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Al capo dei vescovi americani piace il repubblicano Ryan, «un tipo frizzante»

agosto 26, 2012 Benedetta Frigerio

Il cardinale Timothy Dolan volerà a Tampa per la convention Gop. I giornali si scandalizzano, ma lui non fa segreto della sua amicizia con alcuni politici cattolici. Anzi, li festeggia.

Quando si è saputo che Timothy Dolan, capo della Conferenza episcopale dei vescovi americani, ha accettato di andare a benedire i politici repubblicani, che si raduneranno martedì prossimo per la convention del partito a Tampa, i giornali si sono sorpresi. Ma Dolan, il combattivo e informale capo della Chiesa cattolica americana che non ha vergogna di farsi fotografare per strada a fianco dei venditori ambulanti di hot dogs con indosso il cappellino dei Mets, la squadra di baseball di New York, non ha mai taciuto le sue simpatie. E dovrebbe stupire se accadesse il contrario. Dolan, infatti, è il cardinale che sta guidando la Chiesa americana a combattere un governo che vuole negarne la presenza pubblica della religione. Chiudendo le scuole e gli ospedali religiosi con un escamotage, inserito nella riforma sanitaria per costringere i datori di lavoro di qualsiasi istituto a pagare per la contraccezione e l’aborto dei suoi dipendenti o studenti. Perciò i vescovi dopo numerosi appelli a Obama, che non è voluto scendere a patti, hanno indetto una vera e propria campagna in difesa della libertà religiosa con quattordici giorni di preghiera e attività educative che a luglio hanno visto i cattolici americani impegnati in marce, incontri e Messe per informare la gente del tradimento della libertà su cui si fonda la Costituzione, invece presentato dal governo come diritto per la salute riproduttiva. Dolan ha anche chiesto denunce e ha chiamato alla disobbedienza civile.

Perciò il cardinale in questi mesi è stato intervistato da diversi giornali ed è spesso apparso in tv senza paura di dire quello che la Chiesa pensa su ogni tema politico e sociale all’ordine del giorno. Ha così parlato della riforma sanitaria, dell’economia, della vita nascente e dell’immigrazione in termini sempre chiari e fedeli al magistero cattolico. Ha poi espresso apprezzamenti per diversi candidati, soprattuto per quelli «che dicono che la fede cattolica incide con la loro azione politica e per questo sono stati scelti. Ogni cattolico dovrebbe essere felice per questo. La comunità cattolica degli Stati Uniti dovrebbe festeggiare», ha detto questo mese durante la trasmissione radiofonica “Conversation With Cardinal Dolan”.

Il capo dei vescovi dunque non ha mai fatto segreto delle sue simpatie. E nemmeno delle sue amicizie. Tanto che il 16 agosto scorso, sempre dai microfoni della radio, ha difeso il neo vice repubblicano di Mitt Romney, Paul Ryan. Mettendo a tacere le voci, anche cattoliche, che segnavano una distanza tra il politico e i vescovi. i suoi avversari avevano presentato Ryan come un libertario capitalista, insensibile al tema della povertà: «Ho conosciuto Ryan e lo ammiro immensamente – ha detto Dolan. Lo considero un amico. Lui, sua moglie Janna e i loro tre bambini sono stati ospiti a casa mia. Io a casa loro. Sono davvero tosti e piacevoli. E lui è un grande amministratore pubblico». Il vescovo ha ovviamente chiarito che queste sono «mie considerazioni personali», ma coerente con la sua idea, per cui un cattolico ha il diritto di dire quel che pensa come ogni altra persona, Dolan ha ribadito: «Ho immenso affetto e ammirazione per lui».

Ciò non significa che l’amicizia tra i due sia un sentimento privo di confronto. Anzi. Si può dire che Dolan e Ryan si sono conosciuti confrontandosi su ciò che ha reso amato ed odiato il repubblicano: il “Path to Prosperity”, il “Piano per la Prosperità” di 99 pagine in cui viene spiegata dettagliatamente tutta la strada che l’America deve imboccare se vuole ripartire. Zeppo di grafici, numeri, statistiche e di rapporti fra debito e Pil, il piano riduce le spese del governo federale aumentate con Obama dell’84 per cento. Diminuisce i troppi benefit e la previdenza sociale alle stelle.

I democratici avevano accusato il piano di essere pensato per salvare gli interessi dei ricchi, incurante degli anziani, dei deboli e dei bisognosi. Per questo Ryan aveva voluto scrivere al vescovo per informarlo di ciò che stava facendo, chiedendogli un confronto aperto che Dolan ha accolto con piacere. «Mi arrabbio – scriveva Ryan – quando un politico cattolico che solo osa dire che bilanciare il budget e fare qualche sacrificio viene automaticamente marchiato come insensibile verso poveri… sono appassionato ai poveri (…) nessuno soffre più di loro quando il deficit è enorme. Il modo migliore in cui posso aiutarli è fare ordine nelle nostre finanze». Dolan ha risposto che sicuramente era giusto quanto scritto. Ma non ha risparmiato qualche appunto: «Mi colpisce quello che stai facendo, chiedendo trasparenza e sacrificio… ma come faremo tutto questo?». Il Piano di Ryan infatti prevedeva una ridimensionamento importante dei programmi assistenziali, tra cui ci sono anche quelli ai poveri e ai bisognosi a cui il cardinale si diceva favorevole. «Proprio quei programmi – ha ribattuto Ryan –, prima o poi, si ridurranno se non facciamo qualcosa. Per favore non mi dica che sono contro a questi, perché sono l’unico che ha una ricetta realistica per salvarli nel lungo periodo». Per Ryan, infatti, i troppi benefit e sussidi abituano le persone a vivere senza lavoro e senza impegno: «Questo è ancor più pericoloso per i poveri. Lo Stato assistenziale porta una perdita di energia umana e un incremento della burocrazia, questa è una minaccia alla dignità umana». Dolan ha ricordato che il principio di sussidiarietà non può vivere senza quello della solidarietà. Perciò il cardinale ha concluso il radio show così: «È onesto, è frizzante… Sono d’accordo con tutto?». No, ha detto Dolan, ma rivelando altrettanto esplicitamente di essere «ansioso di vederlo in azione».

A seguire il cardinale, il vescovo della diocesi di Ryan, Robet Morlino di Madison, che subito dopo la scelta di Romney ha dichiarato: «Sono orgoglioso del suo talento come figlio nativo e fratello nella fede, le mie preghiere sono per lui e specialmente per la sua famiglia che dovrà affrontare l’incredibile impegno della campagna presidenziale». Ricordando ai fedeli che non devono più votare per appartenenza partitica, ma guardando «ai princìpi non negoziabili come la sacralità della vita dal concepimento alla morte, il matrimonio, la libertà religiosa e di coscienza».

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25 Commenti

  1. gmtubini scrive:

    E del parere di Alessandra Piccinini, ovvero l’alter ego femminile del mentitore patologico Alessandro Galvani, chissenefrega?

    • Giava scrive:

      Io!
      Pensa, sono così interessato ai commenti di tutti che leggo persino i tuoi.
      Come al solito, perché non rispondere nel merito? E poi, un briciolo di umiltà non guasterebbe.

      • gmtubini scrive:

        E del fatto che tu ti interessi al coacervo di livore farcito di idiozie di una che un’emula del noto mentitore patologico Galvani, chissenefrega?!
        Cosa ci sarebbe poi da rispondere, poi nel merito a chi riporta la sconcertante affermazione “se Gesù esistesse, sarebbe democratico” che sia nella prima che nella seconda parte è l’esempio più limpido dell’idiozia umana, lo sai solo tu.
        E le tue lezioni pelose di umiltà mettitele pure in quel posto, please, dato che qui siamo abituati a far tesoro di tali insegnamenti solo in funzione di CHI ce li offre.

        • Giava scrive:

          Wow, che stile, che eleganza, che finezza, quale cristallino esempio di tolleranza e accoglienza!

