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Ammazza un coniglio e twitta la foto. Scrittrice inglese si difende dagli animalisti: «Cibo a chilometro zero»

giugno 19, 2014 Redazione

Non c’è stato «nessuno spreco, nessun imballaggio, nessun procedimento industriale». Si giustifica così la romanziera Winterson, da chi l’accusa di crudeltà per aver cucinato un coniglio che le rovinava l’orto

Jeanette_WintersonIl coniglio brucava nel suo orto. Perciò è finito in padella. La morale della storia? «Coniglio mangia prezzemolo, io mangio coniglio». Lo ha twittato Jeanette Winterson, romanziera britannica, dopo aver ucciso un coniglio, nella sua casa di campagna, e averlo affettato per pranzo. Le foto del leporide scuoiato sono finite su twitter e hanno suscitato lo sdegno degli animalisti. La svolta da “cacciatrice domestica” della Winterson – autrice specializzata in temi lesbici e alimentari – ripresa dai giornali inglesi, non è andata giù nemmeno ad alcuni dei suoi lettori, che hanno minacciato di boicottarla. E lei? Come ha cercato di difendersi? Ovviamente accampando scuse ambientaliste.

ERO VEGETARIANA. Winterson può essere considerata un simbolo del politically correct britannico: lesbica, anti-capitalista, si batte per la parità di genere e ha un passato di nove anni da vegetariana («non perché non volessi mangiare animali ma perché odiavo l’allevamento industriale», precisa su Twitter). Quando però ha pubblicato la foto del coniglio scuoiato, reo di avergli distrutto piante di rose e prezzemolo, qualcuno l’ha accusata di pensare agli animali solo come cibo che zampetta sulle proprie zampe («con solo la pelliccia e la testa sembra un bel pupazzo», ha scritto parlando del coniglio morto).

CIBO BIO. Attaccata dai twittaroli animalisti, l’autrice de Il sesso delle ciliege, ha dovuto difendersi dall’accusa di essere una donna delle caverne, spiegando che si è trattato di un “coniglicidio” eco-friendly. Non ha infatti prodotto «nessuno spreco, nessun imballaggio, nessun procedimento industriale». È «cibo a chilometro zero», ha spiegato a chi la accusava. I conigli «vengono venduti al mercato – ha proseguito – perché non dovrei mangiare quello che ho catturato?». Winterson non solo ha spiegato che la sua trappola rudimentale non ha emesso co2, ma ha giustificato il suo comportamento con il riequilibrio dell’habitat rurale della campagna inglese, dove, secondo la scrittrice, i conigli sono talmente tanti da essere diventati «come la peste». Per questo, conclude candidamente, «vanno abbattuti».

 

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22 Commenti

  1. Hector Hammond scrive:

    Io mangio carne ma il comportamento di questa donna è disgustoso.Esibire l’immagine di una creatura di Dio scuoiata non credo che sia cristiano.

    • Tommasodaquino scrive:

      lei è favorevole all’aborto?

      • giovanni scrive:

        tommasodacquino, (posso trollare?) il gatto pardon, il coniglio è un essere vivente e prova dolore, mentre l’aborto avviene prima che il feto sia vitale, e quindi non è cosciente e non sente dolore. ……….Che ne dici? Come troll sono veramente scarso

        • Cristiano Sala scrive:

          Un feto di dodici settimane secondo lei non prova dolore e non è vitale?

          • Andy scrive:

            Scusate la brutalitá, se vi sparo in testa o vi ghigliottino non provate dolore. Dunque si é scritto l’ennesima str ….

          • Ale scrive:

            Dalla quarta all’ottava settimana le cellule si differenziano nei vari apparati e organi. Per cui nel periodo antecedente senza dubbio non prova niente perché non ha strutture atte a recepire dolore mentre alla fine dell’ottava settimana tali strutture si sono differenziate. Quindi dopo l’ottava settimana potrebbe iniziare a sentire dolore ma certamente non prima della quarta settimana. Considerando che fino alla fine dell’ottava settimana tali strutture non sono ancora completamente formate possiamo con certezza dire che è da questo punto in poi che c’è un essere vivente. Individuo lo diventerà solo alla nascita. Non prima. Con tutti i diritti di un individuo. So che per voi anche i girini, le morule e le blastocisti hanno sentimenti e provano emozioni.

            • Giannino Stoppani scrive:

              La discriminante della capacità di avvertire dolore è più scientifica di quello che siamo abituati a leggere nei commenti da queste parti ma è pur sempre arbitraria.
              Ogni futura madre sa di aspettare un figlio, non di avere in pancia una blastocisti.
              Ciò perché col concepimento inizia una nuova vita umana.
              Il resto sono solo espedienti che servono a giustificare l’abominio dell’omicidio di un innocente nel grembo della madre.

              • filomena scrive:

                Se la capacità di avvertire dolore da parte dell’ovulo fecondato è arbitraria, lo è ancor di più necessariamente la consapevolezza della donna di procurargli dolore.

      • Hector Hammond scrive:

        Sono contrario all’aborto.Personalmente non sono neppure favorevole all’aborto terapeutico.Considero l’ovulo fecondato già umano.

  2. beppe scrive:

    ah, i bei tempi quando, ragazzo , reggevo le zampette dei bei conigli che mamma aveva allevato ; mentre mio padre, col suo coltellino da lavoro, li spellava abilmente. era la piccola economia domestica. avevi carne genuina e concime per l’orto.

