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Alfano: «Monti e Bersani alleati dopo le elezioni. Sarebbe un’assurda beffa»

gennaio 10, 2013 Redazione

Il segretario del Pdl ad Avvenire: «La sinistra concederà molto alla politica economica del Professore. E in cambio Monti si piegherà all’agenda zapaterista che proverà a imporre Vendola»

«È un minuetto triste. E l’epilogo è già scritto: Monti e Bersani vogliono solo allearsi. Sembrano sfidarsi, ma è solo cinema». Lo dice oggi il segretario del Pdl Angelino Alfano in un’intervista ad Avvenire, segnalando le parole di Enrico Letta che ieri ha avanzato l’ipotesi di un patto Pd-Monti dopo il voto. «Denunceremo agli italiani il patto scellerato – dice Alfano. La sinistra concederà molto alla politica economica del Professore. E in cambio Monti e la sua coalizione si piegheranno all’agenda zapaterista che proverà a imporre Vendola. Sarebbe una beffa, un’assurda beffa».
Alfano promette battaglia: «Chiederemo a chi non vuole consegnare il Paese a Bersani, Vendola e alla Cgil di reagire. Vedrete, lo farà chi ha a cuore il rilancio dell’economia. E lo farà chi non accetta che i valori vengano ridotti a merce di scambio». A proposito di “valori”, l’intervistatore chiede come si concili quest’ultima frase con le ultime uscite di Silvio Berlusconi che ha aperto alle unioni omosessuali. «Possiamo ampliare le tutele nei rapporti di coppia – risponde Alfano – senza smontare il codice civile, la Costituzione e soprattutto il diritto naturale: la famiglia è una sola: quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Per noi sarà sempre e solo così. L’agenda e le idee di Vendola credo, invece, siano differenti».

NIENTE INCIUCI. E se dalle urne non uscisse una maggioranza netta? Potrebbe ritornare una grande nuova larga coalizione?«Io punto a vincere, io non voglio pensare al dopo: sono con la testa immersa nella campagna elettorale. Sui nostri programmi, sui nostri valori, sulla nostra visione di Paese. Gli italiani chiedono linearità e la mia posizione è netta: le alleanze per il futuro passano solo dal voto degli italiani. Monti si candida solo con un obiettivo: governare con Bersani. O peggio trasformarsi in ruota di scorta qualora l’alleanza tra Pd e Sel non tenga. Noi scegliamo la trasparenza. Lavoriamo a un programma fiscale dettagliato per rilanciare l’economia, far respirare imprese e famiglie…».

SIAMO A POCHI PUNTI. Il segretario si dice convinto anche di un clamoroso recupero dei consensi: «Chi è rimasto deluso e si è rifugiato nell’astensione tornerà a votare Pdl». I sondaggi («i nostri, quelli di Alessandra Ghisleri») dicono che «noi siamo significativamente sopra il 30 e loro significativamente sotto il 40. Siamo separati da pochi punti. E la tendenza è a crescere».

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6 Commenti

  1. Poppi_Pippo says:

    Ha parlato la marionetta di berlusconi….. “Denunceremo agli italiani il patto scellerato” perchè invece l’alleanza che sta insieme con lo sputo tra PDL e Lega è un’alleanza sana per il futuro del paese.

  2. maio says:

    Perché mai Monti e Bersani alleati sarebbero una assurda beffa?
    Si tratta di due persone serie, moderate, credibili, non sbandierano le loro idee religiose per mera speculazione, salvo poi fare il contrario di quello che predicano.

    Hanno respinto personaggi del mondo politico, civile, religioso, che avrebbero portato voti ma screditato i loro Partiti.

    Se voi state col Partito/assemblamento di Berlusconi, il maggiordomo Alfano, Verdini, Scaiola, Cicchitto, Gasparri, LaRussa, Santanchè, Dell’Utri, Cosentino, Mastella, Milanese, Capezzone, Minetti, Bossi, Borghezio, Calderoli, ecc ecc , bè, dovete rendere conto voi ai bravi cattolici timorati di Dio e così poco coerenti che li votano.

    • giovanna says:

      Dare all’avversario politico del “maggiordomo” è squallido.Triste.Dà al misura di una devastazione dell’umano.
      Per quanto riguarda la speculazione sui valori, qui abbiamo dei campioni, che non hanno da imparare niente da nessuno.

  3. maio says:

    Bè Giovanna, il maggiordomo è un lavoratore stipendiato che ha il compito di servire il suo “Padrone” procurandogli ciò che gli serve.
    Quando a Berlusconi serviva una leggina particolare che lo salvasse da un processo, Angelino glielo confezionava.
    Silvio, generosamente, l’ ha premiato mettendolo segretario del Partito.
    Purtroppo Angelino quella cosa là la sapeva fare, il segretario era un pò troppo.
    Così è tornato Silvio.

    Mi sembra tutto lineare.
    Non tirerei troppo in ballo i “valori” quando poi si sta dalla parte di quei signori che ho nominato.
    A meno che, non mi racconti delle opportunità per noi Cittadini Italiani dall’ avere come nostri rappresentanti (molto ben pagati) quei signori.

    • Claudio says:

      @ Maio, c’è chi (forse) vuole leggine confezionate (=uguali x tutti e quindi ANCHE x sè), mentre sarebbe molto più onesto (????) e dovrebbe imparare da D’alema & company: prima repubblica,vedi la questione del reato di finanziamento illecito -campagna elettorale 1985 ricevuto dal patron delle Cliniche Riunite di Bari, Francesco Cavallari, ed ANDATO IN PRESCRIZIONE .
      Nel 1995 Il gip Concetta Russi,su proposta del pm Maritati con queste parole dispose l’archiviazione:
      Uno degli episodi di illecito finanziamento riferiti, e cioè la corresponsione di un contributo di 20 milioni in favore del Pci, ha trovato sostanziale conferma, pur nella diversità di alcuni elementi marginali, nella leale dichiarazione dell’onorevole D’Alema, all’epoca dei fatti segretario regionale del Pci. Con riferimento all’episodio riguardante l’illecito finanziamento al Pci, l’onorevole D’Alema non ha escluso che la somma versata dal Cavallari fosse stata proprio dell’importo da quest’ultimo indicato”.
      Va aggiunto, inoltre, che il pubblico ministero di questo processo, Alberto Maritati, fu candidato – per volontà di D’Alema – alle elezioni suppletive del giugno 1999 (si era liberato un seggio senatoriale, dopo la morte di Antonio Lisi). E divenne sottosegretario all’Interno del governo presieduto dallo stesso D’Alema. Ancora oggi, Maritati, siede al Senato nelle fila del Partito democratico.

      D’Alema, dunque, confessò di aver percepito un finanziamento illecito per il Partito comunista. E tuttavia, non venne condannato e non finì in gattabuia grazie alla prescrizione del reato da lui compiuto.

      E che dire del professor salva Italia che ha accettato che si infilasse all’interno del decreto anticorruzione la prescrizione per il sig. Bersani…

  4. maio says:

    Ho sentito dire che D’Alema, pare attorno al 1965, abbia fatto lo sgambetto a tale Gustavo Menando solo perché gli era antipatico.
    Suvvia Claudio, occupiamoci di chi nell’ anno di grazia 2013, dopo aver avuto a disposizione ventanni di potere, ed avere fallito, pretenderebbe di essere riconfermato.
    Ma lei un Padre di famiglia così lo vorrebbe avere?
    E, tanto per dire, un’ auto usata da uno di quei signori che citavo, la comprerebbe?

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