Google+

Andreotti: «Io, De Gasperi e la Dc. Senza un punto di riferimento “oltre”, non si può creare un nuovo partito»

maggio 6, 2013 Giulio Andreotti

«La chiave per capire il rapporto che c’è stato tra la Dc e la Chiesa sta nelle persone. Saper guardare i problemi non solo nel loro ambito materiale, ma al di sopra della nostra testa»

Articolo tratto da 30giorni.it La Dc ha rappresentato per me – ma credo anche per tanti altri che vi hanno militato – l’invito costante a considerare non occasionale ciò che accade giorno dopo giorno, come tanti fatti slegati tra loro; ma anzi a considerare tutto come correlato, come attraverso una tela di ragno che ti consente di cogliere il senso profondo delle cose che accadono e che passano.

In questo libro, una sintetica rilettura di alcuni momenti salienti della storia democristiana scritta da Giovanni Di Capua e Paolo Messa, ho trovato citato anche il mio primo incontro con De Gasperi. Ho avuto più volte occasione di raccontarlo: io non avevo mai visto De Gasperi e non sapevo chi fosse. Non venivo da una famiglia che si occupava di politica. De Gasperi invece mi aveva notato in quanto ero presidente della Federazione dei cattolici universitari. Un giorno stavo in Biblioteca Vaticana a rovistare tra le carte della Marina Pontificia per stendere una tesina, quando uno sconosciuto mi apostrofò chiedendomi se non avevo niente di meglio da fare, per poi andarsene con una certa freddezza. Non sapevo che quel signore era De Gasperi ma l’avrei conosciuto dopo qualche giorno, allorché Giuseppe Spataro mi disse: «Vieni che De Gasperi ti vuole incontrare». Sarei un fanatico se dicessi che allora già immaginavo cosa sarebbe scaturito da quell’incontro, ma tutto era nuovo intorno a noi giovani e aveva un fascino difficile a motivarsi, ma che era ben presente nel nostro spirito.

I primi anni del dopoguerra furono esaltanti, ed è riduttivo dire che il solo scopo e il collante della Dc era mettere un argine al pericolo comunista. Pur essendoci fortemente questa preoccupazione di difesa dal comunismo, la spinta era di carattere positivo: era il fascino che il nome cristiano riusciva a suscitare in tutto quello che poteva essere l’evolversi giorno per giorno della vita di ciascuno di noi.

Una lezione che emerge dalla storia della Dc, e che può valere anche oggi, è che senza un punto di riferimento che vada oltre l’occasionale, il contingente, è quasi impossibile creare un nuovo soggetto politico. L’itinerario per la creazione di un nuovo movimento politico non può essere inizialmente organizzativo, tanto che i padri fondatori democristiani partirono dalle idee, dal Codice di Camaldoli. Se manca la base morale, direi anche spirituale, è difficile essere poi capaci di attrarre la gente e in particolare i giovani.

Di crisi negli anni della Dc ne abbiamo avute molte, ma oggi c’è meno impulso di carattere teorico e culturale, e maggiore spinta materiale. Saper guardare in alto era un’abitudine che forse lungo la strada abbiamo perduto.

Nel libro di Di Capua e Messa emerge anche il problema delle correnti interne alla Dc. Anche queste ultime potevano essere uno stimolo spirituale e culturale (alcune riforme importanti come quella agraria e la legge per il Mezzogiorno si devono alle correnti) ma dolorosamente potevano essere motivo di drammatiche divisioni, mettendo gli uni contro gli altri. De Gasperi non le voleva perché, invece di attivare una gara in positivo, potevano attivare una concorrenza deleteria, in uno spirito “commerciale” che è l’ultima cosa che serve in quest’ambito.

Nonostante la lunga militanza non mi sono mai sentito un estraneo nella Dc; ero attratto sentimentalmente, oltre che razionalmente, e non ho mai pensato che la mia strada potesse essere un’altra da quella. C’era sempre uno stimolo ad andare avanti senza essere reso fragile dal guardare troppo indietro. Ancora adesso credo che l’indirizzo da far prevalere sia quello di guardare sempre avanti o meglio sempre alto. Questo “guardare alto” mi permette di fare una nota su un aspetto che viene trattato nel libro: la chiave per capire il rapporto che c’è stato tra la Dc e la Chiesa sta nelle persone. Bisogna tenere conto della grandezza di alcuni ecclesiastici con cui siamo cresciuti e abbiamo fatto un pezzo di strada. Dell’abitudine che avevano, Montini ne era un esempio, di saper guardare i problemi non solo nel loro ambito materiale, contingente. Sapevano guardare al di sopra della nostra testa e proprio per questo erano un passo avanti, sapevano guardare alto.

Concludo: ripercorrere la storia della Dc è molto opportuno, per meditare e non correre il rischio di dare oggi come essenziale ciò che è assolutamente marginale e viceversa. I tempi che passano portano sempre delle novità, però guai a ritenere di essere all’inizio della creazione. Ci sono momenti in cui meditare serve per non dimenticare ciò che ci ha portato fin qui.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

L'articolo MV Agusta F3 e Dragster 800 RR Euro4 proviene da RED Live.

La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

L'articolo Triumph e Bajaj, insieme per le piccole proviene da RED Live.

Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

L'articolo Opel Adam Black Jack: scommessa vinta proviene da RED Live.

Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

L'articolo Beta Xtrainer 250 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana