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Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it e primo “pacsato” in Italia, correrà nella Lista Monti

gennaio 10, 2013 Redazione

Correrà per il Senato in Toscana. Favorevole all’estensione dei diritti («eterologa per le lesbiche») promette che, se eletto, si batterà per «la civil partnership, sul modello inglese»

«Ho accettato la candidatura in Toscana, al Senato, per la lista Monti». Ad annunciarlo, sul suo profilo Facebook, è Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it e primo “pacsato” in Italia visto che dieci anni fa si è unito al suo compagno Christian Panicucci, cittadino francese (nella foto in pagina, il giorno delle “nozze”). De Giorni si candida al Senato con la lista Monti, in quarta posizione e le possibilità di entrare a Palazzo Madama sono buone, se la lista prenderà più dell’11 per cento.

«Ho accettato la candidatura in Toscana, al Senato, per la lista Monti», scrive De Giorgi. «L’ho fatto con convinzione, sapendo che l’agenda Monti conteneva gran parte delle proposte che erano nel programma per le primarie di Matteo Renzi salvo che per la parte sui diritti civili – che io stesso avevo contribuito a costruire ed a scrivere -, lacuna che viene però coperta dalla scelta che è stata fatta sul mio nome che non è certamente un nome neutro o leggero su questi temi».

«Mi candido comunque in una lista civica – prosegue il direttore di gay.it –, non in un partito politico con una disciplina interna, che dentro ha anche molte personalità provenienti dal mondo cattolico alcune delle quali sicuramente distanti dalle mie posizioni, nella quale la scelta che è stata fatta sul mio nome è un chiaro segno di pluralismo. Se entrerò al Senato lo farò con le mie idee, la mia storia, le mie passioni, non cambiando una virgola di quanto ho pensato in questi anni: resto un uomo di centro-sinistra, che presta il suo nome per una operazione politica che intende innanzitutto evitare la deriva a sinistra del Partito nel quale per anni sono stato iscritto, il Partito Democratico».

«Trovo infine significativo, quasi storico – conclude -, che finalmente anche nel nostro paese una formazione politica di centro decida di candidare un omosessuale dichiarato che negli anni, anche se su posizioni mai massimaliste, si è speso sul tema dei diritti civili e del riconoscimento delle convivenze omosessuali».

E in’intervista a Panorama, De Giorgi spiega di essere passato a Monti dopo aver scritto il programma delle primarie di Renzi relativamente alla questioni dei «diritti e delle libertà. Parte che io stesso ho contributo a scrivere con le Officine democratiche, il laboratorio politico di Matteo. Divorzio veloce, civil partnership all’inglese per le coppie omosessuali,un qualche riconoscimento delle convivenze di fatto sia per le coppie omosessuali che eterosessuali, carceri, handicap, fecondazione assistita…». Anche per le lesbiche? «Siamo circondati da Paesi – ha detto de Giorgi a Panorama – che prevedono anche per le lesbiche le possibilità di accedere alla fecondazione assistita. Ha senso isolarsi? E poi una legge, secondo me, non può intromettersi troppo nel privato delle persone…». Fosse eletto,  la sua prima proposta di legge sarebbe «la civil partnership, sul modello inglese».

De Giorgi non è l’unico omosessuale dichiarato che correrà per Monti. Come lui stesso rivela «ci sono io, c’è Adriana Galgano in Umbria e c’è il presidente delle Officine, Giuliano Gasparotti. Anche lui omosessuale dichiarato». Con tre tre candidati lgbt per il Pd, due per Monti, due per Sel, uno per Centro democratico, «la prossima legislatura rischia di essere la più gay nella storia del Parlamento».

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3 Commenti

  1. Poppi_Pippo scrive:

    sempre + convito di votare monti, anche perchè PD ha la vittoria in pungno, e dare un po + di sostegno a monti serve in questo caso…

  2. Marco scrive:

    Casini e Fini sono due persone coerenti ! Tutto ma non che siano incoerenti ! Per fortuna che alcuni si sono affrettati a benedire il proff

  3. giuliano scrive:

    due uomini che si baciano è l’emblema schifoso dell’Italia 2013, e orrendo è il constatare che su questo atto si basi la politica di molti e il consenso di moltitudini

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