tempi. Giovedì 02 Settembre 2010 
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Aldo Trento: Lettera a F.

Cara F., Gesù ti ha fatto innamorare di un altro uomo perché vuole che diventi una donna matura. Cioè finalmente Sua

di Aldo Trento
Caro padre Aldo, mi chiamo F., conosco la tua esperienza umana tramite il settimanale Tempi. Perdonami il disturbo, ma ho bisogno di ricevere da te parole di conforto che mi permettano di ritrovare lo sguardo a Cristo, in questo momento di dolore e confusione. Sono sposata e ho tre figli meravigliosi. Sono “figlia del movimento” (Comunione e liberazione, ndr), nata e cresciuta – per grazia – in questa storia e in una bella famiglia, con due genitori che hanno educato me e i miei fratelli a godere della bellezza che solo la compagnia di Gesù può donare. Alcuni anni fa io e mio marito, per motivi lavorativi, ci siamo trasferiti nella città dove io sono cresciuta e dove vive la mia famiglia. La vita assieme ha cominciato a starci stretta: ho rivisto i miei vecchi amici, mi sono sentita accolta e abbracciata con un affetto e una carità incredibili. Anche mio marito, abbastanza critico all’inizio, ha cominciato a sentirsi bene e a farsi coinvolgere, arrivando a partecipare alla vita della fraternità.
Passano alcuni anni di serenità, fino a quando l’estate passata non mi sono innamorata di un amico, con cui condivido molte iniziative che coinvolgono le nostre rispettive famiglie. È successo in modo inspiegabile. Entrambi stavamo portando avanti un progetto di carità, e questo sentimento come un fulmine ha colpito tutti e due. Ci siamo resi conto, di punto in bianco, di essere innamorati uno dell’altra. Non perché abbia problemi con mio marito, ma perché con questo amico ho incontrato una corrispondenza che dava un gusto nuovo alla mia vita. E nemmeno perché il suo matrimonio fosse una fatica cronica da sempre… Queste, io credo, sono solo chiacchiere da bar, degli psicologi che vogliono trovare a tutti i costi la causa di quello che è successo e che ha investito la nostra vita. Sarà il demonio che si è infiltrato? Perché io penso che sia un dono per me, per il mio matrimonio e per il matrimonio di quest’uomo di cui sono, corrisposta, innamorata. Può essere questo imprevisto un’occasione per andare più a fondo della mia relazione con mio marito? È sensato e ragionevole “tagliare” (come non mi piace questo modo di dire), allontanarci e allontanare le nostre famiglie, i nostri figli?
Per carità, non vivo nel mondo delle favole e so come vanno queste cose, però abitiamo in una città piccola e in una ancor più piccola comunità borghese (nonostante la quantità di incontri gradevoli, ma pettegoli). Non dico questo perché voglio sentirmi dire che la mia vita può continuare come prima! Vorrei sentirmi abbracciata nel mio limite, nella mia fragilità e nel dolore e nella tristezza che ora devo vivere. Io che non mi sono mai rifiutata di guardare in faccia il mio male. E da lì non faccio mai un passo indietro. Eppure stavolta mi fermo, e non vedo più il Bene e ciò che di buono c’è in me! Ma cosa vuole Gesù da me?
Ho poche certezze, ma credo che questa croce sia per me, perché la mia vita diventi più bella e santa! Desidero questo per me e per i miei figli. È un dolore non poter vivere con la libertà che vorremmo questo amore, però su questo punto siamo stati subito chiari… Vorrei capire come dovrei pormi di fronte a questa cosa e viverla per riconquistare la luce negli occhi che tutti sempre mi hanno invidiato, e il mio sorriso! Ti ringrazio, prego per
te e per tutti i tuoi figli. Un abbraccio.

F.

Cara F., incontrando Cristo ho incontrato la positività della realtà, della creazione che, come afferma san Paolo: «Geme interiormente aspettando la resurrezione dei figli di Dio». Che una persona, sposata o no, prete o no, possa innamorarsi è qualcosa che sta dentro la natura umana, forma parte dell’umano. Di conseguenza anestetizzare, condannare, tagliare, fuggire, censurare qualsiasi desiderio umano è un tentativo di eliminare l’umano, l’uomo. Il problema è, al contrario, assumere tutto l’umano e in questo caso la situazione nuova che si presenta nella tua vita, e andare a fondo della questione, prendere sul serio il tuo cuore. Sì, prendere sul serio il tuo cuore, perché non esiste criterio più oggettivo e infallibile per giudicare ciò che riguarda la vita, la verità o la falsità di un sentimento. Però il cuore inteso non come dimensione della realtà, o confondendolo col “mi piace-non mi piace”, ma piuttosto come finestra aperta all’infinito, come quell’insieme di esigenze e di evidenze elementari che possiamo tradurre in quel poderoso desiderio di amore, di felicità, di giustizia, di bellezza e di verità che sta all’origine di tutto il movimento umano. pag. 1 | | |

 

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tempi.commentati
1
se non è zuppa ..è pan

Inserito da Alberto Speroni il 27 Novembre 2009 - 7:16pm

se non è zuppa ..è pan bagnato!

