08 Marzo 2010
Il paesino dove ognuno è sindaco
Come in un piccolo borgo dell’Appennino Lucchese tutti collaborano con tutti per il bene comune. Senza pietire soldi e aiuti dalle istituzioni
di
Emanuele Boffi
APartigliano la sussidiarietà si applica anche con le pale e i trattori. Fine 2009, nevica, il paese rimane isolato. Chi ha un trattore? Chi ha delle pale? Detto, fatto. «Quando due giorni dopo sono arrivati i mezzi del Comune, le vie del paese erano già tutte pulite», racconta Emiliano Frediani, partiglianino per residenza e cromosoma. Partigliano è una piccola frazione del Comune di Borgo a Mozzano sugli Appennini lucchesi. L’anno scorso, Silvio Boccalatte dell’Istituto Bruno Leoni lo denominò il «comune sussidiario d’Italia», presentandolo come modello di un modo diverso di intendere il vivere civile e il rapporto tra società e istituzioni. In questa minuscola frazione di 250 anime esiste un tessuto associativo che fa dire a Frediani che «ogni abitante è iscritto ad almeno una delle otto realtà che esistono in paese». Frediani è il segretario della Società di mutuo soccorso, associazione dalla storia ultracentenaria e dall’efficienza moderna che si occupa del decoro urbano, ma anche di consegnare i risultati delle analisi mediche direttamente a casa agli associati, «perché in paese ci sono molti anziani che hanno difficoltà a recarsi alla non vicina frazione di Valdottavo per ritirare i risultati». C’è di più: «Garantiamo a ogni associato che debba essere ricoverato, la compagnia, giorno e notte, di un’altra persona».
Ogni aspetto della vita è curato da una qualche associazione, da quelle di minore rilievo a quelle di maggior impegno. Il Circolo ricreativo, qualche anno fa, ha permesso agli abitanti di non perdere l’unico spaccio di alimentari presente. I gestori avevano deciso di cessare l’attività e i partiglianini, anziché aspettare l’intervento delle istituzioni, hanno affidato al Circolo il compito di aprire e gestire un nuovo emporio. «Dal 2005 esiste un Comitato che sta lavorando per edificare sul territorio una casa di riposo per anziani. Baderemo ai nostri vecchi e creeremo occupazione per i giovani». Poiché tutto il mondo è paese, Frediani racconta che, a volte, tra le varie associazioni si bisticcia («s’è molto discusso dove mettere le altalene del parco»), ma che poi, quando c’è bisogno o c’è un’emergenza, tutte collaborano assieme con grande impegno.
Come può funzionare tutto questo? «Grazie alla generosità degli abitanti, ai fondi raccolti tramite le quote d’iscrizione alle associazioni, ai soldi incassati grazie a feste e sagre». L’unica fonte di denaro pubblico è una somma che il comune di Borgo riconosce al Comitato sotto forma di rimborso spese. «Ai tre che hanno usato il trattore per ripulire le strade dalla neve, è stato rimborsato il costo della benzina. E ora, su indicazione del Comitato, il Comune ha stipulato con quelle tre persone una convenzione che li rende responsabili della pulizia delle strade quando nevica». Il sindaco di Borgo, Francesco Poggi, ha indicato Partigliano come modello anche alle altre frazioni. «Di soldi, il Comune ne ha pochi. Nascessero comitati anche negli altri paesi, le istituzioni risparmierebbero. Faccio notare che ognuna delle nostre attività ha i conti in ordine. Anzi, a fine anno avanziamo sempre qualcosa».