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Aiutare i siriani a restare in Siria partendo dai bambini

maggio 20, 2016 Elisabetta Longo

La campagna “Non lasciamoli soli” di Ai.Bi. sostiene le famiglie siriane distribuendo pacchi alimentari e costruendo luoghi sicuri per i bambini dove giocare

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Era il 2013, e Marco Griffini, presidente Ai.Bi. (Amici dei bambini), si trovava a Lampedusa, in un centro di prima accoglienza. Tra i tanti profughi smarriti c’era un bambino, siriano, che gli disse: «Io non vorrei essere qui. Ho quasi rischiato di morire sul gommone. Vorrei essere in Siria. Ma tu sai quanto è bella la Siria?». A questa domanda Griffini ha voluto rispondere direttamente con le attività della sua associazione, che ha come fine principale quello della protezione dei minori, e dal 2013 Ai.Bi. è entrata nella Siria devastata dalla guerra, grazie alla cooperazione con partner sul luogo.

NON LASCIAMOLI SOLI. A distanza di tre anni, è partita una campagna di sensibilizzazione chiamata Non lasciamoli soli, presentata il 19 maggio a Milano, alla presenza di vari esponenti politici del Consiglio regionale della Lombardia. «La nostra è una campagna di sostegno a distanza», sottolinea Griffini, «perché un bambino che si sente aiutato da una famiglia lontana è un bambino che non perde la speranza. Anche quando una famiglia propria magari non ce l’ha più».

AIUTI ALIMENTARI. Finora Ai.Bi. ha fornito generi alimentari a 23.800 persone, in varie modalità, come spiega Andrea Moroni, responsabile per l’associazione del territorio siriano: «Abbiamo costruito un forno, con il quale riusciamo a produrre pane fresco ogni giorno. Un simbolo di normalità, in una quotidianità disastrata. Forniamo alle famiglie pacchi alimentari “ready to eat”, cioè contenenti cibi pronti da consumare, e in futuro vorremmo donare voucher da spendere al mercato. Per far ripartire l’economia locale».

EX JUGOSLAVIA. Quando si parla di emergenze umanitarie i bambini meritano attenzioni particolari, anche in tema alimentare, ricorda Griffini: «Ai.Bi. opera dal 1986. Sono stati tanti i conflitti ai quali purtroppo abbiamo dovuto assistere. Ricordo in particolare quello dell’ex Jugoslavia, in cui l’Italia aveva dato prova di grande sensibilità. Ma nessuno aveva pensato che i bambini avessero esigenze alimentari diverse e sarebbe stato necessario inviare anche omogeneizzati, oltre ad alimenti a lunga conservazione».

GIOCARE SOTTOTERRA. I bambini hanno anche bisogno di giocare per restare bambini. Per questo Ai.Bi. ha costruito una ludoteca sotterranea, spiega Moroni: «È stata bombardata già due volte, ma ha retto. I bambini hanno bisogno di un luogo sicuro in cui restare, all’esterno è troppo pericoloso, vista la massiccia presenza di mine anti uomo». Simbolo della campagna di Ai.Bi. è un bambino che sorride, stringendo a sé la scatola di cartone che contiene i viveri di prima necessità donati quotidianamente dall’associazione.

AIUTARLI A RESTARE. Racconta Laura Tangherlini, giornalista di RaiNews24, presente alla conferenza stampa: «Ci sono bambini abbandonati nei campi profughi che addirittura quel cartone lo mangiano, in preda ai morsi della fame più disperati. Ho vissuto tanti anni in Siria, non è più il Paese ricco di bellezza che ho visto. Ogni giorno ci sono nuovi atroci conflitti, e Aleppo è la zona più colpita. Solo il 2 per cento dei siriani che hanno perso tutto cercano di venire in Europa. È gente fortemente attaccata alla propria terra, per questo la campagna dell’Ai.Bi. è giusta, perché quei bambini devono poter crescere nei luoghi dove sono nati».

Foto Facebook


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