  3. giovanni scrive:

    Io e alcuni amici negli anni settanta abbiamo fatto delle ottime cene a base di gatti, una vera leccornia , meglio dei conigli!!!!

    • Giannino Stoppani scrive:

      Tu prova a toccare uno dei miei gatti e poi vedi come va a finire.

      • giovanni scrive:

        Quando fa caldo i tuoi gatti non corrono rischi, tienili d’occhio verso gennaio-febbraio. Mi dici dove abiti?

        • Giannino Stoppani scrive:

          Abito nei dintorni di Firenze e se mi vieni a trovare ti faccio assaggiare la specialità della casa: le mie cartucce calibro 28 caricate a grani di sale grosso.
          Niente paura per la tiroide, il sale è iodato.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Prima che qualcuno fraintenda mi pare opportuno precisare che il mio è uno scherzo e non ho la minima intenzione di sparare schioppettate a nessuno, nemmeno con cartucce caricate a sale grosso.
            Per i malintenzionati, compresi i seviziatori di gatti, ci sono le forze dell’ordine.

      • Ale scrive:

        Stoppani ..Fai ammodino che se stai vicino Firenze i gatti in umido con le olive se li pappava quello che era dalla Clerici alla trasmissione di cucina.. Come si chiamava..Bigazzi?! Il gatto in umido lo ha mangiato anche mia nonna ed ha detto che è più buono del coniglio.. Poi non riusciva più a mangiare neppure i conigli.. Comunque ti facevo con il cane. Ed invece tu e tua moglie siete gattari. Effettivamente sei sempre “graffiante” nei commenti. Domanda extra Alvaro il Laido sei sempre te? Sai che l’ho letto il vernacoliere e non mi viene in mente chi è Alvaro il Laido. Domani vado e lo compro. Mi faccio una cultura di parolacce in vernacolo livornese. Comunque te sei una mosca bianca. Noi toscani, lo sai che siamo i più aperti e tolleranti e dai non dire che sei toscano. Spacciati per leghista Lumbard. Scherzo . Senza offesa. Tu e tua moglie mi state pure simpatici. Anche se la pensiamo in modo diametralmente opposto.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Le cartucce a sale iodato le ho caricate proprio da quando quel bischero del Bigazzi ha fatto l’apologia del gatto in umido.
          In tempo di guerra la gente moriva di fame e per cucinarsi un po’ di proteine faceva fuori un po’ di tutto (gatti, istrici, ricci e, in certi casi, pure topi).
          Oggi nonostante la crisi a parer mio non c’è ancora abbastanza fame per doversi magiare i gatti propri o altrui.
          Di certo non ne vale la pena di ritrovarsi le chiappe salate come un culatello per togliersi lo sfizio di cucinarsi uno dei miei gatti (che tra l’altro vengono vaccinati e curati con cortisone e antibiotici di cui se se ne ritrovasse traccia nella carne del supermercato ci sarebbe da ridere).
          Alvaro il Laido non sono io, ma me ne ricordo come personaggio del Vernacoliere di qualche anno fa (si parla degli anni ottanta-novanta del secolo scorso).
          Quanto alla “tolleranza” essa è senza dubbio nelle corde del nostro popolo, ma si trattava di tolleranza sana nel rispetto delle nostre tradizioni.
          Dopo quasi settant’anni di strapotere la sinistra ha trasformato il fiero popolo toscano in un pecorume in mezzo al quale fa fatica immane non dico a emergere, ma persino a sopravvivere chi non è allineato (mi vengono a mente Oriana Fallaci, Montanelli, Malaparte).

          • Ale scrive:

            Stoppani, il coniglio scommetto lo mangi anche te. E da toscano dovresti preferire come me il cibo genuino, che ormai non si trova più, di animali lasciati liberi piuttosto che costretti in spazi angusti, ad alimentazione forzata. Tipo il pollo con carne che non si stacca subito dalle ossa, come quello comprato al supermarket, di allevamento intensivo. O sei vegetariano? Sull’ultimo punto devo darti ragione..non sta brillando con alcune scelte..ma di sinistra hanno poco ormai. Ma dimmi, ti prego che non sei pro-Berlusca. Non mi arrecare un simile dispiacere. Scherzo. No, dai. Lui no. Please.

    • Hector Hammond scrive:

      Post disgustoso in un sito di cristiani, per me.

  4. Livio scrive:

    Lesbica scuoia conigli, non rientra nelle vostre piccole categorie mentali sto fenomeno qua.

  5. Ale scrive:

    Non si vive brucando l’erba. E la provocazione della scrittrice era forse contro la crudeltà di mangiare animali di allevamento, giustamente, per far capire che da sempre ci sfamiamo con la carne di animali che hanno vissuto non costretti in una gabbia, ma liberi in natura. E questo indubbiamente e’ molto più sano. Per l’animale e per l’uomo. Per nostra comodità siamo tutti noi più crudeli di questa signora quando compriamo un pollo al supermercato. Il fatto di non aver visto o lavorato alla produzione di animali da allevamento intensivo non ci assolve, anzi siamo “QUELLI” per cui esistono certe crudeltà, gli allevamenti intensivi di animali. Guardateli e poi ditemi cos’è più crudele.

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