          Gent.mo Sig. Gmtubini,
          mi permetta di farLe osservare che:
          1) la domanda (“E del parere di Alessandra Piccinini … chissenefrega?”) la posta Lei! Io mi sono permesso solo di risponderLe;

          2) potrebbe rispondere che le affermazioni attribuite al Cardinale sono state mal interpretate o mal riportate (ad esempio); o che il liberismo e lo smantellamento dello Stato sociale è un obiettivo da realizzare ed un valore cattolico (se Lei ritiene ciò);

          3) per quanto riguarda le lezioni ed il “far tesoro in funzione di CHI ce li offre” mi permetta di osservare che allora Lei certamente non avrà nulla di cui far tesoro se la lezione Le proviene dal figlio di un falegname o da un pescatore semi analfabeta (e chi ha orecchi intenda); inoltre presumo che Lei non mi conosce e, dunque, non sa CHI Le sta offrendo la lezione (per quanto a Suo dire pelosa);

          4) infine, trovo scorretto chiamare in causa ed offendere persone che non partecipano alla discussione e che non si possono difendere (oltre che offendere sfruttando l’anonimato);

          Per ultimo: mi può spiegare cosa intende con “… dato che qui siamo abituati…” Qui dove? O forse da fastidio una voce fuori dal coro? Rischia di rovinare l’omologazione di cui parla Famiglia Cristiana? Ed è questa la tolleranza e l’accoglienza di cui molti si riempiono la bocca? Tolleranti ed accoglienti purchè la si pensi allo stesso modo! Forse don Sciortino ha ragione…

          • gmtubini scrive:

            1) Della tua risposta, nonché della tua valutazione del mio stile, se non l’hai capito te lo ripeto: chissenefrega.
            2) Il cardinale ha chiaramente affermato di non essere d’accordo su tutto quanto sostiene Ryan e di condividerne specificamente la difesa dei valori non negoziabili, basta leggere.
            3) anche se non ti conosco (e non me ne frega nulla di conoscerti), si capisce benissimo come la pensi (dal momento che dai credito a certe affermazioni senza neanche aver letto con attenzione l’articolo che vorresti commentare) e che il tuo insegnamento non vale una cicca, ma se dimostri di essere un figlio di falegname e fai qualche centinaio di miracoli e attirerai certamente il mio interesse.
            4) io non chiamo in causa nessuno che non sia libero di intervenire qui invece di sparare pistolotti attraverso FB.
            5) l’abitudine a non dar credito a certe farisaiche affermazioni di certi soggetti si riferisce esclusivamente a me e ad altri commentatori abituali di questo sito, che più volte su questo sito hanno dovuto fare i conti con gentaglia che per i propri porci scopi propagandistici non esita a ricorrere sistematicamente alla menzogna e alla calunnia.
            6) inutile che ti dica in quale considerazione io tenga tua lezione sulla tolleranza e le opinioni del cattocomunista don Sciortino, tanto più che io non sono nemmeno di CL.

            • Giava scrive:

              Gent.mo Sig. GmTubini,

              abuso della Sua pazienza per porLe alcune questioni alle quali non trovo risposta.

              1) Se non Le frega nulla della mia opinione, allora perché continua a rispondermi?

              2) A me, invece, piacerebbe molto conoscerLa: ritengo che sia una persona molto stimolante. Ma, a proposito, come fa a capire come la penso? Io non ho commentato nulla dell’articolo: ho solo difeso il diritto della Sig.ra Alessandra di intervenire nella discussione esponendo le sue idee. E poi, da cosa trasparirebbe il credito che personalmente attribuirei alle affermazioni di cui sopra?
              Ho conosciuto solo due categorie di persone che leggono nel pensiero altrui: i santi ed i ciarlatani. E Lei a quale categoria appartiene?

              3) Concordo con Lei che, se facessi qualche miracolo, attirerei il Suo interesse: quando si moltiplicavano pani e pesci vi era una moltitudine a seguire Gesù; la stessa che ha votato per Barabba;

              4) per quanto riguarda le possibili lezioni, perde un’occasione: ho imparato che chiunque ha qualcosa da insegnare e che l’incontro con l’altro è l’incontro con un mistero che solo chi ascolta può tentare di comprendere;

              5) non per fare il saccente, ma sottovoce mi permetto di far osservare che “me ne frego” era uno slogan fascista al quale don Milani (noto sovversivo cattocomunista) opponeva “i care”; o sono meglio gli ideali fascisti?

