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Amanda Knox, Dershowitz: «Gli americani l’assolvono solo perché bella. Ma è colpevole»

marzo 27, 2013 Redazione

L’avvocato del caso Von Bulow non ha dubbi sulla colpevolezza della Knox. Il problema qual è? «La sciatteria degli investigatori e la vendicatività del pm».

Amanda Knox, gli americani si sbagliano: le credono solo perché è bella, anche se lei è colpevole. Questo pensa Alan Dershowitz, 74 anni, uno tra i più famosi giuristi e legali statunitensi, che insegna all’Università di Harvard ed è stato reso celebre in tutto il mondo dal film Il Mistero Von Bulow, pellicola che porta in scena la sua autobiografia personale. Dershowitz, intervistato dal Corriere della Sera, ha poi precisato che, in America, «sul caso Knox esiste una spaccatura tra ambienti giudiziari colpevolisti e opinione pubblica universalmente innocentista». E ha aggiunto: «Tutti gli avvocati e giudici che conosco hanno un’opinione ben diversa sul caso rispetto all’americano della strada che guarda solo il suo volto angelico e crede ai reportage della tv Usa, superficiale e di parte».

UN LOOK DA INNOCENTE. Dopotutto è stata lei stessa a spiegare che se non fosse così bella nessuno si occuperebbe di lei. Poi, aggiunge Dershowitz, «ha avuto la genialità di assoldare una delle agenzie di pubbliche relazioni migliori d’America che ha venduto il suo look come prova d’innocenza, ritraendola come vittima del sistema giudiziario italiano corrotto e arcaico».
Dershowitz è fermamente convinto della colpevolezza della Knox, e lo è altrettanto del fatto che la Cassazione, annullando le assoluzioni, abbia fatto un lavoro «esemplare». «La mia convinzione – ha detto – è frutto di un attento esame del caso. Le prove circostanziali a suo carico sono sufficienti per provarne la colpevolezza». Gli unici problemi del processo originale, invece, sono stati «la sciatteria degli investigatori e la vendicatività del pm».

MENZOGNA. La prova «al di là di ogni ragionevole dubbio», prosegue Dershowitz, «viene dalla sua stessa confessione iniziale falsa con cui ha cercato di incriminare un innocente». E ricorda: «Tutte le prove forensi vanno esaminate attraverso il prisma di quella menzogna». E sul motivo che avrebbe spinto la Knox a uccidere Meredith puntualizza: «Non siamo di fronte a un omicidio premeditato ma a un delitto impulsivo: un raptus causato da un’orgia a base di sesso, droga e alcol».

FUGGIASCA. Se Amanda «crede davvero di essere innocente dovrebbe prendere l’areo per l’Italia e presentarsi al nuovo processo». Ma «non lo farà, rifiutando l’estradizione e consegnandosi di fatto ad un futuro da fuggiasca», poiché, così facendo, «finirà automaticamente nella lista most wanted dell’Interpol e potrà essere arrestata qualora abbandoni il suolo patrio». Mentre i Kercher «la quereleranno per avere i milioni incassati da Amanda per il suo imminente memoir», che non potrebbe pubblicare, perché in America c’è una legge che vieta ai condannati di trarre profitto economico dai loro crimini.

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5 Commenti

  1. Giulio Dante Guerra says:

    Non vorrei fare della “retorica terzomondista”, dalla quale rifuggo per convinzione, ma certo le due sentenze della Corte d’Appello di Perugia parvero, perfino a me, oltre che contraddittorie, “razziste”. Il “bovero negro” condannato in via definitiva, e i due amanti belli, bianchi e lei anche anglo-sassone e forse protestante – le quattro caratteristiche della perfetta “WASP” – assolti con formula piena…

    • ^Mara^ says:

      Sono perfettamente d’accordo con te

    • Corrado Massa says:

      Scusa, sai, ma può anche capitare che i WASP, ogni tanto, siano innocenti…
      Alan Dershowitz basa la sua convinzione colpevolista sulla calunnia contro Patrick.
      Ora, è vero che la calunnia c’è stata, ma la Knox dice che le è stata estorta con una
      specie di terzo grado: minacce, mancanza dell’avvocato cui aveva diritto, scarsissima
      comprensione della lingua italiana, martellante interrogatorio durato decine di ore,
      al limite del lavaggio del cervello che le hanno procurato dei falsi ricordi. Ecco perché,
      dice lei, alla fine è crollata, accusando ingiustamente sia Patrick che sé stessa.
      Dirai: non lo può dimostrare. Già, ma nemmeno il PM può dimostrare il contrario.
      Sai bene che gli interrogatori vengono sempre videoregistrati. Bene, solo
      qrrogatorio non c’è !!! E dovrebbe sempre
      esserci. Proprio in questo caso è sparita! Proprio quando potrebbe dar ragione
      a lei e torto al PM! Non ti sembra strano?
      A questo punto perché non dovrei crederle? E perché dovrei credere invece
      nel PM che, per ammissione dello stesso colpevolista Dershowitz, che è colpevoilista,

    • Corrado Massa says:

      Se, come sono quasi certo, sei lo stesso Giulio Dante Guerra che ho
      imparato ad apprezzare molti anni fa per equilibrio e cultura in vari
      newsgroup politici e religiosi, sono sicuro che ci intenderemo bene.
      Ti dirò subito che su questo brutto caso io sono innocentista convinto,
      e non perché influenzato dagli americani, ma perché ho riflettuto a
      lungo. E ti spiego subito perché l’articolo di Alan Dershowitz non mi piace.
      Lui considera la calunnia contro Patrick Lumumba come segno della
      “perversità” di Amanda, ma non tiene conto di due fattori importanti:

      1) Se Amanda Knox è colpevole, sapeva bene al tempo del fatidico
      interrogatorio come erano andate le cose, e che Patrick non c’entrava.
      Ma allora perché lo ha accusato, col rischio di incorrere prima o poi
      in un’accusa per calunnia ? Perché non ha invece accusato Rudy ?

      2) Amanda Knox dice che la confessione, come pure la calunnia,
      le sono state estorte in condizioni di terribile pressione:
      minacce, nessun avvocato presente, ignoranza della lingua italiana,
      interrogatorio martellante durato decine di ore, lavaggio del cervello
      volto a farle credere e alla fine dire quello che l’accusa voleva che
      dicesse.

      Ecco perché, dice lei, alla fine è crollata, accusando ingiustamente
      sia Patrick che sé stessa. Non lo può dimostrare? Certo, ma nemmeno
      il PM può dimostrare che non è vero. Tu dirai: spetta ad Amanda dare
      le prove. Giusto, ma considera che tra i due il testimone più credibile è
      proprio Amanda, infatti il PM era “vendicativo” ( lo ammette persino
      Dershowitz) e possiamo fidarci di un PM che la stessa parte colpevolista
      ritiene eccessivamente accanito ? Sai bene che, come dice la legge, lo
      scopo del PM è quello di cercare la verità, e non quello di incriminare a
      tutti i costi. Ma il PM in questione non ha rispettato questa regola.

      Un altro motivo per cui Amanda è più credibile del PM, è questo:
      come sai, gli interrogatori vengono sempre videoregistrati, eppure
      in questo caso la videoregistrazione non è mai saltata fuori, forse
      non è nemmeno stata fatta. Che strano, eh ? E’ come se il PM
      avesse paura di far sapere alla gente come è stato l’interrogatorio…

      Ciao,
      Corrado

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