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All’Italia serve una rinuncia di Berlusconi e un “sì per accettazione” di Monti

dicembre 12, 2012 Luigi Amicone

Tutte le aree del Pdl prendano atto che non c’è oggi altra soluzione che la continuazione di Mario Monti con altri mezzi, cioè politici, con un grande rassemblement di responsabilità nazionale.

Ci aspettano altri tre anni di lacrime e sangue. Non è catastrofismo, ma il puro e semplice dato, circostanziato da ben tre autorevoli dossier internazionali, che il diligente Rodolfo Casadei si è incaricato di illustrare nel servizio di copertina del numero del settimanale Tempi in edicola da domani.

Tra tante inchieste versate al sensazionalismo ci permettiamo di assegnarci un ruolo di onesti divulgatori. Attaccarsi allo spread è infatti un piccolo imbroglio se serve per aprire la campagna elettorale invece che a misurare la febbre dei mercati a riguardo di un sistema-paese dove le istituzioni politiche vacillano, i magistrati detengono il vero potere, l’incertezza istituzionale è legge. Se il nostro quadro nazionale è quello prefigurato da Ocse, Commissione europea e Citigroup, si capisce perché lo spread resti ballerino e perché la fiducia nel nostro paese è ondivaga e claudicante.

Abbiamo bisogno di una conduzione forte e decisionista della cosa pubblica. In tale prospettiva, noi che abbiamo accolto come una jattura la ricandidatura a premier di Berlusconi, registriamo come una positiva novità la notizia di uno “spacchettamento” del Pdl. Ciò, se confermato e se, soprattutto, gli “spacchettati” convenissero da tutte le aree del Pdl nel prendere atto che non c’è oggi altra soluzione che la continuazione di Mario Monti con altri mezzi, cioè politici, con un grande rassemblement di responsabilità nazionale.

A quel punto, vista l’aria che tira in Europa, potrebbe essere lo stesso Berlusconi ad annunciare la morte delle sue buone intenzioni e, “per il bene dell’Italia”, rinunciare alla sua candidatura per quella montiana. Ma se Monti non si candida che si fa? Bè, in questo disgraziato caso, è ovvio, Berlusconi rientrerebbe dalla finestra.

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17 Commenti

  1. luigi lupo scrive:

    Anche CL tira la giacca a Monti. Ma la cosa più penosa è come si conclude l’articolo “Ma se Monti non si candida che si fa? Bè, in questo disgraziato caso, è ovvio, Berlusconi rientrerebbe dalla finestra”

  2. maio scrive:

    Peccato che, come sempre, non ci sia una sola parola di autocritica da parte di chi, per ventanni, ha sostenuto il pifferaio di Arcore.
    Dello squallido spettacolo politico e morale che ci hanno propinato i supportati da Amicone, CL e tanta bella compagnia, nessuna traccia di corresponsabilità.
    Ventanni di Paese fermo, sempre più diviso, col Partito del’ Amore depositario di tutte le virtù e gli altri tutti komunisti , col debito pubblico in crescita, la corruzione sempre più vincente, l’ informazione sempre più da repubblica delle banane, i Parlamenti occupati da processo lungo/processo breve, il Premier patetico e delegittimato nei suoi incontri internazionali.
    Lavitola, Tarantini, Minetti, Ruby rubacuori, Olgettine, escort, Fede, Mora, Farina, Cosentino, Fiorito, Zambetti, Daccò, i giornali spazzatura, ecc ecc non ce li hanno spediti lo Spirito Santo, sono tutti frutto dei vostri principi, ideali, valori, applicati alla politica e per ventanni sbandierati sulle televisioni.
    Suvvia Amicone, un pochino pochino di autocritica, proprio no?

    • Franco scrive:

      Io continuerei: Errani, Vendola, Penati, Marrazzo, Lusi, Maruccio, La Giunta del Comune di Modugno… vado avanti?
      Suvvia Maio, un pochino pochino di autocritica, proprio no?

    • Charlie scrive:

      Pur essendo cattolico e non ciellino, non condivido assolutamente la piega che stan prendendo i vips di CL impegnati in politica.

      E mi chiedo e chiedo a loro, soprattutto, come mai, all’improvviso, Berlusconi non sia più più affidabile.