              6) Era prassi diffusa nel medioevo che gli scritti non riportassero il nome dell’autore perché il lettore non fosse influenzato, nel riflettere sulle idee esposte nel testo, dall’autorevolezza dell’autore stesso, ma si concentrasse esclusivamente sulle idee senza pregiudizio; ovviamente si dava per scontato che il lettore avesse capacità di riflettere, autonomia nel giudizio e maturità per discernere;

              7) Lei non appartiene a CL? Ha perso un’altra buona occasione.

              P.S. Se mi risponde allora vorrà dire che gliene frega!

              • gmtubini scrive:

                1) Di quello che dici me ne devo interessare per forza, visto che, dato che mi chiami in causa, ti devo rispondere per educazione.
                2) Il diritto della signora Piccinini a dire quanto le aggrada non è affatto messo in discussione dal fatto incontestabile che a me non mi importi un fico secco di quanto dice, o sbaglio?! Io non leggo il pensiero di nessuno, ma leggo molto bene il tuo l’atteggiamento da falso maestrino della tolleranza che puzza di ipocrisia lontano un miglio, ma può anche darsi che mi sbagli.
                3) Di quello che hanno votato i seguaci di Gesù, lasciatelo dire, tu non ne sai un beneamato cappero.
                4) Il tuo discorso è molto bello e istruttivo, ma restatene pure a casa tua.
                5) Fascista sarai te, ma, bada bene, te lo dico sottovoce.
                6) I tempi, purtroppo son cambiati, nel medioevo l’analfabetismo era molto diffuso, ma oggi qualsiasi idiota può usare internet per dire sciocchezze e bisogna pur difendersi.
                7) Chissenefrega?! Sono ripetitivo, mi rendo conto.
                P.S. Vedi il punto 1.

                • Giava scrive:

                  lo sapevo, lo sapevo, ero certo che mi avrebbe risposto! Allora Le frega qualcosa! E non è certo per educazione (su, non scomodi certi paroloni a sproposito): forse è perché sono l’unico che ancora Le risponde!
                  Ma la nostra conversazione sta diventando un po’ ripetitiva: io Le pongo domande (a volte retoriche, a volte serie) e Lei risponde (inutilmente) alle prime ed evita (accuratamente) le seconde, riempiendomi poi di insulti: come si permette di dire che sono un “falso ipocrita”! Non è corretto: sono un VERO ipocrita!
                  Giusto per concludere (anche se sono sicuro continuerà a rispondere):
                  1) E’ vero che non sono stato testimone diretto degli eventi e della votazione davanti a Pilato (ero impegnato al Senato di Roma), ma i miei 4 informatori mi hanno lasciato un’accurata relazione (a dire il vero tre di costoro l’hano fatta quasi uguale) dalla quale deduco che sotto la Croce non vi era la stessa folla che inneggiava dopo i miracoli (ma se devo correggere La prego di avvisarmi);
                  2) non avrei mai osato darLe del fascista: noto solo che usa gli stessi slogan e lo stesso stile: basterebbe cambiare;
                  3) per fortuna (dico io) dal medioevo i tempi sono cambiati, ed è vero: oggi un “qualsiasi idiota può usare internet per dire sciocchezze” ma non sento il bisogno di difendermi e, in fondo, è anch’essa un’opportunità: pensi, se non fosse così non avrei mai letto i suoi post.

                  …e si faccia una risata ogni tanto!

                  Cordiali saluti

                  • gmtubini scrive:

