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A volte la battaglia contro il global warming è molto simile a un’ideologia

luglio 13, 2016 Leone Grotti

Se sei ambientalista e credi nei cambiamenti climatici causati dall’attività umana, ma vuoi combatterli con nucleare, gas naturale e capitalismo, sei solo un «negazionista di destra»

Ci sono alcuni aspetti della battaglia dei cambiamenti climatici che fanno assomigliare la teoria del global warming a un’ideologia. Anche adesso che 195 nazioni si sono messe d’accordo per ridurre le emissioni di gas serra, chi si ostina a fare proposte diverse da quelle del mainstream green vengono accusati di «negazionismo» e colpiti da fatwe religiose.

ENERGIA NUCLEARE. Molti ambientalisti doc come James Hansen, ex scienziato climatico della Nasa, sostengono che l’energia nucleare sarebbe un toccasana per l’ambiente, garantendo ottime prestazioni e notevoli quantità di energia senza causare emissioni di Co2. Nonostante l’impegno per ridurre il surriscaldamento globale, Hansen e colleghi vengono accusati di propugnare «una nuova, strana forma di negazionismo», scrive il New York Times. Una storica di Harvard come Naomi Oreskes li accusa di essere tanto pericolosi quanto i famigerati negatori del global warming.

GAS NATURALE. Lo stesso vale per chi opta per il ricorso al gas naturale, notoriamente meno inquinante dei combustibili fossili. Il presidente americano Barack Obama, uno che si è appuntato al petto la spilla delle battaglie climatiche, così come l’aspirante successore alla Casa Bianca Hillary Clinton, lo hanno definito un buon «ponte verso le energie rinnovabili». Magari in attesa che siano efficienti e convenienti. Ma anche loro sono stati accusati di proporre un «ponte verso il nulla», sponsorizzando una «terribile chimica del riscaldamento». Un famoso ambientalista come Bill McKibben ha denunciato gli appassionati del gas naturale come persone che si illudono possa esistere un «ambientalismo indolore, l’equivalente di [chi crede che] si possa perdere peso tagliandosi i capelli». Tanto che Clinton ha dovuto correggere il tiro affermando: «Se il gas naturale è un ponte verso le energie alternative, vogliamo percorrere quel ponte il più velocemente possibile». Poteva fare di meglio.

ABBATTERE IL CAPITALISMO. Ci sono poi alcuni ambientalisti “old syle”, che pur stigmatizzando le grandi compagnie energetiche per i danni fatti all’ambiente, sono convinti che sensibilizzandole e combattendo con loro la buona battaglia si possano ottenere grandi risultati. È il caso di gruppi come il Tri-State Coalition for Responsible Investment. Ma anche loro vengono attaccati, come pure l’Environmental Defense Fund, che studia soluzioni basate sul mercato per abbattere le emissioni, come mettere la tassa sul carbone. Per la rispettata autrice Naomi Klein, c’è ancora tanto «negazionismo tra i grandi gruppi green». Soprattutto tra quelli che vogliono collaborare con i «capitalisti» senza capire che la collaborazione «fa più danni del negazionismo della destra».

«NEGAZIONISMO DI DESTRA». Non basta essere ambientalisti, insomma, affermare i cambiamenti climatici, credere che siano causati dall’attività umana, lottare per ridurre le emissioni di Co2, dare battaglia per impedire il surriscaldamento globale e guardare i film di Al Gore. No. Bisogna farlo nel modo giusto, sennò si è solo dei «negazionisti di destra» à la Donald Trump.

Foto Ansa

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3 Commenti

  1. jens scrive:

    Lo ripeterò fino alla morte: il riscaldamento globale c’è ed è sfruttato da varie lobbies per i propri interessi. Tipo, se venisse dimostrato a tutti e in maniera inequivocabile che certi tipi di energia sono più “green” di quelli “tradizionali”, come farebbero quelli che promuovono i tipi di energia tradizionale a campare?
    E’ una battaglia ideologica che ha un unico scopo: i soldi.

    • EquesFidus scrive:

      Piccolo dettaglio: non è affatto detto che il “riscaldamento globale” sia causato dall’uomo, né che l’atmosfera sia un sistema stabile (e no, non lo è per niente). Altrimenti, dovremmo supporre che anche tra il IX e il XIV secolo ci fossero delle industrie e delle emissioni di CO2 paragonabili a quelle attuali, cosa evidentemente falsa.

  2. Mappo scrive:

    Nella mia modesta opinione direi che la teoria del global warming più che un’ideologia sia una vera e propria religione, con i suoi dogmi, i suoi fanatismi e la sua inquisizione. Una religione sicuramente più simile a quella praticata dai tagliagole di ISIS che non da altri. Se ancora non abbiamo assistito ad attentati kamikaze o a pubbliche esecuzioni penso che sia solo questione di tempo. Personalmente non so neppure se il riscaldamento globale sia qualcosa di accertato in maniera insindacabile, vista la messe di dati taroccati che sacerdoti del global warming ci propinano, ma se anche fosse chi potrebbe dirci che esso sia di natura antropica? Questo è semplicemente un dogma di fede a cui credere ciecamente senza nessun dato accertato. Il clima cambia da che mondo è mondo e continuerà a cambiare fino alla fine dello stesso. La terra non si è neppure accorta della presenza umana, figuriamoci se il suo clima può esserne influenzato.
    Io resto felicemente filo nucleare e me ne sbatto del buco dell’ozono e quando faccio la spesa mi rifiuto di comprare qualunque cosa che sulla confezione riporti scritte come No OGM, km 0, eco, bio, equo e solidale

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