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Arriva la Tasi e sarà peggio dell’Imu. Indovinate un po’ chi paga? Esatto, le famiglie

ottobre 13, 2014 Redazione

Francesco Belletti, presidente del Forum famiglie: «Saranno 15 milioni le famiglie chiamate a pagare in media 191 euro ma con punte che raggiungono anche i 492. È dunque l’ennesima spremitura dei contribuenti»

Siamo a quattro giorni dal 16 ottobre, data fatidica per il pagamento dell’acconto della Tasi nei 5.279 Comuni che hanno rese note entro il 18 settembre le aliquote. «Saranno 15 milioni le famiglie chiamate a pagare in media 191 euro ma con punte che raggiungono anche i 492. È dunque l’ennesima spremitura dei contribuenti» commenta Francesco Belletti, presidente del Forum. «Il governo si era impegnato a mantenere l’incidenza della Tasi sotto quella dell’Imu. La sensazione che non sarebbe andata così l’abbiamo avuta in tanti fin dai mesi scorsi, ora uno studio del Servizio politiche territoriali della Uil ha confermato quella sensazione: per una famiglia su 2 (per la precisione per il 54 per cento) il conto è più salato dell’Imu del 2012».
«E non è solo questione di aliquote (quella media applicata nei Comuni capoluogo è del 2,63 per mille ma un terzo dei capoluoghi ha puntato direttamente sul massimo consentito, il 3,3 per mille) ma anche di come quelle aliquote vengono applicate. L’Imu, con tutti i suoi difetti, prevedeva detrazioni parametrate alla famiglia (200 euro forfettari, più 50 di detrazione per membro). Una logica virtuosa che si sono affrettati a cancellare».

SPREMONO, SPREMONO. «È questa la fine che fanno le reiterate promesse di alleggerimento dei carichi fiscali per le famiglie? E i sindaci, sempre pronti a ribellarsi alla legge nazionale per concedere ideologici riconoscimenti virtuali di famiglia, perché non garantiscono i reali e finora ignorati diritti delle famiglie, e in particolare di quelle costituite sulla base dell’art. 29 della Costituzione?». «In teoria i Comuni avrebbero potuto innalzare l’aliquota della Tasi solo a patto di utilizzare le maggiori entrate per riconoscere detrazioni alle famiglie. Nel caos federalista di questa legge», conclude Belletti, «non solo si è perso quel poco che era stato riconosciuto dall’Imu ma si è anche dimenticato quanto previsto dalla nuova tassa». «L’importante è spremere le famiglie. E anche tanti sindaci spremono, spremono… Ma fino a quando le famiglie li voteranno?».

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5 Commenti

  1. brian says:

    Strano a me sembrava di aver pagato nonostante sia single?? In più molti comuni hanno previsto pa detrazione per i figli od addiritura una detrazione in base all’ISEE. Ma chi scrive questi articoli??

    • Fran'cesco says:

      Brian, l’articolo in realta’ e’ una intervista a Belletti, che di famiglie se ne intende…
      Che commento del cavolo, non puoi fermarti al titolo; l’articolo dice ben altro, e le statistiche parlano chiaro, le famiglie con un po’ di figli sono quelle che ci rimettono di piu’.
      A Milano, per fare un esempio, ci sono detrazioni per i figli, si ma solo se vivi in una casa piccola piccola… ottima scelta, che va contro la fisica pero’.

  2. Nino says:

    Tutto parte dalla eliminazione dell’IMU, che non poteva essere eliminata ed invece ci si è interstarditi a farlo (solo per la prima casa) salvo poi inventarsi un’altra tassa mescolando un po’ le carte. In effetti a Roma, per esempio, esistono delle riduzioni unicamente legate alla rendita catastale dell’immobile, un po’ poco.

    Inoltre è stato deciso che la Tasi la paga chi usufruisce dell’immobile, per cui molte donne separate/divorziate con figli, che hanno assegnata l’ex casa comune di proprietà del marito ora devono pagare la Tasi (a loro neanche si applica la divisione introdotta tra proprietario ed affittuario).

    Cito “E anche tanti sindaci spremono, spremono… Ma fino a quando le famiglie li voteranno?” purtroppo non è cambiando il sindaco che cambia il vento, anzi spesso ora i sindaci pagano lo sperpero dei loro predecessori.

  3. jens says:

    Mancano i soldi, cosa volete fare? E poi dove si trovano i soldi per assumere amici, parenti di sindaco e assessori? Io credo che se mi sposo divorzierò immediatamente dal punto di vista civile: di certo potrò ambire a moltissime riduzioni che la famiglia “comune” non può avere.

    Checché se ne dica, pochi potenti hanno tanti soldi, ma globalmente la maggior parte del capitale ce li hanno i sudditi sempre più impoveriti. In altre parole, per salvare i bilanci occorre spremere le famiglie “povere” perchè sono tante, perché spremendo le famiglie ricche si otterrebbe ben poco.

  4. Valentina says:

    E poi ci si lamenta se in Italia non nascono bambini. Ma povere famiglie sempre più tartassate! Con la pressione fiscale così esagerata e ingiusta, che colpisce sempre i soliti comuni mortali, chi può permettersi di avere figli? In Italia è tutto un continuo svuotare le tasche dei cittadini, non esiste una politica familiare, e allora per forza di cose nessuno mette più al mondo figli. Ed è comprensibile.

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