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Albertini replica a tempi.it sulla sua candidatura in Lombardia. E una postilla di Amicone

febbraio 8, 2013 Gabriele Albertini

Ci scrive Gabriele Albertini, a proposito di un nostro articolo. Ecco la sua lettera, con una controreplica del direttore Luigi Amicone

Gabriele Albertini, candidato alla Regione Lombardia e al Senato con Scelta civica – Con Monti per l’Italia, ci ha inviato questa lettera, in risposta a questo articolo (“Regione Lombardia. Albertini non entrerà mai in Consiglio regionale. Ecco perché”) pubblicato su tempi.it.

Caro Direttore,

La ringrazio per l’attenzione che oggi dedica alla nostra candidatura. Avevo quasi immaginato una sorta di dimenticanza del nostro progetto politico (che forse interessa qualcuno dei suoi lettori) e mi stavo preoccupando. Non è così e ne sono felice. Le chiedo il diritto di replica a nome di quei principi che ben conosciamo e che contraddistinguono l’indipendenza della sua testata.

Non sono stato io a cercare la candidatura quale capolista al Senato della Repubblica. Mi è stata offerta dal Presidente Monti ben dopo il progetto civico per la Lombardia, per rendere più evidente agli elettori come l’Agenda Italia veda la sua corrispondenza nell’Agenda Lombardia proposta dal nostro Movimento Lombardia Civica e dalle forze che ci sono alleate. Siamo quindi di fronte non tanto a una fuga, come vorrebbe far passare il vostro articolo, ma a un rafforzativo della mia candidatura.

Ho letto le vostre riflessioni finali. Per un momento mi è venuto quasi da pensare che la vostra gloriosa testata a fianco di “Tempi” aveva aggiunto “Padani”. Sia chiaro: io corro per vincere. E consiglio a tutti di dare meno peso possibile ai sondaggi. Lei stesso ricorderà quanto accaduto alle ultime elezioni a Sindaco di Milano, quando tutte le rilevazioni davano sicura vincente la Dottoressa Moratti.

Ho tra le mani una Sua intervista a “Il Mattino” dell’11 dicembre scorso che usava parole di fuoco contro il ritorno in campo del presidente Berlusconi, reo di aver bloccato il rinnovamento del Pdl, di muoversi solo per i suoi guai giudiziari. Non commento. Noto solo che lei, Direttore, indicava allora come uomo del futuro l’onorevole Mario Mauro, capace di interpretare le giuste istanze di cui lo stesso vostro settimanale si voleva far interprete. Vedo che in poche settimane tutto è cambiato: Mario Mauro è a fianco a me nella battaglia per il cambiamento in senso riformista dell’Italia e della Lombardia. Mentre vedo un “ritorno di fiamma” di Tempi verso Berlusconi. E dopo le critiche alla Lega, ora siamo alle lodi. Tutto lecito, s’intende.

Infine vorrei ricordare che, pur di farmi ritirare dalla corsa per la Lombardia, mi era stato proposto dal PdL un posto sicuro al Senato, dal Presidente Berlusconi subito dopo sé stesso. Per serietà nei confronti dei lombardi e dei tantissimi che avevano aderito al nostro progetto ho declinato con fermezza. Qualcun altro – che Lei ben conosce – ha accettato.

Lascio valutare ai Suoi lettori.

Con viva cordialità

Gabriele Albertini

Caro Gabriele, una volta, quando fui tra i cento che sottoscrissero la tua candidatura ci davamo del “tu”. E va bene. La Sua missiva, gentile Cavalier Gabriele Albertini, non toglie una virgola all’articolo del nostro Guarneri: lei è rimasto in corsa alle regionali in Lombardia – come la signora e sua collega candidata Buitoni ha chiarito senza ipocrisia – solo per disturbare i suoi ex compagni di partito. Le ricordo, inoltre, che non siamo noi i Padani traditori. È Lei che è così “società civile” che nel momento in cui Maroni propose le primarie, lei rifiutò, naturalmente perché un “società civile” non può abbassarsi alle primarie. Fa bene a fare lo spiritoso con quell’intervista al Mattino: c’è chi dice cose alla luce del sole e chi fa gli accordicchi bruxellesi. Pensavo che Monti potese aprire al mondo Pdl (come in effetti per tre giorni concesse lo stesso Silvio). E invece Monti chiedeva la fucilazione del Cavaliere e poi ogni giorno che passa si capisce che in realtà al Prof interessa solo la sua, di “Agenda”. Cosa vuole, capita di sottostimare i piani di voi che detenete già un bel record: sedete su una poltrona a Strasburgo e al tempo stesso vi candidate al Senato di Roma, però senza disprezzare pure uno scranno in cima al Pirellone. È proprio “società civile”. Eravate già legati piedi e mani a Monti. E ora non avete alternative: se volete sul serio il bene della Lombardia dovete scegliere come dice la signora Buitoni in Lista Monti: di qua o di là. La sua amica Buitoni dice di votare Ambrosoli. Io, che le voglio anche più bene, le consiglio Maroni. LA  

