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Al via la convention democratica: attesi Michelle e l’Obama Latino. La crisi è lo spauracchio

settembre 4, 2012 Benedetta Frigerio

Dopo i repubblicani a Tampa, i democratici puntano sulle donne e sugli immigrati. A parlare stasera la “first lady”, il sindaco di San Antonio e Jimmy Carter. I dati economici potrebbero spostare voti.

Dopo la convention repubblicana di Tampa parte stasera quella democratica che avrà sede a Charlotte in North Carolina. E mentre i repubblicani, al contrario delle aspettative iniziali, più che sui valori tradizionali del partito hanno puntato sull’economia, sembra che Obama farà il contrario. Accusato di non avere saputo gestire la crisi, per difendersi e guadagnare consensi si concentrerà su altri temi. Il programma di questa sera dice tutto. A parlare del padre di famiglia, del marito e del giovane immigrato che si è fatto da solo sarà la “first lady” Michelle. Che punterà sulle donne, madri e single, sulla middle class, a cui il marito pare più vicino del grande imprenditore Mitt Romney.

LOTTA PER L’ISPANICO. L’altro bacino di voti su cui Obama conta sono gli immigrati. In particolare gli ispanici, in parte da recuperare. Infatti, dopo la convention repubblicana, a cui hanno partecipato con ruoli di punta il senatore della Florida Marco Rubio, astro nascente del partito, il governatore del Texas Ted Cruz e la prima governatrice ispanica degli Stati Uniti Susana Martinez, il consenso per Romney è cresciuto. A rivelarlo è un sondaggio dell’impreMedia-Latino. Anche se non è certo quanto le nuove simpatie siano destinate a durare. Perciò, dopo la moglie del presidente, a pronunciare il discorso centrale sarà il sindaco ispanico della città texana di San Antonio, Julian Castro. Già ribattezzato come l’Obama latino ha tutte le caratteristiche del bacino elettorale più conteso: messicano di origine, cresciuto da una madre single che ha lottato per i diritti civili delle minoranze, è riuscito ad arrivare sino a Harvard. Dopo di lui parlerà anche Jimmy Carter. E verrà ricordato il defunto senatore Ted Kennedy.

DECIDERÀ L’ECONOMIA. Obama in questi giorni è apparso tranquillo, nonostante le proteste di Occupy Wall Street siano già cominciate e lo attendano a Charlotte, dato che la convention di Tampa non ha fatto guadagnare troppi voti al suo rivale. Avrà piuttosto da temere venerdì, dopo il suo intervento conclusivo, quando arriveranno i nuovi dati economici. Secondo gli analisti saranno allarmanti: disoccupazione stabile, ferma all’8,3 per cento, e debito federale da record (16 miliardi di dollari). Questi numeri potrebbero costringere Obama ad aumentare ancora le tasse e questo potrebbe incidere molto sul voto degli Stati ancora spaccati a metà.
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