      A Maio faccio invece notare che il Cavaliere è stato oggetto della più invasiva, devastante, asfissiante, perdurante, trogloditica, ossessionante campagna di denigrazione e di diffamazione mai attuata in Italia dal dopoguerra ad oggi dalla sinistra ( abortita sul nascere invece, con il blocco delle intercettazioni, per il Capo dello Stato, perché uno dei loro ).

      Il che è tutto dire, perché quando “i rossi” si piccano di far fuori politicamente un nemico molto scomodo, non vanno mai per il sottile.
      Stalin e Togliatti sono stati dei maestri.
      E con dei maestri così, si diventa insuperabili !

      Io ero ragazzetto, ma conservo ancora la memoria dello scalpore della violenta, efferata montatura del ” caso Montesi “.

      E poi le calunnie, molto dopo, contro il Presidente della Repubblica Giovanni Leone.
      Riconosciute, vent’anni dopo ( ! ), proprio come tali dai radicali, che si scusarono con il novantenne ex Capo dello Stato.

      Calunnie alimentate dall’Espresso e dall’Unità, che nel 1978 condussero alle dimissioni il pover’uomo, che – per calcolo politico e per viltà – non fu nemmeno difeso dalla DC.

      Ma i suddetti giornali e il PCI ( non vuol dire Personal Computer Italiano ), che ne chiese esplicitamente le dimissioni, non si scusarono mai.

      E le infamanti menzogne, oltre a descriverlo come un tangentista, coinvolsero pure la sua famiglia, rea di essere moralmente coinvolta in attività goderecce.

      Camilla Cederna, la giornalista dell’Espresso, vista come la dea della verità, fu, in seguito, condannata su querela dei figli di Leone.

      Quindi a me le cazzabubbole mega galattiche che i mass-media si sono prestati a narrare in questo vomitevole gioco al massacro – con la potenza di fuoco devastante che hanno oggi, poi, rispetto ai tempi da me ricordati – non han fatto e non fanno né caldo né freddo.

      E non perché il Berlusca debba essere assolutamente candido come un giglio, ma perché il clima di astio, di violenza, di disprezzo, di illegalità e l’attacco fisico, frutto di questa atmosfera persecutoria ( ferito al volto in p.zza Duomo a Milano, per qualche smemorato ), non consentono di appurare la verità.

      Ecco un modesto elenco dei magistrati di sinistra che l’han preso di mira:

      CASELLI, VIOLANTE, PACIOTTI, BORRELLI, D’AMBROSIO, DAVIGO, BOCASSINI, MESIANO, CASSON , SCARPINATO, INGROIA, EMILIANO, RODOTA’, ZAGREBELSKI.

      Ecco il trio lescano dei grossi quotidiani che lo detestano:

      il CORRIERE, la REPUBBLICA, il FATTO QUOTIDIANO.

      Ecco un altro elenco di opinionisti e teatranti che appaiono prima, durante e dopo i pasti in TV a ripeterci che va odiato:

      TRAVAGLIO, SANTORO, VAURO, GOMEZ, PADELLARO, AUGIAS, FLORES D’ARCAIS, LERNER, FLORIS, FAZIO, BENIGNI, CROZZA, VERGASSOLA, la LITTIZZETTO, la GRUBER, la ANNUNZIATA, la DANDINI e i fratelli GUZZANTI.

      E così si crea il pensiero unico.

      Berlusconi non è stato esente da errori politici nel suo ultimo anno di governo, sbagli che gli imputai senza sconti.

      Bazzecole, però, a confronto della macelleria sociale del nostro caro leader ancora in carica, che avrebbe dovuto certamente tassarci per riparare sia alla paralisi del governo del signor Silvio e sia ai danni di un lunghissimo periodo di partitocrazia onnipotente, ma non massacrarci.
      E soprattutto garantire la ripresa economica.

      Ma il rimedio si è dimostrato peggiore del male

      Se il Cavaliere esprimerà un programma convincente, lo rivoterò tranquillamente.

      Anche perché ora Bersani nasconde bene le divergenze che assolutamente spunteranno da un’alleanza con il partito estremista di Vendola ( il SeL), che sicuramente non garantiranno alcuna stabilità, oltre a mettere in luce l’incapacità congenita di tutta la sinistra ad elaborare progetti concreti per il rilancio dell’economia reale.

      Governo Prodi ” docet “.

      E col governo Monti abbiam fatto il ripasso della lezione del professore.

      E che ripasso !