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12 Commenti

  1. giovanna scrive:

    E dire che mi lamentavo se qualche commentatore mostrava una scarsa considerazione della politica scendendo a livelli infimi…che dovrei dire di lettere rasoterra che più non si può di un candidato presidente di Regione, candidato al Senato della Repubblica, eletto al Parlamento Europeo…siamo messi proprio bene.
    Di Formigoni si potrà dire qualsiasi cosa, ma così in basso non è mai nemmeno lontanamente sceso.

  2. Francesco scrive:

    Il bene della Lombardia é scegliere chi ci rappresenta e non certamente il voto utile.
    Sicuramente lo statalista Maroni non rappresenta la sussidiarietà,infatti Formigoni appoggiava A e diceva” mai con M”così in basso è caduto il ns F.
    Le ricordo quindi che le primarie si fanno tra partiti affini ma non c’é vicinanza tra un centrodestra di Monti e un populismo becero di SB e di Maroni.
    Non c’é vicinanza tra chi appoggia i matrimoni gay ,e chi difende i PNN.
    A quando un articolo di tempi sulla svolta gay di SB
    Io voto chi rappresenta i miei ideali e non chi si vende per un posto al senato favorendo una cultura relativista che ha parole dice di combattere.
    Qs porta chi é legato mani e piedi al sultano.

  3. Marcello scrive:

    Che risposta piccata, direttore … Si vede che Albertini ti ha proprio punto sul vivo eh? Ma non te la devi prendere, la tua intervista al mattino esiste, così come il tuo improvviso cambio di casacca. Per carità, tutti quanti possiamo cambiare idea. Formigoni, per esempio, l’ha fatto per un posto al senato e adesso, con una faccia tosta incredibile dà a tutti lezioni di politica.

    • Nicola scrive:

      Caro sig. Marcello, il problema è che Formigoni libero può dare lezioni di politica, Formigoni messo agli arresti domiciliari dai vertici del Pdl e dalla Lega e dai suoi amiici di Rete Italia è come un cagnolino con la museriula nella sua cuccia.

    • giovanna scrive:

      Ma io dico, Marcello, se Formigoni crede nella sua battaglia politica, e se non è riuscito pur essendosi impegnato fino alla fine, a portarla avanti con Albertini, che doveva fare?
      Se si fosse dimesso, per chi condivide i suoi ideali, sarebbe stata una grande perdita.
      Poi, se gli ideali sono solo facciata, allora capisco la delusione di molti.
      Comunque a me riesce molto difficile ragionare per casacche, credo ci siano istanze concrete da portare avanti nel miglior modo possibile, modo sempre perfettibile.

  4. Antonio scrive:

    Quanta acredine traspare dalla sua risposta, gentile direttore Amicone… Touché ! Ho sbaglio ?

    • giovanna scrive:

      Bè, Antonio, e dell’acredine di Albertini, che fino a prova contraria è stato contestato sul piano politico
      ( andrà o non adrà al senato? i suoi voti li raccoglierà direttamente, come detto dalla Buitoni, o indirettamente, come il resto dei suoi voti, Ambrosoli? ) e risponde sul piano personalistico, ne vogliamo parlare? Gettando anche una luce fosca sui suoi giri di poltrona, altro che ideali, ripicchette personali.
      Certo che Albertini, come politico di caratura, ne esce maluccio.

      • giovanna scrive:

        Che si dice del voto utile pro Ambrosoli proposto in tutte le salse? Può essere minimamente utile per un cattolico non adulto ? E poi non dite che Tempi è un bel pezzo che ve l’aveva detto !
        Ma certe fini menti politiche, dico in generale di chi crede nei principi non negoziabili e pensa di
        difenderli votando Monti, non ci arrivano manco adesso !
        E’ l’ideologia, bellezza !

