimere tutta la mia più profonda gratitudine a Dio e a lei, Padre Santo. Spero anche che ogni cristiano abbia potuto celebrare con gioia il Natale appena trascorso. Come molti altri prigionieri, anche io ho festeggiato la nascita del Signore nel carcere di Multan, qui in Pakistan».
Inizia così la lettera pubblicata da Avvenire che Asia Bibi, la madre pakistana di fede cattolica con­dannata a morte per blasfemia, ha indirizzato a papa Francesco. La donna è in attesa del processo d’appello che dovrà giudicarla e si trova in carcere da quattro anni e mezzo.

«SOLO DIO POTRÀ LIBERARMI. «Vorrei ringraziare la “Renaissance Education Foundation” che ha fatto avverare il sogno di vivere il Natale insieme a mio marito e ai miei figli, portandoli qui a Multan. Mi sarebbe tanto piaciuto essere a San Pietro per Natale a pregare insieme a Lei, ma ho fiducia nel progetto che Dio ha per me e magari vorrà realizzare l’anno prossimo».
«Sono molto grata a tutte le Chiese che stanno pregando per me e si battono per la mia libertà», continua la lettera. «Non so quanto potrò andare ancora avanti. Se sono ancora viva è grazie alla forza che le vostre preghiere mi danno. Ho incontrato molte persone che parlano e combattono per me. Purtroppo ancora non è servito. In questo momento voglio solo affidarmi alla misericordia di Dio che può tutto. Unicamente Lui può liberarmi».

«SO CHE PREGA PER ME». Asia Bibi ringrazia anche tutte le persone che lavorano e raccolgono fondi per la sua causa. E poi racconta dei suoi problemi quotidiani. «In questo inverno sto affrontando molti problemi: la mia cella non ha riscaldamento e non ha una porta adatta a ripararmi dal freddo pungente, anche le misure di sicurezza non sono adeguate, non ho abbastanza soldi per le necessità quotidiane e sono molto lontana da Lahore, dunque i miei familiari non riescono ad aiutarmi. Voglia, infine, Padre Santo, accettare i miei migliori auguri per l’anno nuovo. So che lei prega per me con tutto il cuore. E questo mi dà fiducia che un giorno la mia libertà sarà possibile. Certa di essere ricordata nelle sue preghiere, la saluto con affetto. Asia Bibi, sua figlia nella fede».

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3 Commenti

  1. mike scrive:

    è davvero un simbolo della persecuzione contro i cristiani.

  2. domenico b. scrive:

    mi unisco alle preghiere per Asia

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