  3. maio scrive:

    Caro Franco, Errani è stato prosciolto, Vendola pure, Penati è inquisito in attesa di processo, è stato sospeso dal PD e nessuno ha gridato al complotto reazionario, Marrazzo non è mai stato inquisito ma si è dimesso per la vergogna (umanissima caratteristica sconosciuta a destra), Lusi era un cattolicissimo cassiere della Margherita, corrente ex DC, del comune di Modugno non saprei dirle, se però lei ritiene che ciò che è successo in quel Comune sia comparabile con un Premier che trafficava direttamente con faccendieri, protettori, manteneva condomini di “olgettine” ed usava gli aerei di stato (e le pattuglie della Polizia) per scortarli …
    Che dice, il discredito che ci è stato rovesciato addosso dal mondo intero, lo dobbiamo al malaffare nel Comune di Modugno?
    Allora Franco, chi dovrebbe cominciare a fare autocritica?

  4. Robinson scrive:

    La candidatura di B è una jattura? SI, SI, SI.
    Si candida per il bene dell’Italia? Certamente no.
    Si candida per il bene del partito che ha fondato? Certamente no.
    Sappiamo tutti bene perché si candida.
    Per sopravvivere, per galleggiare, per evitare i processi, per proteggere le sue aziende.
    Il vero motivo lo sanno tutti.

  5. Luca Rossini scrive:

    Berlusoni non ha fatto nulla di neanche lontanamente liberale, mi ricordo solo la riforma (sic) dell’università della Gelmini.
    Riforma delle pensioni? Ci ha pensato Monti
    Riforma del lavoro? CI ha pensato Monti
    Riforma della Pubblica Amministrazione? L’ha iniziata, purtroppo non completata, Monti
    Riforme istituzionali? Le hanno caldeggiate Monti e Napolitano, purtroppo affossate dal PDL (pregiudiziale di incostituzionalità sull’accorpamento delle province)
    Riforma elettorale? Che ridere!
    Riforma del Fisco? Non scherziamo…
    Riforma della Giustizia? Sembrava la priorità, peccato non abbia fatto nulla…
    Ha sì, una cosa buona il governo Berlusconi (Maroni) l’ha fatta: la lotta alla mafia. Però non basta e anche Maroni chiede che Silvio se ne vada prima di fare qualunque alleanza….anche i leghisti non ne possono più.
    Per non parlare della cancellazione del falso in bilancio e altre amenità come la riduzione dei tempi di prescrizione.
    Nel complesso direi che Monti ha fatto in un anno quanto Berlusconi non è riuscito a fare in quasi due decenni. Chi sbaglia, prima o poi, paga. Questa è l’unica giustizia di cui non si possono accusare le toghe rosse, ma solo la propria inettitudine.

  6. Robert Benson scrive:

    Amicone, anche lei crede ancora alla favoletta berlusconiana dei “magistrati comunisti che comandano in Italia”. Ma le leggi in questo paese chi le fa? Il CSM? I procuratori? No, le fa il Parlamento, nel quale per 10 anni degli ultimi 12 anni la maggioranza l’ha avuta Berlusconi. Di cosa parliamo allora?

  7. Bud Spencer scrive:

    Non so come fate a dire che Berlusconi potrebbe rientrare in gioco. Ma i sondaggi elettorali li avete visti? Bersani e Vendola col Porcellum (by the way una genialata l’aver tolto la fiducia a Monti prima della riforma elettorale) avrebbero la maggioranza anche al Senato.

  8. maio scrive:

    Caro Charlie, per rispetto della sua età evito di essere troppo severo.
    Mi chiedo anch’io perché CL ha cambiato posizione sul berlusca, ma forse la risposta è semplice: Silvio non garantisce più il potere.
    A proposito della cosiddetta persecuzione delle toghe rosse, sarebbe interessante sapere dove sarebbe ora silvietto, se con leggi provvidenziali non avesse schivato 7 o 8 processi.
    Poi, caro Charlie, mi dovrebbe spiegare quanto sia difficile denigrare e diffamare un pluri settantenne che occupa le sue eleganti serate tra ruffiani, profittatori, disponibili signorine(forse pure minorenni) . Non pensa che ci pensi già lui da solo a denigrarsi e diffamarsi?
    Che strano, quando lei parla di giornali che fabbricano il mostro in prima pagina , a lei viene in mente il Corriere e Repubblica, a me Il Giornale e Libero, gli inventori del metodo Boffo.
    Riguardo alla macelleria sociale di Monti, dato che lei ha una certa età, le ricordo che se in una famiglia o azienda chi comanda amministra male e fa debiti per tanti anni, chi viene dopo non può sanare tutto in poco tempo. Purtroppo dovrà chiedere sacrifici finchè i debiti non saranno appianati.
    Non c’è dubbio che il Cavaliere presenterà un programma convincente. Prometterà di abbassare le tasse, creare un milione di posti di lavoro, debellare il cancro. Tutto già sentito, ad uso e consumo di chi aspetta solo di essere imbrogliato ancora una volta.
    Lei cita Bersani, Vendola e Prodi.
    Bersani è quello che in pochi mesi ha fatto più riforme di Berlusca in tanti anni. Vendola governa BENE la Puglia, tant’è che è stato riconfermato dai suoi concittadini. Prodi ci ha portati nel’ Euro, senza di che i suoi risparmi, caro Charlie, sarebbero da tempo volatilizzati.