                    Scusa, caro Giava, se rispondo con tanto ritardo alle tue divertite interpellanze, ma ho avuto la possibilità di trascorrere il mio tempo con gente più divertente di te e allora ti ho un po’ trascurato. Non ti preoccupare delle parole che scomodo, visto che leggere le tue sciocchezzuole e risponderti per me non può essere altro che una doverosa imposizione dell’educazione.
                    Il fatto, poi, che tu sia un ipocrita (un po’ sciocco in verità) è testimoniato anche da come riporti falsamente i discorsi altrui, visto che io non ho mai scritto, come tu affermi mettendolo tra virgolette, che tu sei un “falso ipocrita” (c’è un altro frequentatore di questo sito che condivide con te la medesima pessima abitudine), bensì che “il tuo l’atteggiamento da falso maestrino della tolleranza che puzza di ipocrisia lontano un miglio”, che evidentemente non è la stessa cosa non solo letteralmente (come dovrebbe essere ogni discorso che si mette tra virgolette volendolo attribuire ad altri) ma neanche concettualmente.
                    1) Per quanto riguarda la vicenda di Barabba faresti meglio a leggere meglio le testimonianze dei tuoi informatori, visto che nessuno di loro dice che furono proprio gli stessi che si spartirono i pani e i pesci che “votarono” per Barabba (sotto la Croce, come dici tu, non ci fu nessuna “votazione”).
                    2) Lo “slogan” fascista era “me ne frego” e non “chissenefrega” che, detto per inciso, si adatta magnificamente a ciò che penso io di quello che tu “noti”.
                    3) Sul Medioevo non mi sbilancerei, ma non ho nessuna difficoltà a comprendere me stesso tra la moltitudine degli idioti che scrivono bischerate su internet.

                    Le pare davvero che uno che si perde in certi dialoghi difetti di senso dell’umorismo?

                    Cordiali saluti anche a Lei.

                    • gmtubini scrive:

                      Mi dimenticavo di farti notare, caro Giava, che non sei il solo, da queste parti, con la fissa di ritenersi in grado di cogitare domande tanto profonde e astute da mettere in difficoltà il proprio occasionale interlocutore (che come tutti i benpensanti ipocriti, non manchi, sotto sotto, di ritenere inferiore intellettualmente e culturalmente – in una parola “antropologicamente” – alla tua augusta persona)…
                      Comunque, per consolarti di non aver ricevuto le adeguate risposte a cui tu aneli (?), d’ora in poi potrai pensare che io sia, tra l’altro, anche un po’ schizofrenico, visto che per errore ho cominciato il mio precedente intervento dandoti del “tu” e l’ho finito dandoti del “lei”.

          • alessandra piccinini scrive:

            Grazie signor Giava

            • gmtubini scrive:

              Visto, caro Giava, che la signora Piccinini la conosce la strada per manifestare il suo livore anche qui?

              • gmtubini scrive:

                E già che ci si trova, signora Piccinini, ne approfitti per scrivere come fa ad insinuare che ai vescovi americani non importa nulla dei 100.000 morti iracheni…
                Glielo hanno detto loro uno per uno di persona, o è una sua supposizione?
                No, perché a me risulterebbe che dalla Chiesa Cattolica si siano levate voci di netto dissenso per la cosiddetta “guerra preventiva” di Bush.

    • Alex Galvani scrive:

      Ed ecco il solito cretino che fa i soliti attacchi personali…
      Quando non ha argomenti validi, cioe’ sempre, passa ai commenti gratuiti e senza sostanza di chi scrive qua dentro.

      • gmtubini scrive:

        A quanto vedo, caro il mio “mentitore seriale” Galvani, pare che l’inesistente panino “God hates Fags”, che ci volevi far mangiare l’altro giorno da “Chick fil a” tu lo abbia già digerito, tanto da trovare la forza di far rivedere in giro la tua facciona da bugiardo.

  2. Mappo scrive:

    A questo punto mi domando quando Famiglia “cristiana” farà un articolo per dire quanto il Cardinal Dolan sia omologato al potere.

  3. viccrep scrive:

    Lo Stato assistenziale porta una perdita di energia umana e un incremento della burocrazia, questa è una minaccia alla dignità umana»
    E’ quello che è successo in italia in questi ultimi 50 anni e infatti siamo arrivati a dove siamo, con una burocrazia soffocante e i costi dello stato oltre ogni pensiero immaginabile.
    e la sig piccini legga bene l’articolo da cui si discosta per lanciare le solite accuse contro gli usa che da sinistra sono anni che propinano.
    vic

    • lu8051 scrive:

      Parlando di Stati Uniti, secondo l’US Bureau of Census nel 2010 il 16% dei cittadini americani era privo di copertura sanitaria (quasi 50 milioni di persone). Questo mi sembra una minaccia più concreta alla loro dignità.

