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A cosa serve la politica? Tempi vi invita a un incontro pubblico con Roberto Maroni

gennaio 28, 2013 Redazione

Moderato da Luigi Amicone, l’incontro si intitola “A cosa serve la politica? Il popolo, le opere, i suoi bisogni”. L’appuntamento è per venerdì 1 febbraio, ore 21,15, Albiate (MB).

Il settimanale Tempi organizza un incontro pubblico con il candidato alla presidenza della Regione Lombardia Roberto Maroni (Pdl-Lega).

L’appuntamento è per venerdì 1 febbraio alle ore 21,15 presso il Palazzetto dello Sport di via Carducci ad Albiate (MB). Moderato dal direttore di Tempi Luigi Amicone, l’incontro si intitola “A cosa serve la politica? Il popolo, le opere, i suoi bisogni”.

Sarà l’occasione per capire come il leader della Lega Nord intende portare avanti alcune delle politiche che in questi anni hanno caratterizzato l’agire di Roberto Formigoni (sussidiarietà, buono scuola, no profit, sanità e lavoro).

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27 Commenti

  1. Monica says:

    A cosa serve la politica? potere soldi e immuintà (by gli attuali amministratori e “politici”)

    La vera domanda dovrebbe essere: a che cosa dovrebbe servire la politica?

  2. Gaetano says:

    Questo schieramento così evidente con Maroni non mi piace. Io non lo condivido e mi sa molto di poortunismo.
    Non sono con voi.

  3. roberto says:

    Questo schieramento così evidente con Maroni non mi piace. Io non lo condivido e mi sa molto di opportunismo. Per questo venerdì 1 Febbraio io ci sarò!!! Voglio capire e voglio votare bene.
    Mi fido di voi e vi ringrazio perchè mi date l’occasione per potere sentire e giudicare.

    Grazie!
    r

  4. Andrea says:

    Gentile redazione,

    sono sempre più perplesso.
    “CL non si schiera, è un movimento che educa alla fede”, ho letto pochi giorni fa.

    Ma nei fatti CL si schiera eccome. Come la marchetta odierna all’intervento di Maroni. O come alcuni articoli francamente sconclusionati come questo

    http://www.tempi.it/ma-se-la-scelta-civica-e-di-monti-perche-comanda-riccardi

    Articoli non di sostanza, ma che sanno di sbeffeggiamento. Ad esempio, un passo dell’articolo:

    ” Certo dalle sue frequentazioni vaticane, anche molto esibite ma mai verificate alla prova dei fatti, dall’intensa attività di pubbliche relazioni della Comunità di Sant’Egidio nel bel mondo intellettuale e politico romano.”

    Articoli non firmati ovviamente (io mi chiamo Andrea Pinato, zio Berlicche chi è?)

    Che lo facciano giornali come “Il Giornale”, “La Republlica”, “Libero” etc.etc. passi. Sono giornali di partito, dunque parteggiano anche a costo (ed a ogni costo) di spararla grossa sapendo benissimo di spararla grossa.

    La cosa mi mette, per quanto ve ne possa fregare, a disagio. A disagio perchè negli anni del Liceo prima, dell’Università poi ho frequentato Gioventù studentesca ed il CLU. Ed ho molto amato il Movimento e le persone che ho conosciuto. Ma c’è sempre stato un disagio da parte mia quando si parlava di politica. Ricordo i primi anni novanta: se c’erano le elezioni le campagne elettorali erano in stile “militare”, porta a porta. E si invitava a “far campagna” al termine delle Scuole di Comunità, e si usavano parole come “amicizia” “obbedienza” e “libertà”. Ci si schierava, eccome. O almeno si schieravano, perchè le scelte politiche di CL non mi hanno mai convinto.
    Come ho sempre provato un sottile disagio vedendo molti amici di CL seguire le indicazioni a scatola chiusa. Gente in gamba, sveglia, ma che per amore di “CL” avrebbe votato anche “Antonio la Trippa” se glielo avessero chiesto. Ed molte volte ho avuto la spiacevole sensazione che “ai piani alti” se ne approfittassero di questo amore incondizionato.

    Alcune cose in particolare non mi convincono ancor oggi: la tendenza (eufemismo) a sganciarsi invocando terzietà se il candidato non si rivelava alle altezze delle aspettative, morali o di capacità effettive. Ma come, fai campagna elettorale in stile militare poi prendi le distanze? Non mi conviceva il sentirmi dire che CL era apolitica e poi faceva politica.

    Ora, non contesto che CL si schieri: contesto il fatto che neghi di farlo. E mi rammarico che lo faccia (certe volte a essere onesto, mica sempre!) come tutti gli altri, non risparmiandosi l’uso di mezzucci e colpi bassi.

    Non mi convince poi il rapporto con il “potere”. Qui è un discorso lungo perchè non comprende solo la politica, ma l’acezzione profonda del termine “potere” e la critica che ne faceva Giussani.

    Però una cosa è certa: CL fa parte del potere. Semplicemente perchè è in grado di spostare voti (i quali sono molto fidelizzati”), perchè ha potere economico (penso alla CDO, ma da padovano anche alla Tivigest etc.etc.), ha influenza culturale etc. etc. Tuttavia, anche qui, sembra che voglia sempre dare una immagine di terzietà, indipendenza dal potere.