    • gmtubini scrive:

      Come ha rilevato giustamente Facci su Libero, Berlusconi non è più quello del 1994, ma i suoi avversari sì. Basta leggere i commenti di questa pagina per averne la conferma.

    • Charlie scrive:

      La ringrazio di non essere troppo severo con me, per via della mia età avanzata.
      A mia volta cerco anch’io di essere comprensivo con lei, considerata la sua giovane età.

      Ora la ragguaglio con informazioni che le sono sfuggite nella sua incontenibile gioia alla notizia del non luogo a procedere di alcuni suoi beniamini.

      RETROSCENA DEL PROSCIOGLIMENTO DI ERRANI ( 08.11.12 ).

      Nell’ottobre del 2009 un’inchiesta de “il Giornale” denunciava abusi e irregolarità circa la concessione di 1 milione di Euro da parte della Regione Emilia Romagna alla cooperativa agricola “Terre Emerse”, presieduta da Giovanni Errani, fratello di Vasco, Presidente della regione citata, per la costruzione di una cantina sociale ad Imola.

      Doveva essere costruita entro il 31.05.06, in base al progetto.
      Il comune di Imola diede l’autorizzazione per l’inizio solo il 23.05.06.
      Otto giorni per terminare il tutto, quindi, col 31.05.06 come l’ultimo valido per richiedere il contributo.
      Miracolo !
      In otto giorni la cantina sociale viene costruita dalle fondamenta al tetto.
      Il 31.05.06 un’autocertificazione della cooperativa attesta la fine dei lavori !

      Per ovviare a qualche imbarazzante domanda sulla portentosa velocità di esecuzione, due zelanti funzionari regionali attestano in una relazione che quella della cooperativa non è una richiesta di inizio, ma una variante d’opera.

      Un falso, ovvio, per cui per i due scatta l’ipotesi di reato di favoreggiamento nei confronti di Vasco Errani.

      L’accusa sostiene anche questo, oltre all’accusa di falso ideologico in atto pubblico per il Governatore.

      Il GUP ( giudice udienze preliminari ), il dottor, Giangiacomo di Magistratura Democratica, che sentenzia ?
      Conferma che si tratta di un falso.
      Ma senza dolo !

      Errani, di tutto questo non sapeva nulla, e non aveva chiesto lui ai funzionari di scrivere così, pur avendo richiesto loro una memoria difensiva !

      Al dott. Giangiacomo i giornalisti chiedono della sua appartenenza a MD, Magistratura Democratica.
      Risposta: ” Sì, lo sono. E allora ? ”

      Mia proposta di ipotetiche varianti.

      Sostituire al nome di Errani il nome di Formigoni.

      Sostituire al nome del GUP di MD , Giangiacomo, quello dell’on. Frattini del PDL ( uno che se si ritira, ritorna a rivestire la toga. Diciamo di … “Magistratura delle Libertà”, nome di pura fantasia, ovvio, perché tale raggruppamento non esiste. Quello di MD, invece sì, eccome ! )

      Lasciare tutto il resto invariato: cioè anche Formigoni assolto perché pure lui non sapeva che suo fratello aveva chiesto una sovvenzione.

      Lasciare immutata anche la risposta di un ipotetico GUP dal nome di fantasia Frattini, cambiando solo l’appartenenza della toga, ovviamente:
      ” Sì, sono di Magistratura delle Libertà. E allora ? ”

      Finale: la sinistra lombarda accetta con la stessa signorilità la sentenza di Frattini su Formigoni, così come, nella realtà, ha accettato senza fatica e con estrema compostezza quella di Giangiacomo su Errani.

