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Quando ci decideremo ad affrontare l’esodo con il coraggio della verità?

maggio 1, 2016 Luigi Amicone

Con il suo «non posso tacere!» e «disarmate gli aggressori!», Wojtyla ottenne l’intervento di polizia internazionale che salvò i musulmani in Bosnia

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – «Stop all’emigrazione irregolare. Il mio Eldorado è il Mali». Se solo avessimo trovato in giro, in una delle tante agenzie che immortalano con foto di straordinaria suggestività i poveri squali uccisi o le povere barriere coralline sbianchettate, i manifesti che campeggiano nelle strade di Bamako, avrebbero meritato una copertina. Già, perché noi qui continuiamo a dividerci sugli immigrati e a raccontarci le baruffe delle cancellerie europee. Continuiamo a discutere di navi che ogni giorno traghettano in salvo gente ammassata sui barconi. E di frontiere dell’ex impero asburgico ricostruite in questi giorni di emergenza profughi.

Mentre non si sono ancora visti quella foto-manifesto di Bamako e articoli come quello che ospitiamo sul numero del settimanale Tempi dell’africanista Anna Bono, che raccontano l’esodo con gli occhi di chi emigra. Cioè dal punto di vista della gente del Mali, Senegal, Nigeria, Costa D’Avorio, dove grande è il dolore e l’onta di vedere le forze più giovani strappate alla propria terra e alle proprie famiglie. Per cosa? Per un Eldorado che non esiste. Un sogno di benessere su cui speculano le “agenzie di viaggio” della criminalità, i trafficanti di esseri umani.

Noi qui a dire: “poverini”, “accoglienza”, “eurobond”. Oppure: “non si può accoglierli tutti”, “chiudere le frontiere”, “tirare su i muri”. Non ci accorgiamo che le opposte fazioni restano incatenate all’uso elettoralistico o moralistico o ideologico di un esodo che, come da documento congiunto Papa-Patriarchi a Lesbo, deve essere affrontato con «ogni mezzo». E «ogni mezzo» significa anzitutto capire cosa sta accadendo. E significa intervenire.

Quanto ancora dovranno aspettare gli africani per ricevere vera cooperazione anziché aiuti finanziari a pioggia in cambio dell’introduzione in Africa di carrettate di condom e pianificazioni delle nascite, leggi “antiomofobia” e legislazioni pro matrimoni gay? Fino a dove l’Occidente si spingerà ad azzannare la Chiesa e le missioni cattoliche che hanno sottratto l’Africa allo schiavismo islamista e puritano? Se ci voltiamo verso il Medio Oriente, la domanda si fa anche più impellente. Quanto possono ancora aspettare i milioni di civili posteggiati nelle “terre di mezzo”, stipati in sterminati campi profughi, con poco cibo e nessun posto dove andare, prima che la comunità internazionale organizzi una risposta decente allo Stato islamico e imponga con un intervento di “ingerenza umanitaria” il ritorno a casa di gente che non avrebbe nessuna intenzione di emigrare in Europa?

Ah, se anche gli uomini di Chiesa che si sono messi a discettare di superamento del catechismo cattolico in materia di “guerra giusta”, ricordassero il grido di san Giovanni Paolo II, il suo «non posso tacere!» e «disarmate gli aggressori!», per cui infine papa Wojtyla ottenne l’intervento di polizia internazionale che salvò i musulmani in Bosnia e in Kosovo…
Ma è proprio questo che manca oggi: il coraggio della verità.

Foto Ansa


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12 Commenti

  1. Menelik scrive:

    Condivido la posizione espressa dal direttore IN TOTO.
    Sono però scettico che si possa arrivare a capo di qualcosa, perché incomincia farsi strada dentro di me la convinzione che questo massiccio esodo di popolazione da sud a nord, sia in realtà stato quasi creato ad arte, per immettere forzatamente in Europa quanti più Africani e Arabi possibile.
    Sottrarre quante più braccia e teste giovani laggiù, e scardinate l’identità culturale e sociale europea.
    Il lato economico, puntualmente segue quello culturale e sociale.
    Praticamente, un concorrente in meno.
    Poi ricordiamoci che le missioni cattoliche sono il nemico numero uno dell’ONU, e l’ONU è la longa manus del neocolonialismo globalizzato post-guerra fredda.
    Dunque..se due più due fa ancora quattro…..

    • Filippo81 scrive:

      Sono d’accordo Menelik,a parte una minoranza di profughi veri, gli altri fanno parte di una invasione vera e propria,inutile chiamarli “migranti”.

