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I due Rick che portano avanti le battaglie pro life in America. «Siamo il movimento dell’amore»

luglio 18, 2013 Giuseppe Brienza

Santorum e Perry sono i due politici repubblicani più esposti sul fronte della difesa della vita. E il loro impegno sta dando evidenti frutti

Circa una anno fa, per la precisione dal 1° luglio 2012, negli Stati Uniti una legge della Virginia ha stabilito che le donne che vogliano abortire debbano obbligatoriamente sottoporsi ad un’ecografia. La Virginia è stata l’ottavo Stato degli Stati Uniti a prevedere questa procedura prima di un aborto, al fine di «aiutare le donne a prendere una decisione ben informata». La scorsa settimana, anche il Texas, dopo numerosi tentativi di ostruzionismo da parte di esponenti pro choice, ha approvato una legge analoga, definita dall’ultimo candidato repubblicano alle presidenziali, Rick Santorum, l’ulteriore un conquista di un più ampio «movimento d’amore».

RICK PERRY. La legge texana è stata fortemente voluta dal Governatore repubblicano James Richard “Rick” Perry, cristiano conservatore simpatizzante del “Tea Party” che, dal 21 dicembre 2000, è succeduto alla presidenza dello Stato a George W. Bush. Perry, in passato democratico, da esponente di spicco del Great Old Party è un fermo oppositore dell’aborto e convinto assertore dell’impegno legale, attualmente vigente in 19 Stati federali, d’informare le donne riguardo ai «rischi di cancro al seno, di sofferenza del feto o di depressione in caso di aborto».
La legge texana, ha commentato Santorum, «è un momento importante che fa capire a tutti quanti a che punto è davvero il dibattito sull’aborto in America». «Il volto del movimento pro life è fatto da persone che ogni giorno incontrano e abbracciano donne, indipendentemente dal fatto che queste siano intenzionate ad abortire o meno. Le amano… è il movimento dell’amore. È di questo che si tratta».

«NON SIAMO ESTREMISTI». Il progetto di legge texano vieta gli aborti oltre le 20 settimane e richiede che per ogni aborto, compresi quelli indotti per pillola, si vada obbligatoriamente in ospedale. Gli oppositori osservano che le misure presenti nel provvedimento obbligherebbero a chiudere Planned Parenthood e altri centri che offrono “servizi abortivi”, il che impedirebbe a molte donne che risiedono in Texas di avere accesso all’assistenza sanitaria minima. Santorum, però, ha ribattuto che la legge «protegge bambini che nascono vivi» e ha aggiunto che i promotori della legge e chi la sostiene non vanno visti come «un gruppo estremista».
Il provvedimento era stato bloccato dal senato texano due settimane fa dall’ostruzione dei democratici e vivaci proteste di migliaia di persone. Tuttavia, alla seduta d’esame di fronte a una commissione ad hoc del senato, tenutasi giovedì, erano presenti solo una decina di manifestanti.

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3 Commenti

  1. Michele says:

    Sono contento per le nuove leggi sugli aborti in Texas, ma vorrei ricordare a Rick Perry e al suo “movimento dell’amore” che in Texas vengono eseguite la metà di tutte le pene di morte degli USA. Bene la difesa della vita fin dal suo concepimento, ma della pena di morte vogliamo parlare??

  2. angelo says:

    Il rapporto fra morti per pena-di-morte e morti-per-aborto è di 1 a 10.000.
    Quindi della pena di morte NON vogliamo parlare.
    Invece bisognerebbe dire che anche questi “pro-life” fanno pena. Non parlano chiaro e non si battono realmente contro l’ aborto.
    Chiedere delle limitazioni e imporre le ecografie è come se di fronte alla gasificazione degli Ebrei, chiedessimo alle SS di salvare alcune persone, e magari guardare le foto di quelli che stanno nei Lager prima di bruciarli.
    Nessuno farebbe un ragionamento del genere di fronte a dei cani abbandonati sull’ autostrada.
    Gli animalisti direbbero che l’ abbandono è comunque un crimine e i colpevolo vanno puniti comunque.
    Invece per i bambini (trattati molto peggio dei cani) vale il principio della “pro-choice”, che al massimo può essere temperato da qualche misura di conteminento. Robe da matti.
    Allora diciamo “salviamo i pastori tedeschi e i cocker, ma lasciamo abbandonare dull’ autostrada i bastardini, i boxer e i gatti…”.

    • Azaria says:

      Caro Angelo

      Permettimi di dissentire, i tipi in questione stanno solo usando una strategia che é diversa da quella che useresti tu. Non sto dicendo che la tua sia sbagliata e la loro corretta, piú semplicemente ci sono piú possibilitá di arrivare alla vittoria di una guerra. La piú veloce non é sempre la migliore, mentre guadagnare gradualmente posizioni potrebbe ad una vittoria con un aprobabilitá maggiore (anche se spesso ció porta ad un numero maggiore di vittime).

      Quindi le alternative sono due:
      1. La strategia che proponi tu (attaccare a testa bassa direttamente al cuore del problema. Piú veloce ma con meno probabilitá di riuscita tanto che ad oggi non credo abbia portato molti risultati).
      2. La loro strategia (guadaganre posizioni passo passo per arrivare al cuore delle postazioni nemiche. Fino ad oggi almeno ha prodotto qualche piccola consolazione ed in futuro… chissá).

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