      Una similitudine scontata ?
      Io dico di no.

      Ma si sa, io sono fazioso e prevenuto, non serio ed obiettivo come lei.

      RETROSCENA DELL’ASSOLUZIONE DI VENDOLA.

      I PM che han sostenuto l’accusa contro di lui, Desireeé di Gerolamo e Francesco Bertone, han scritto una lettera alla procura di Bari per chiedere che si faccia chiarezza sull’amicizia tra la sorella del governatore, Patrizia, e il GIP Susanna De Felice, che ha assolto Nichi dall’accusa di aver abusato della sua posizione per far riaprire i termini di un concorso, già chiuso, per un posto di primario.
      Riaperto e vinto poi dal suo protetto, ovvio.

      I due PM sostengono, appoggiati da colleghi ed amici, che la De Felice avrebbe dovuto evitare di giudicare Vendola, considerata la sua amicizia con la sorella di lui.

      A Lecce, un redattore di “la Repubblica “, tal Giuliano Foschini, è stato iscritto nel registro degli indagati per ricettazione, “colpevole” di aver pubblicato sul quotidiano il contenuto della lettera dei due PM.

      Non si capisce in cosa consista la ricettazione, se un giornalista diffonde la notizia di un documento ufficiale.

      A Bari, il 17.12.12, la polizia è entrata nella redazione del quotidiano e e nella casa del giornalista per indagare.

      Non riesco ad immaginare, sempre per via della mia faziosità, che Formigoni o Berlusconi possano essere indagati ed assolti al palazzo di Giustizia di Milano da un giudice amico di uno o l’altro di rispettivi fratelli o sorelle.

      BUON GOVERNO DELLA PUGLIA

      A fine febbraio 2011, i fondi comunitari non spesi erano di 1 miliardo e 200 milioni, più o meno.

      Alla stessa data, la Corte costituzionale aveva annullato una montagna di atti della regione, mortificandone massicciamente l’attività legislativa.
      E su tematiche “fiore all’occhiello” della propaganda di Nichi, quali l’acqua, le energie alternative. le assunzioni alla sanità ( il cui debito ad aprile 2012 raggiungeva il 90% del bilancio regionale ).

      Non solo.
      La regione si è costituita in giudizio davanti alla Suprema Corte per sostenere il ricorso di otto candidati non eletti della lista Vendola, ovvio.
      La loro nomina sfonderebbe il tetto di 70 consiglieri fissati dallo statuto.
      Quindi, la regione ricorre contro lo stesso statuto di cui si è dotata !

      L’acqua che doveva essere pubblica e gratuita, dall’01.01.2011 costa il 17,5% in più e continuerà a rincarare fino al 2018.

      La gestione dei rifiuti è deficitaria e la Commissione parlamentare bicamerale d’inchiesta sugli illeciti ha accertato che è esposta alle minacce della malavita.

      Clientelismo: un esempio su tutti.
      Il prof. Viesti posto alla presidenza della Fiera del Levante, proveniente da Finpuglia, che in sette mesi sotto di lui ha raggiunto un deficit maggiore di quello trovato.

      Era stato anche all’ARTI, agenzia regionale tecnologia e innovazione, spendendo in tre anni due milioni e mezzo di Euro per 292 incarichi per consulenze.

      TASSAZIONE IN PUGLIA

      Il bollettino ufficiale della regione n° 86 dell’01.06.2011 aumentava l’IRPEF per fronteggiare il disavanzo della Sanità del 2010 pari 333 milioni di Euro e mezzo circa e per un buco imprevisto di quasi 94 milioni.
      Aumento imposto soprattutto alle fasce più deboli, che raggiungono solo 15 mila Euro lordi l’anno.
      L’addizionale regionale IRPEF è salta all’1,20%, contro lo 0,90 della minima.

      STRALCIO DI UN BOTTA E RISPOSTA TRA VENDOLA E UN CRONISTA DI “LIBERO”.

      C: ” Perché lei, Vendola, ha messo una tassa alta sui 15 mila Euro lordi ? ”
      V: ” Lo sa perché ? Lo sa perché l’ho messa ? Perché sopra i 15 mila Euro non si becca nulla.
      Perché l’Italia è un Paese fondato sul lavoro dei poveracci ! Perché … ”
      C: ” E quindi lei ha tassato i poveracci ? Ha fatto come Monti ? ”
      … … …

      DETTI FAMOSI DI VENDOLA

      GIUSTIZIA:
      ” Non sono indagato né mai lo sarò. Fino a prova contraria non sono iscritto in nessun registro degli indagati e, poiché la mia vita la conosco, so che non potrà mai accadere ” (05.08.09).

