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Ac/Dc, da divinità del rock a virus per computer

agosto 1, 2012 Elisabetta Longo

Può accadere che le canzoni vengano usate per uno scopo lontano anni luce dall’intento degli autori. Succede ad esempio quando una canzone viene usata per uno spot televisivo, strombazzata in ogni rete al punto che non si riesce più a togliersela dalla testa, o peggio quando una canzone viene scelta come suoneria della sveglia. In […]

Può accadere che le canzoni vengano usate per uno scopo lontano anni luce dall’intento degli autori. Succede ad esempio quando una canzone viene usata per uno spot televisivo, strombazzata in ogni rete al punto che non si riesce più a togliersela dalla testa, o peggio quando una canzone viene scelta come suoneria della sveglia. In un paio di mattine diventerà insopportabile.

È un po’ quello che è successo ai dipendenti dell’Agenzia per l’energia nucleare iraniana, i cui computer qualche notte fa sono stati colpiti da un virus informatico, che ha fatto trasmettessero a tutti i pc insieme e a volume altissimo una delle canzoni più celebri degli Ac/Dc, Thunderstruck, a ripetizione finché non è stato possibile disinnescarlo. Il virus è stato inviato per danneggiare quei computer pieni di dati preziosi, specie per il nucleare. A risolvere il caso è stato il finlandese Mikko Hypponen, che di mestiere fa proprio il cacciatore di virus informatici, e che aveva già lavorato per l’Iran per altri episodi simili. Ma lì si era trattato di virus classici, e non musicali.

Un altro caso celebre in cui la musica non è stata usata per intrattenimento
è quello di Guantanamo. Pare che per mesi gli altoparlanti delle celle di massima sicurezza abbiano trasmesso ad altissimo volume le più celebri hit americane, a detta del Washington Post, nel 2009, tanto che tutti gli artisti citati si sono coalizzati per chiedere al presidente Obama spiegazioni. Johnnny Cash, Nine Inch nails, the Roots, Bruce Springsteen, Britney Spears, Christina Aguilera e i Metallica sono gli artisti utilizzati per mettere a dura prova i timpani e i sistemi nervosi dei prigionieri. Un’insegnante di musica della New York City University afferma che questo sistema è stato usato nelle carceri di tutto il mondo, ma il più delle volte sono stati utilizzati il rap e l’heavy metal. Lasciamo a voi il compito di capire perché.

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