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Adozioni internazionali, scoppia il caso Della Monica

giugno 16, 2017 Redazione

Articoli di stampa ricostruiscono l’operato poco chiaro a Savona dell’ex presidente della Commissione adozioni. Le parole di Roccella e Gasparri

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Bufera nel mondo delle adozioni e su l’ex magistrato e senatore Pd Silvia Della Monica. Ieri, a capo della Commissione adozioni è stata nominata il nuovo presidente, il giudice minorile Laura Laera, che prende il posto, appunto, della senatrice Pd. Ma l’avvicendamento nasconde una storia poco chiara, come raccontato ieri in un articolo ricco di particolari sul Fatto quotidiano. Secondo quanto ricostruito dal giornale, il comportamento di Della Monica, ex presidente e vicepresidente della Commissione, sarebbe stato tutt’altro che lineare e «dalle carte del processo in corso a Savona su presunte truffe emerge l’interventismo al limite del lecito dell’autorità di controllo, con l’ex magistrato che avvisava gli indagati di “non usare il cellulare”, faceva sparire dal suo ufficio “documenti pericolosi” nel cuore della notte, usava le coppie come contraltare alle critiche e gli ex colleghi di partito per condizionare il vento della politica in proprio favore».

PROBLEMA POLITICO. A ottobre a Savona andranno a processo per truffa i vertici dell’onlus Airone di Albenga. Dall’inchiesta, come racconta il Secolo XIX, emergerebbero «forti ombre sul ruolo di Della Monica a favore di Airone, anche se il gup di Savona ha respinto la richiesta di coinvolgere come imputati anche la Della Monica e la Commissione adozioni internazionali». Al di là del merito dell’inchiesta – chi vuole approfondire può farlo leggendo Il Fatto o i giornali locali liguri – emerge il problema “politico” di alcuni comportamenti della senatrice che, se confermati, la porrebbero in una situazione a dir poco disagevole. Della Monica, infatti, mentre operava in questa maniera a Savona, attaccava alcuni enti nel campo delle adozioni come Aibi e alcuni colleghi parlamentari del centrodestra (di cui parla con disprezzo in alcune intercettazioni).

FASCICOLI NEL CASSONETTO. «La vicenda di Silvia Della Monica, nominata dal Pd a capo della Commissione adozioni internazionali, è uno scandalo politico prima che un caso giudiziario», ha detto Eugenia Roccella, parlamentare di Idea. «Il Fatto Quotidiano – ha proseguito – descrive gli incredibili comportamenti dell’ex magistrato, emersi nel processo in corso a Savona a carico della onlus “Airone”: fascicoli buttati nel cassonetto alle 3 di notte, invito alle associazioni sotto indagine a “non usare il cellulare”, reticenza di fronte ai magistrati, e persino tentativi neanche troppo velati di intimidazione (“lo dico a Matteo”). Ma lo scandalo è politico – denuncia Roccella – perché fin dall’inizio sui metodi perlomeno opachi della gestione Della Monica erano piovute le critiche di politici (tra tutti Giovanardi, che la Della Monica nelle intercettazioni insulta) e di membri della Commissione (per es. il Forum delle Famiglie), ma nonostante le interpellanze e le denunce il Pd si è ostinato a mantenerla fino a ieri nel delicato ruolo affidatole. Chi l’ha sostenuta tanto accanitamente, e così a lungo, – conclude la parlamentare – oggi  dovrebbe almeno chiedere scusa alle famiglie danneggiate».

RENZI E BOSCHI. Anche Maurizio Gasparri (Forza Italia) è intervenuto sulla vicenda: «Avevamo da tempo sollevato dubbi sull’operato della senatrice Silvia Della Monica a capo della Commissione adozioni. Ora, da quanto apprendiamo dalla stampa, ci sarebbe più di una ragione poco edificante che avrebbe spinto il governo Gentiloni finalmente al cambio al vertice della Cai. Ragioni probabilmente che non hanno alcuna rilevanza penale, ma che secondo le carte di un processo in corso a Savona vedrebbero la sen. Della Monica chiamata in causa per gravi illegalità e per l’uso di pratiche sospette sul fronte adozioni. D’altra parte è un dato di fatto che negli ultimi tre anni le adozioni si sono quasi bloccate. Il tempo di una foto opportunity per la Boschi e poi più nulla. Della Monica ha goduto di questa copertura politica e ora capiamo perché sia caduta in disgrazia. Resta lo sconcerto per il fatto che avevamo sollevato anche con numerosissimi atti di sindacato ispettivo la questione della sua singolare gestione della Cai, ai quali il governo ha sempre risposto con una difesa a spada tratta. Renzi e Boschi sapevano delle indagini della Procura di Savona? Perché hanno continuato a difendere Della Monica? Chiediamo chiarezza su queste rivelazioni».

Foto da Shutterstock

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