      Ora Nichi si trova ancora sotto inchiesta per iniziativa del giudice Patrizia Todisco, per aver fatto pressioni per estromettere il direttore regionale dell’ARPA pugliese, Giorgio Assennato, protagonista di un duro scontro con l’ILVA di Taranto, da lui accusata di inquinare, mentre il governatore avrebbe insistito per ammorbidire i risultati delle analisi sui livelli di inquinamento.

      TASSE:
      ” La diversità morale della sinistra continua ad esistere, se la sinistra è capace di denunciare l’immoralismo di una classe dirigente che fa operazione di vera macelleria sociale “.

      ” Al di sopra dei 15.000 euro non si becca nulla ! ” , vedi sopra. ( sic ! )

      SANITA':
      ” Ho moralizzato la sanità pubblica in Puglia ” ( 05.08.2009 ).

      La Procura di Bari il 24.02.11 chiese l’arresto di Alberto Tedesco (PD), assessore alla sanità pugliese per un gigantesco scandalo nella gestione degli appalti, che il procuratore capo Laudati definì “sistema criminale” (15.09.09).

      Tedesco era indagato dal 06.02.09 dalla procura antimafia di Bari con altri 15 coimputati, tra imprenditori e direttori generali delle ASL pugliesi.

      Fu salvato dal Senato che negò l’autorizzazione a procedere all’arresto il 20.07.11.
      A procedimento penale avviato, Tedesco era divenuto senatore subentrando al collega De Castro, sempre PD ovvio, come primo dei non eletti, in quanto De Castro fu mandato al parlamento Europeo.

      Così con questa astuta manovra il PD evitò solo in parte una figura di … melma e col laticlavio e il voto di compagni Tedesco dribblò la galera.

      Caro Nichi distrattone che non ricordi ! Ti devi impegnare di più nella moralizzazione !

      PRODI E L’EURO.

      Il settimanale tedesco “Der Spiegel” ha rivelato, carte alla mano, nel maggio scorso, che l’Italia non aveva i conti in regola per entrare nell’euro e che l’allora cancelliere Kohl lo sapeva, ma per motivi di opportunità politica non si oppose.

      Il carteggio, dal 1994 al 1998, è stato tradotto e pubblicato da ” il Fatto Quotidiano ” .

      ” Molte misure di bilancio erano solo cosmetiche, si basavano su trucchi contabili o vennero subito ritirate non appena venne meno la pressione politica “, scrive il settimanale.

      A metà marzo 1998, il Presidente dell’Associazione delle Casse di Risparmio tedesche, scrisse a Kohl una lettera, con i risultati di uno studio dell’Archivio dell’Economia mondiale di Amburgo, in cui sosteneva che l’Italia non aveva rispettato le condizioni ” per una durevole riduzione del deficit ”
      e che pertanto costituiva ” un rischio particolare per l’euro “.

      Secondo lo storico Hans Woller, al momento di entrare nell’euro l’Italia era ” sull’orlo della bancarotta finanziaria ” e dalle carte risulta che il nostro Paese propose per due volte di rinviare la partenza della nuova moneta, ma la Germania rifiutò.

      La data era diventata ” un tabù “.

      Tutte le speranze tedesche erano su Ciampi, ministro del tesoro di Prodi.

      ” Ciampi si dimostrò un creativo giocoliere finanziario “, scrive Der Spiegel.
      ” Alla fine con una combinazione di trucchi e di circostanze fortunate gli italiani riuscirono sul piano formale a rispettare i criteri di Maastricht “.

      E cita sul tema l’introduzione della ” tassa per l’Europa “, la vendita delle riserve auree della Banca Centrale e le tasse sugli utili.

      Ai primi del’98, rappresentanti del governo olandese insistettero con Kohl, perché ” senza ulteriori misure a conferma del durevole consolidamento, un ingresso dell’Italia nell’euro non è accettabile “.

      Il cancelliere non ascoltò, anche perché, il settimanale aggiunge, senza l’ingresso dell’Italia neanche la Francia sarebbe entrata.