  2. Rosso scrive:

    Solo una politica di destra può salvare l’Italia e l’Europa.
    Diversamente saremo inevitabilmente condannati a replicare a casa nostra i problemi sociali ed economici dell’Africa e del Medioriente.
    Se i nostri figli saranno disoccupati, senza casa e senza pensione, lo si dovrà anche alle scellerate politiche dei nostri attuali governi in tema di immigrazione, che costa alle casse statali miliardi di euro ogni anno (solo per le operazioni Mare Nostrum e similari, nel 2015 abbiamo speso 3,5 mld, il triplo rispetto al biennio precedente, a cui aggiungere come minimo i costi Inps e sanitari).

  3. Franco scrive:

    La domanda posta da Luigi Amicone è a dir poco drammatica. I leader europei sbegottano tra loro come i famosi polli di manzoniana memoria accompagnati dalla cassa di risonanza dei media i quali a loro volta si limitano a riportare come “…asettici notai” quanto sta avvenendo evitando con cura di chiamare le cose con il loro vero nome e cioè che siamo in presenza di una INVASIONE PROGRAMMATA! Da chi? Anche a questa domanda sarebbe necessario dare una risposta.
    Mi pare che sia alquanto sintomatica la notizia che circa due milioni di profughi sono attualmente “stoppati” dalla Turchia con la quale l’Europa sta trattando come al mercato arabo. E se la Turchia decidesse improvvisamente di far passare tutti i profughi verso l’Europa cosa succederebbe?
    Che dire poi in particolare dell’invasione musulmana e di quei frutti che in modo eufemistico viene chiamato terrorismo anziché con il suo vero nome: lo stesso con il quale l’Europa ha dovuto fare i conti alcuni secoli fa?
    Se qualcuno ritiene che anche le profezie possano avere un fondo di verità si vada a leggere quello che è stato detto in proposito ancora in tempi non sospetti circa 30 anni fa.
    La colpa non è solo dell’Europa ma anche di noi stessi europei che inebriati dalla libertà e buttando alle ortiche i valori di riferimento delle nostre radici cristiane ci siano ridotti come ai tempi che precedettero la caduta dell’impero romano attorno all’anno 400 d.c. Ai politici in particolare suggerisco di fare un veloce ripasso della storia per chiarirsi le idee.

    • paolo delfini scrive:

      Purtroppo è così ,Franco,è un’invasione programmata e la “cultura”dominante ci fa credere che sia invece una normale “migrazione” o che si tratti di “profughi” (lo ripetiamo fino alla nausea, vogliamo sapere da quali guerre fuggono pakistani,senegalesi, marocchini,ghanesi ecc).

  4. recarlos79 scrive:

    amicone non ai sentito il papa? dobbiamo farli venire qua tutti e chi non è d’accordo non è cristiano.

    • underwater scrive:

      Il Papa può sbagliare in temporalibus, come in questo caso, ma per te sbaglia anche in ciò che gli è proprio.

  5. Kappo scrive:

    Il PD, coi flussi migratori dall’Africa, riesce a foraggiare quell’immenso sottobosco di coop e onlus che ci marciano sopra, a nostre spese, che in cambio garantiscono un buon serbatoio di voti. Ovvio che continui ad incentivare (con incoraggianti politiche “di integrazione”…) i flussi migratori.
    Renzi e compagnia bella dovrebbe essere messo sotto processo.

    • underwater scrive:

      Il fatto è che fanno pure male i calcoli, perché gli immigrati di prima e seconda generazione votano in gran parte Lega.

  6. signora scrive:

    I sinistroidi e buonisti vari preferirebbero crepare mussulmani piuttosto che ammettere di aver sbagliato

  7. marina scrive:

    Concordo sia con Amicone che con i commenti: questa è un’invasione programmata e perseguita con ostinazione dai governi europei, allo scopo di distruggere l’identità cristiana ed europea, col beneplacito di un presidente americano che tollera i muri contro i messicani ma alza la voce se i muri li fanno qui, e di una Chiesa che, ormai, sembra riconoscere l’esistenza di un unico peccato mortale: il no all’immigrazione selvaggia attualmente in atto. Tutto il resto è misericordiosamente assolto perchè, in qualche modo, giustificabile.
    Comincia, ora, qualche timida domanda sull’opportunità di proseguire su questa strada. Finora, chi osava sollevare il problema veniva immediatamente tacciato di razzismo, senza neppure ascoltare le ragioni.

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