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Alfano: «L’Imu non si pagherà»

novembre 6, 2013 Redazione

Il vicepremier: «Il Governo si è impegnato e rispetterà la promessa». Ieri Saccomanni aveva parlato delle difficoltà a trovare la copertura di 2,4 miliardi necessaria. Confindustria: «Priorità al cuneo fiscale»

«La seconda rata Imu non si pagherà. È un impegno assunto con il Parlamento e con gli italiani ed è un impegno che sarà mantenuto, che dovrà essere mantenuto»: lo ha dichiarato il vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha aggiunto: «Anche il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, pur nella difficoltà della situazione, ha detto che si può eliminare».

SACCOMANNI: «DIFFICILE TROVARE COPERTURA». Ieri da Londra però lo stesso Saccomanni aveva spiegato che ci sono crescenti difficoltà a recuperare la copertura finanziaria per tagliare la seconda rata dell’Imu. Servono 2,4 miliardi di euro, e il titolare dell’Economia aveva anche aggiunto che il Governo sta facendo il possibile per recuperare queste risorse.

DEL RIO: «GOVERNO È IMPEGNATO». Una conferma al lavoro del Governo Letta per recuperare le risorse necessarie e garantire il taglio è arrivata, dopo la dichiarazione di Alfano, dal ministro per gli Affari regionali Graziano Del Rio, appartenente all’area renziana del Pd, secondo il quale «Sulla ricerca delle risorse per coprire la seconda rata dell’Imu, il governo ci sta lavorando da tempo. È noto a tutti che non è facile trovarle a due mesi dalla scadenza. Ma c’è un impegno e va rispettato». Del Rio lo ha dichiarato alla trasmissione Agorà su Rai 3.

GIOVANNINI: «DIBATTITO IN CORSO». Il destino della seconda rata dell’Imu appare però legato alla rivalutazione delle quote di Bankitalia in mano alle banche, ipotesi allo studio per “ripianare” il mancato gettito nelle casse dello Stato dei 2,4 miliardi di euro. L’ipotesi è allo studio perché entrano in campo risorse ancora variabili, secondo quanto riferito dal quotidiano Repubblica. Il dubbio principale è sulla possibilità di usare già per il 2013 il gettito che deriverebbe dalla rivalutazione delle quote di Bankitalia, dato che occorre attendere per quest’ultima operazione anche l’ok dell’Ue. Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini ha spiegato che «Le coperture della seconda rata Imu appartengono a scelte di ordine politico e il dibattito in seno al Governo è aperto. Siamo alla fine dell’anno, abbiamo già fatto un intervento per ricondurre al 3 per cento il deficit di quest’anno, e abbiamo ancora da trovare le coperture per la seconda rata Imu. In questo senso credo che il ministro Saccomanni sia stato estremamente corretto, ma ha anche aggiunto che bisogna fare delle scelte politiche, e questo è esattamente il dibattito che il Governo sta facendo».

BRUNETTA: «SACCOMANNI FA MALE A SE STESSO». La dichiarazione di Alfano ha aperto ovviamente un forte dibattito politico. Dal Pdl sono arrivate rassicuraioni, attraverso il capogruppo in Senato Renato Schifani, che si dice «certo che l’abolizione della seconda rata avverrà, e la nostra rappresentanza governativa e i gruppi parlamentari si faranno garanti di questo accordo. Ora la massima determinazione del Pdl si concentrerà sul nuovo sistema di tassazione della casa e degli altri immobili che nella legge di Stabilità all’esame del Senato è da rivedere. Le nostre proposte emendative si concentreranno particolarmente su questo fronte». Il capogruppo dei deputati, Renato Brunetta, mantiene invece la posizione di “falco” nel partito, e attacca Saccomanni: «Qualcuno gli dica che continuando così non fa altro che male a sé stesso e al Paese: non ha mai soluzioni e paventa problemi e difficoltà anche quando non ci sono».

IL PD: «LETTA IMPRIME SVOLTA». Dall’altra parte della barricata risponde il responsabile Economia del Pd, Matteo Colaninno: «I falchi del Pdl vogliono fare credere di vivere su Marte. Parlare ossessivamente di tasse, Imu e ancora tasse, attaccando il Governo di cui fanno parte e che dovrebbero lealmente sostenere, è un esercizio insopportabile e populista. La stabilità politica è il presupposto imprescindibile per imprimere, come sta facendo il Governo Letta, una svolta per invertire il trend della pressione fiscale che ha raggiunto i massimi livelli proprio a partire dall’ultimo periodo del governo Berlusconi».

CONFINDUSTRIA: «PRIORITA’ CUNEO FISCALE». A dare un suggerimento a Saccomanni ci pensa anche il Codacons, che intanto fa sapere che il Governo stesso ha individuato 500 enti “inutili” «il cui costo per la collettività ammonta a 10 miliardi di euro all’anno». Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi ammonisce che la priorità degli industriali «è l’intervento sul costo del lavoro», perché «abbiamo  bisogno di ritrovare la crescita. Tutto il resto dovrebbe derivare dagli interventi sul cuneo fiscale».

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