      Der Spiegel chiude così:
      ” molti sapevano che i numeri erano truccati e che un’autentica riduzione del debito era fuori discussione. Nessuno però osò trarne le conseguenze e Kohl si fidò delle melodiose dichiarazioni di Ciampi, che assicurava un ‘ cammino virtuoso ‘ , con il governo di Roma che prevedeva al più tardi per il 2010 la riduzione al 60% del debito pubblico. E’ andata diversamente ” .

      Nei miei commenti ho riportato fatti circostanziati, nomi e cognomi.
      Lei non è abituato a questo metodo, dove un’affermazione ha la sua spiegazione.
      Tuttavia dovrebbe cominciare ad usarlo anche lei.

      Quindi, non ripetere soltanto i soliti triti e ritriti luoghi comuni che sente dai mass-media.

      Se continua così si riduce a un coatto ripetitore dlle solite fregnacce di cui è vittima una gran massa di italiani, incapaci di usare la propria testa.

      Un esempio lampante del pensiero unico con cui si fanno indottrinare i ” trinariciuti ” alla Guareschi.

  9. Giovanna Jacob scrive:

    No, egregio Amicone, no no e no: Monti non è la soluzione ma è il problema. Certo, Berlusconi ha tradito le promesse liberali che aveva fatto, e quindi non merita di continuare ad esistere a livello politico. Ma Monti è molto, molto molto molto peggio di Berlusconi. Se lei crede veramente che sia necessario portare avanti la cura Monti con altri mezzi, crede male. Infatti la cura Monti molto seplicemente non funziona: uccide la malattia (spread) uccidendo il paziente (Italia).
    Leggere attentamente:

    http://www.lacritica.org/slide-view/mario-monti-non-e-piu-al-governo/

    Non è vero che la cura Monti fa male adesso per fare bene domani.
    La cura Monti fa male adesso e farà peggio domani.
    Comincio a sospettre che la Germania usi Monti come uno strumento per distruggere econmomicamente l’Italia e di nutrirsi dei resti del suo cadavere.

  10. maio scrive:

    Gmtubini, lei ha ragione. Berlusca non è più quello del ’94.
    Intanto, è molto più ricco, in fin dei conti, impegnarsi come lui ha detto, a tempo perso per un Paese di menta, evidentemente, aveva un suo perché. Intanto con qualche leggina ad-hoc si è scansato un bel pò di processi che se non lo faceva chissà dove sarebbe a quest’ ora.
    E’ cambiato anche fisicamente. Nel ’94 bastava un velo sul’ obiettivo per renderlo un pò charmant; ieri l’ abbiamo visto penosamente incatramato da lifting e cerone che nemmeno Mamma Rosa lo riconoscerebbe più. Nel ’94 imbrogliava allegramente i suoi elettori promettendo riforme liberali che si sarebbe ben guardato dal realizzare, oggi ne rimane un vecchio rancoroso che nella stessa conferenza stampa riesce a proporre come Premier se stesso, Monti e Alfano. A vostra scelta fate voi.

    Ma lei ha quasi ragione anche quando dice che i suoi avversari sono sempre gli stessi. In effetti si sono smarcati i Liberali, i Cristiani non bigotti, che si sono aggiunti a quanti, me compreso, già ventanni fa, informandosi sulla storia personale del Cavaliere, avevano capito che non era roba per loro. L’ imprimatur del’ imbroglione ce l’ aveva, per chi non voleva per forza non vedere, anche allora.

  11. maio scrive:

    Egregia Giovanna J. ho l’ impressione che, a volte le risposte siano più semplici di quanto temuto.
    L’ Italia è stata, nel’ ultimo ventennio (tanto per non andare troppo indietro al CAF di Craxi, Andreotti, Forlani, notoriamente 3 komunisti) semplicemente malgovernata.
    Se in una qualsiasi Azienda o Famiglia, chi detiene il portafogli spende male e fa debiti per anni e anni, chi (finalmente) arriva dopo, non può che far stringere la cinghia a tutti per risanare, purtroppo con tanto tempo, la situazione. E’ fisiologico.
    A Monti si può rimproverare di essere stato troppo cauto, i Pensionati da 1000 Euro al mese pagano più dei ricchi e la lotta all’ evasione non è stata troppo incisiva, anche perché per molti Italiani rubare ad un privato è reato, rubare allo Stato ovvero a tutti noi, lo è un pò meno.
    Riassumendo, qualcuno ha fatto i debiti, ha minimizzato il rischio di imminente catastrofe, qualcun’altro sta cercando di porre rimedio.
    Se le rimanesse qualche dubbio, pensi a chi ha sempre fatto ostruzionismo a serie leggi contro evasione e corruzione.