      • Leone scrive:

        Da dove risulta che la Chiesa Cattolica sarebbe contraria a fornire la copertura sanitaria ai poveri?

        • lu8051 scrive:

          Da dove risulta che lo stato assistenziale è una minaccia per la dignità umana ?
          Cosa hanno fatto i repubblicani per quei 50 milioni di americani quando erano al governo (non li hanno ridotti, la percentuale continua a crescere anno su anno) ?
          La chiesa cattolica appoggia formalmente i Repubblicani ?

          • Leone scrive:

            Da dove risulta che lo stato assistenziale è (sia) una minaccia per la dignità umana ?
            E’ un’opinione di Ryan, per certi versi condivisibile.
            Cosa hanno fatto i repubblicani per quei 50 milioni di americani quando erano al governo (non li hanno ridotti, la percentuale continua a crescere anno su anno) ?
            Probabilmente poco o nulla, ma non ne sono sicuro.
            La chiesa cattolica appoggia formalmente i Repubblicani ?
            Non saprei, di certo nella dottrina sociale della Chiesa Cattolica la solidarietà non ha certamente una parte di secondo piano e per dare un “appoggio ufficiale” a chi la vuole emarginare, bisogna che gli altri (intendo i democratici) siano veramente dei poco di buono che, ad esempio, permettono il “Partial-Birth Abortion: il forcipe entra in utero, afferra la gamba del bambino e ne trascina fuori attraverso il canale cervicale tutto il corpo, eccetto la testa che viene deliberatamente lasciata all’interno del corpo della madre. Il medico quindi conficca un paio di forbici nella nuca del bambino e poi le apre per allargare la ferita. Dopo aver tolto le forbici viene inserito un catetere nella nuca e il cervello viene aspirato. Anche la testa che è così collassata viene quindi estratta dal corpo della madre. Questi aborti vengono generalmente effettuati senza analgesia anche se fin dalla metà degli anni 1980 è noto che il feto è in grado di provare dolore già dopo i quattro mesi di gestazione.”
            Il virgolettato è tratto dal sito di Alleanza Cattolica.

            • lu8051 scrive:

              cosa c’entra l’aborto ?
              perchè allora bisogna parlare anche della scelta di invadere l’Iraq da parte degli altri (intendo i repubblicani). R

              • Leone scrive:

                L’aborto c’entra perché il cardinale ha parlato di “principi non negoziabili” e non è affatto vero che, come diceva giustamente un altro commentatore, la Chiesa Cattolica abbia plaudito alla guerra in Iraq, anzi.

                • lu8051 scrive:

                  il cardinale avrà i suoi principi non negoziabil, lei ha i suoi e io ho i miei.
                  Ma questo non c’entra più niente con l’articolo e il mio precedente commento.

                  Spero ardentemente che almeno noi italiani riusciremo a non venire infettati irreparabilmente dall’ideologia propinata da questo Ryan e da chi la condivide

                  • Leone scrive:

                    Condivido in parte la sua speranza, ma ci sono cose che vengono prima di altre: la vita precede sempre tutto il resto.
                    Vede caro Lu8051, uno Stato come si dovrebbe rispettare e promuovere la vita umana, ma per farlo necessita di strutture adeguate.
                    Se si mette l’aborto e l’eutanasia e altre diavolerie eugenetiche tra le opzioni a completa disposizione della gente, si finisce col fare in modo che la collettività si disinteressi della solidarietà per i bisognosi e i più deboli, attraverso un ragionamento di questo tipo:
                    Hai voluto mettere alla luce un figlio con un handicap? Ti arrangi! Lo Stato ti aveva dato la possibilità di fare diagnosi precoci e anche di abortire ma tu hai voluto la bicicletta e ora pedali.
                    Quindi è ovvio che parlare di principi non negoziabili senza ragionare di solidarietà non porta da nessuna parte, ma si ricordi che è vero anche il ragionamento inverso: l’esaltazione dei diritti individuali a scapito della vita in ogni suo momento e dei doveri verso la collettività porta diretta all’egoismo e all’individualismo, che mi pare di capire che Lei non ami un granché…
                    Scusi se sono stato contorto, ma spero che abbia capito lo stesso.

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