    E poi veniamo ai fatti odierni. La Maugeri crea fondi neri per 70 milioni di euro per attività di lobbing, tutto normale? La Maugeri non è un’Opera Pia, deve rientrare e rientra quando si fa pagare le prestazioni sanitarie. Ovvero alla fine paga il cittadino. Non sto parlando dei rilievi penali, per carità, non ne ho titolo. Ma nei paesi angolossasoni i politici saltano dalle sedie per cose che qui farebbero sorridere. In paesi come Germania, Inghilterra, Usa le vacanze pagate “le fanno pagare”.
    Non è il solito discorso moralistico bigotto da tacciare con l’esempio “se ti fai operare, vuoi il chirurgo bravo o quello onesto?”, è che sono pragmatici. Il politico tradisce la moglie? Allora non si farà scrupolo a tradire l’elettore Ci tengono alla “giusta distanza” fra affari e politica.
    E fanno bene, la confusione fra affari e politica è uno dei mali profondi di questo paese: per par condicio cito il Monte dei Paschi di Siena. I dettagli penali non li conosco, ma montandomi la testa dico che so già come andrà a finire: paga Pantalone e gli alti papaveri non si faranno troppo male (al massimo li spostano in qualche altro ente pubblico a far altri danni)

    Insomma, è qui che voglio arrivare: a mio misero giudizio in questi anni è mancata la giusta distanza fra affari e politica in CL. Ed è una sensazione forte, un disagio condiviso fra molti amici che tutt’ora frequentano il movimento e sono perplessi e turbati per quello che succede ed è successo in Lombardia (e non solo in Lombardia)

    E che questa volta, nonostante le indicazioni che verranno date alle SDC o sui volantoni, ci penseranno bene quando si voterà.

    • franco says:

      Caro Andrea, ti capisco e capisco il tuo smarrimento. Io in vece in Cl ci sono ancora e sono “obbediente”, semplicemente perchè, nel tempo, fidandomi, non mi sono mai pentito. Ed è ragionevole, perchè seguo una compagnia che mi ha “salvato” la vita e continua a salvarmela. Posso non capire “le ragioni”, ma è “la ragione” quello che conta. Non è come dici tu; il movimento non si schiera. Si comporta come indica la Chiesa. Infatti le indicazioni di voto che la Cdo ci propone non indicano un partito. Ci dicono di votare, nei diversi schieramenti, le persone che più incarnano l’adesione a quei principi inalienabili che il cristiano non potrà mai tradire. Ma per la mia esperienza è stato sempre così. Ci è stato sempre dato un giudizio, mai un comando. Il carisma di don Giussani mi ha educato a vivere tutta la vita, compresa la politica, senza censure e con l’ironia che deriva dalla consapevolezza che la salvezza non viene da essa. La salvezza è già venuta. Per cui, caro Andrea, non è meglio amare l’Infinito? Con cordialità.
      Franco

    • giovanna says:

      Mi dispiace, caro Andrea, ma ti rivolgi alla redazione di Tempi come se ti rivolgessi a cl: non è così e mi sembra strano che in tanti anni di frequentazione non capisca la differenza tra un movimento di educazione alla fede e le scelte che liberamente fa chi è educato nel movimento, sia come politico, che come giornalista, che come imprenditore o insegnante ecc ecc.
      A me sembrano piani evidentemente distinti, confonderli mi sembra grossolano, a meno che non si voglia arrivare a dire che il cristiano deve essere cristiano dentro le mura di casa sua e non arrischiarsi nei terreni di politica e affari, con cui non si deve contaminare. Poi altri, più adatti, decideranno al posto suo chi votare e con chi fare affari.

      • Gianni says:

        Beh oggi giorno, visti i contenuti e i modi, è più che lecito confondere Tempi con cielle e IlSussidiario + Tracce + comunicati vari inclusa CdO con qualcos’altro: a Tempi infatti hanno gli attributi!

        • Giovanna says:

          A mio modestissimo parere, caro Gianni, confondere i piani non fa bene a nessuno.
          E questo vale sia per la Chiesa in generale, sia per Comunione e Liberazione.
          Anche se sono d’accordo che a Tempi abbiano gli attributi !

    • Biagio says:

      Un’analisi serena e purtroppo amaramente realista. Chi non riconosce la verità di quest’intervento o è una capra o è in malafede.

      • Giovanna says:

        “Chi non riconosce la verità di quest’intervento o è una capra o è in malafede”

        vè, Biagio, non so nemmeno a cosa ti riferisci, ma certo che il tuo commento sembra una barzelletta!

  5. Anto100 says:

    W Giannino
    Bisogna votare lui non gli altri cialtroni!

    • gianni says:

      Giannino chi? Quello che s’è venduto le regionali ad Ambrosoli? Quello che non pensa che oggi serva riflettere sui temi “diritti”? Lui, che scriveva su Tempi? NDaaaaaaa

    • a.trunfio says:

      @Gianni : scommetto che lei fosse su quello spiazzo polveroso della Palestina, il suo sasso lo avrebbe scagliato. Unico tra tutti i presenti, Gesù compreso.