    • Giovanna Jacob scrive:

      No, signor Maio, lei è semplicemente in errore.

      Intuisco che lei è un difensore dello statalismo ridistributivo all franco-tedesca ossia dello Stato che toglie a chi produce le ricchezze per dare ai parassiti che le consumano soltanto. Parassiti non sono soltanto i membri delle varie “caste”, non soltanto gli impiegati statali fannulloni (vedi ultimo caso a Bologna) ma anche i gnadi capitlisti e i grandi banchieri che si fanno finanziare le perdite dai loro amici politici.
      Altroché Marchionne: la Fiat doveva crepare almeno trenta anni fa, ormai è troppo tardi, ci ha fregato talmente tati soldi, nostra insaputa, che non potrà mai restituirceli.
      E non parlo delle banche che hanno giocato d’azzardo con i soldi dei risparmiatori, e che dunque meritavano di morire.
      E meritano di morire anche i giornali che campano con i soldi dei contribuenti.
      Sul mercato deve sopravvivere solo chi è in grado di sopravvivere da solo.

      Intuisco che lei è uno di quelli che monitorano costantemente le lettere ai giornali per coprire la voce di chi dice la semplice verità ( = lo stato nutre i parassiti) con tanto bla bla bla bla sulla “giustizia sociale”.

      Si legge “giustizia sociale” e si legge parassitismo sociale.

      Come disse il grande Von Hayek, le rivendicazione di “giustizia sociale” rappresentano il maggiore ostacolo alla soluzione del problema della povertà.

      E veniamo al bla bla bla su Silvietto cattivone che ha rovinato l’Italia.
      Ma stiamo scherzando?
      L’Italia è stata rovinata da tutti i governi che si sono succeduti dagli anni Sessatna in poi.
      L’ultimo governo decente era quello di Einaudi.
      Cn le sue ricette ordo-liberali scatenò lo straordinario boom degli anni cinquanta e Sessanta (il piano Marshall non servì a nulla se non a bruciare un po’ di soldi: diciamolo subito).
      Per tenere buone le masse aizzate dalla sinistra violenta, i governi hanno costantemente aumentato la spesa pubblica, allargando il buco nero del debito.
      Silvietto è arrivato per ultimo.
      La vera colpa di Silvietto è quella di non avere minimamente invertito la rotta verso il baratro del debito, anche se prometteva di farlo.
      Ormai ho maturato la convinzione che sia impossibile arrivare a palazzo Chigi e mettere in pratica la promessa di tagli alla spesa pubblica senza ricevere minacce di morte dalle lobby dei grandi parassiti.

      E veniamo a monti.
      Chi dice che Monti ha dovuto farci stringere la cingia per rimediare ai danni prodotti dai governi precendenti, dice una mezza verità e una mezza menzogna.

      Mezza verità: i governi precendeti tutti ci hanno rivinato.

      Mezza menzogna: Monti h risanato l’Italia.

      Anzi, non è una mezza menzogna: è una menzogna colossale che gronda di sangue.

      Infatti MONTI HA ALLARGATO ULTERIORMENTE IL BUCO DEL DEBITO.

      Leggete almeno il Corrriere:

      http://www.corriere.it/economia/12_dicembre_14/debito-pubblico-italia_5b5ea6ee-45d2-11e2-9abc-e1073f0961e6.shtml#.UMsPqyaN7wE.twitter

      Se Monti avesse tassato di più i ricchi e meno i poveri, non sarebbe andata meglio.
      Le tasse uccidono sempre e per definizione l’economia.

      Spogliare i ricchi nona umenta la “giustizia sociale”: aumenta solo la recessione economica. L’unico vantaggio è che soddisfa l’invidia dei poveri.

      MA ADESSO DEVO DIRE UNA COSA AD AMICONE, ANCHE SE PROBABILMENTE NON LEGGERA’ AFFATTO
      EGREGIO AMICONE, IL SUO APERTO SOSTEGNO A MONTI E’ PEGGIO DI UNA PUGNALATA
      NON RIESCO A CAPIRE
      NON CI POSSO CREDERE
      NON CI VOGLIO CREDERE
      LEI CI DEVE SPIEGARE IN QUALE MANIERA IL GOVERNO MONTI HA REALIZZATO I PRINCIPI DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

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