2
Secondo me il "mi mandò in

Inserito da Iurop il 27 Novembre 2009 - 9:49am

Secondo me il "mi mandò in Paraguay" non fu per padre Aldo una fuga dal suo innamoramento, dalle sue emozioni, dalla realtà. Ma nella compagnia tutta umana e paterna di don Giussani fu l'accettazione di un affetto verginale, ovvero dell'Amore senza possesso, come esperienza più intensa e profonda di ciò che il suo cuore viveva (e vive!).

Mario G.

3
... a scanso di

Inserito da Alberto Speroni il 24 Novembre 2009 - 7:01pm

... a scanso di equivoci:
"..... È sensato e ragionevole “tagliare” (come non mi piace questo modo di dire), allontanarci e allontanare le nostre famiglie, i nostri figli?......"
ps:
allontanarci:voce del verbo allontanare!..nè più nè meno
.....E mi mandò in Paraguay.(!!)

4
Caro padre Aldo, mi

Inserito da Iurop il 23 Novembre 2009 - 11:18pm

Caro padre Aldo,
mi piacerebbe che fossi tu a rispondere ad Alberto Speroni. Sono certo che troveresti le parole più vere per descrivere quello che lui (e molti) chiamano... "aver tagliato".

Grazie comunque, per la tua continua sofferta ed al tempo stesso gioiosa testimonianza.

Che il Signore ti benedica!

Con infinita stima.

Mario G.

5
occhio non vede ...cuor non

Inserito da Alberto Speroni il 21 Novembre 2009 - 10:30pm

occhio non vede ...cuor non duole!

6
.....E mi mandò in

Inserito da Alberto Speroni il 20 Novembre 2009 - 10:15pm

.....E mi mandò in Paraguay.(!!)

anche lui quindi è stato .."tagliato"!

7
No cara Paolas_65, ha

Inserito da Iurop il 18 Novembre 2009 - 3:35pm

No cara Paolas_65, ha ragione padre Aldo!
Sì paradossalmente è motivo di scandalo, cioè di inciampo, ma la sua posizione umana - drammaticamente provata sulla sua pelle - corrisponde di più al nostro "cuore" e non appena al mi piace o non mi piace.

Il buon Dio usa di tutto per trarci a Sé ed anche un evento dirompente come un innamoramento ci scuote dal nostro torpore e dalla nostra tranquilla vita borghese per farci stare inquieti di fronte alla realtà e desiderare una risposta che ci acqueti. Padre Aldo ci ricorda che questa risposta è Cristo, perché solo Lui può colmare il nostro desiderio di felicità.

Cara Paolas_65 se ci pensi bene l'ipotesi di padre Aldo è più liberante e più onerosa, anziché fuggire ci obbliga a stare di fronte alla circostanza. Magari in ginocchio, pregando ogni giorno, ma davanti al reale.

Grazie ancora una volta Padre Aldo che ci testimoni la tenerezza di Dio ed apri il nostro cuore alla speranza.

Che il Signore ti benedica, assieme ai tuoi figli.

Con stima ed affetto.

Mario G.

8
Salve, ho letto l'articolo

Inserito da paolas_65 il 18 Novembre 2009 - 12:19pm

Salve, ho letto l'articolo "Aldo Trento: Lettera a F." sul numero del 12/11/2009 in edicola. Sono rimasta molto delusa e scandalizzata dalla risposta di padre Trento.
La risposta doveva essere un'altra, ovvero di lasciare subito la relazione con l'altro uomo e tornare con il marito, ricostruendo il matrimonio, appoggiati a Gesù Cristo. Il resto sono tutte parole vane e inutili. Mi aspettavo da un sacerdote parole ben diverse! La vera e unica feliìcità è fare la volontà di Dio. Nel caso della lettrice dovrà riscoprire, aiutata dalla preghiera e dalla Chiesa, l'amore nel matrimonio, amando nel marito Cristo stesso.

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