  5. Marcello scrive:

    Quello che io dico è che ognuno si allea con chi vuole e vota chi vuole. Ma per favore, a questo punto, non mettiamo di mezzo i principi non negoziabili. Un partito come la lega NON c’entra nulla. Poi Formigoni ci si vuole alleare … Liberissimo, per carità, ma smettiamola di dire che difende il cristianesimo. Secondo voi, se il Papa votasse a queste elezioni, tra Monti, Berlusconi, Maroni … Chi sceglierebbe?

    • giovanna scrive:

      Per carità, Marcello, vota pure chi ti pare, ma di sicuro un qualcosina di sgradito all’orecchio ti sarà arrivato da tutte queste richieste di votare Ambrosoli da parte di esponenti di primo piano della lista Monti, o no?
      Cioè, intendo, di sgradito se uno ritiene i principi non negoziabili la discriminante per il voto.
      L’obiezione della Lega la posso anche capire, ma con Formigoni ha governato anni e anni e hanno lavorato bene su molti fronti, il programma è nero su bianco, non mi sembra sullo stesso piano di Ambrosoli.
      Per stare al tuo giochetto, credo senz’altro che il Papa voterebbe Maroni in coalizione col pdl, com’è ora in Lombardia e di sicuro non Bersani ( e Monti governerebbe con Bersani, nevvero?ormai l’hanno capito anche i sassi più duri di comprendonio) per il governo nazionale.Non è che ci sarebbero tante altre scelte,secondo me il Papa voterebbe pdl.
      Per stare al tuo giochetto, eh, mi raccomando, non si rovesci la frittata.
      Comunque respingo decisamente l’accusa di sostenere i principi non negoziabili per opportunità politico-elettorale: per me è l’assoluto contrario, credo di aver scritto abbastanza per dimostrarlo.

  6. pietro davoli scrive:

    Caro Amigone,

    sono anni che ti seguo con simpatia ed amicizia. È per questo che ti scrivo per commentare la tua risposta ad Albertini con due precisazioni.

    1) Berlusconi è impresentabile.
    Non lo dicono solo tanti autorevolissimi rappresentanti internazionali ma lo dicono anche persone a lui storicamente vicini.
    Tremonti arriva a raccomandare ad Alfano di mantenere l’interim dell’economia pur di non affidarla a Berlusconi. La lega lo disprezza e lo tollera solo in cambio della Lombardia. La Meloni si è vergognata del PDL e molte scelte riconducibili al vertice, Vespa afferma che a Berlusconi occorrerebbe un tutore perché non solo ha violato il patto con gli italiani ma ne sfida continuamente l’intelligenza con sparate sempre più incredibili. Stiamo attenti a non coprirci di ridicolo difendendo l’indifendibile.
    Chi chiede di liberarsi di Berlusconi non chiede la sua fucilazione ma il riacquisto della nostra dignità

    2) Monti non poteva schierarsi con una parte tradendo il lavoro fatto per un anno con la sua strana maggioranza. Ha continuato a proporre il suo auspicato rinnovamento cercando di federare i rinnovatori. Si può condividere o meno questo disegno ma non si può accusare una persona come Albertini che ha creduto e crede in questo disegno.

    In conclusione spero che tu ci aiuti a liberarci di Berlusconi che per anni ho votato e che ora non solo non sono più disponibile a votare ma neppure a votare chi lo sostiene. È una scelta morale maturata dopo che ho visto dopo ha portato l’Italia ed il Parlamento italiano )la votazione sulla nipote di Mubarak rimarrà come macchia indelebile).
    Liberarci di Berlusconi è una condizione necessaria per essere credibili e spero che tu lavorerai in questa direzione e che potremo ritrovarci insieme anche dopo le elezioni

  7. Andrea scrive:

    Voi di tempi siete parte dell’ antipolitica. Queste risposte, questi articoli,sono la summa della vostra cristianità inesistente. Al posto di creare una rete di dialogo, di confronto reciproco e di possibile aiuto tra diversi schieramenti fate il gioco del demonizzare e in controparte alzare sul piedistallo. La politica degli ultimi vent’anni è stata questo ed è un disastro. Sia a destra che a sinistra che al centro c’è del buono. Sia tra cristiani che non cristiani c’è del buono. Aiutare a collaborare no è? Complimenti. Pensate di essere la soluzione, ma siete il problema.

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