    • a.trunfio says:

      @Anto100 : lei si pone domande, di sicuro se pensa a Giannino. Non le dico di guardare oltre Giannino, ma di guardare a se stesso. Luigi Einaudi che non era certo un rivoluzionario bolsvevico e neppure un’anarco-insurrezionalista, diceva : “qualunque cosa facciano i cittadini da se stessi, è sempre meglio di quanto riesce a fare lo stato per tutti.”
      Afferra la metafora ?

  6. Fosco says:

    Il razzismo che spessissimo affiora come componente culturale della lega non vi fa riflettere sul pericolo di apparentarsi con essa ? Anche l’uguaglianza e’ un valore non negoziabile . Spesso tradito in Italia e in Europa .

  7. Michele says:

    Sono stupito dalla inutile passione commentatrice di alcuni post (qui e altrove) a fronte di un ben modesto problema: ricordo che si tratta solo di votare, cercando di affermare cii’ in cui si crede. Ora, va bene discutere di appartenenza, distanza critica ecc ma alla fine e’ meglio avere una vicinanza critica e riflettere che oltre e dopo il voto c’e’ il mondo – business as usual. Quindi mi sembra semplice: per come si sono messe le cose se non si vota Maroni (una qualunque delle liste collegate) si finisce per favorire il PD, che oggi e’ il concentrato dello statalismo etico. Quindi, per stavolta, OK Maroni e compagnia, senza troppi narcisismi per favore

    • a.trunfio says:

      @MICHELE, quando si chiede a qualcuno : perchè voti ? le risposte in ordine sparso sono le seguenti :
      1. voto perchè se no scoppia l’anarchia
      2. voto perchè è giusto
      3. voto perchè la democrazia è in pericolo
      4. voto perchè la democrazia è il governo del popolo
      5. voto perchè senza governo chi fornisce ospedali, scuole, strade e forze dell’ordine
      6. voto perchè se no “salgono” gli altri
      7.voto perchè ho una fede politica
      8. voto perchè l’ho sempre fatto
      9. voto perchè è un diritto che va esercitato
      10. varie ed eventuali.
      Lei si ritrova in qualcuna delle categorie sopra, o conta di spiegare in modo più convincente quello che ha scritto prima ?
      Grazie

  8. a.trunfio says:

    La politica serve ai politici, ovvio. Per occuparsi del bene altrui con i soldi di tutti. Chiaro, no ?

  9. Roberto says:

    NO, grazie. Non ho niente da spartire con la lega.
    E ho anche chiuso col pdl.
    Forse…un giorno. Se cambierà

  10. franco n. says:

    Amicone, verrai seppellito da una risata. fortunatamente giá i piani alti del movimento ti ritengono un pirla.

    • giovanna says:

      A Franco N.: e questo si chiama un ragionamento politico di livello !
      ( ” i piani alti del movimento” ? chi scrive ste robe sta in cantina o magari in un altro palazzo !)

      • Roberto Lorenzo says:

        A Trunfio: ma perchè non ti slacci il colletto, ti apri una birretta, ti accendi una sigaretta, e guardi quanto è bello il mondo, come è grande Dio… E quanto acido sei tu!!! 😉 Su dai non essere così livido che ti fa male alla circolazione!

        • a.trunfio says:

          la prego Roberto, lo faccia prima lei quello che chiede di fare a me. Lei è la classica personcina che offre sempre l’esempio ?
          Per la sigaretta, non posso seguire il suo esempio. I don’t smoke. Di solito quando me la offrono accesa la spengo negli occhi di chi me l’ha offerta

  11. Franco n. says:

    Quindi la Lega non è statalista nè anti-clericale? Pazzesco. Belli comunque i suoi modi di votare secondo calcoli elettorali e nient’altro.
    Disclaimer: non intendo offenderla in nessun modo, se sono stato aggressivo mi scuso fin d’ora.

    Ciao
    Franco

    • Giovanna says:

      Non si capisce a chi ti rivolgi, caro Franco N.
      Siccome sono l’unica che ti ha risposto, forse a me,anche se non vedo il nesso , ma prima di lanciarmi nella risposta, se sei interessato, mi dovresti fare un cenno .

  12. Franco says:

    Cara Giovanna, il mio era una risposta @Michele.
    La prego, se vuole risponda.

    • Giovanna says:

      Ah, va bene, mi pareva che non ci fossero nessi con la mia risposta.
      Ma nel merito dell’intervento di Michele non ho altro da aggiungere a quello già detto più e più volte.
      Spero solo che non vinca Ambrosoli e di doverci ritrovare qui a piangere, soprattutto piangeranno le donne che saranno incentivate all’aborto e le famiglie che non avranno i mezzi per esercitare la libertà d’educazione.
      Il programma di Lega e Pdl mi sembra ottimo, non altrettanto gli articoli offensivi e direi minacciosi nei confronti del tentativo di bene cristiano,d’altronde robaccia risaputissima,e ora opportunamente eliminati, del sito di Ambrosoli.

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